esauriente lo stato di bisogno di andare armato”, ma quella, invece di non aver ottenuto in precedenza una diversaautorizzazione amministrativa, facendo così dipendere illegittima- mente ed in contrasto con la lettera e lo spiritodella legge il rilascio dell’autorizzazione de qua da altra autorizzazione avente scopi e finalità del tutto diversi.
- III -
Ma vi è anche di più. Il ricorrente ha già prodotto ricorso al T.A.R. (ricorso n. 1294/94 pendente innanzialla II Sez. del TAR Campania) contro il diniego espresso dal Questore di Napoli di concedere la licenza per lavendita di autoveicoli usati per conto terzi (licenza che si sarebbe così aggiunta a quella già esistente della Soc.AUTOSTAR per la vendita di autoveicoli nuovi quale concessionaria delle case automobilistiche VOLKSWAGENe AUDI). E poiché il diniego de quo è certamente illegittimo si ripropongono col presente ricorso i motivi diimpugnazione di tale diniego quali motivi di illegittimità derivata:
I - Eccesso di potere per istruttoria incongrua, lacunosa ed erronea e per motivazione altrettanto incongrua ederronea. Violazione degli artt.3, 5, 7 e segg. della legge 7.8.1990 n.241 sul procedimento amministrativo.Violazione e falsa applicazione degli artt.11 e 115 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 18.6.31n.773).
L’istruttoria posta a base del provvedimento impugnato non è stata condotta in funzione dei presuppostirichiesti dall’art.11 T.U.L.P.S. e, pertanto, rende invalida anche la motivazione del provvedimento stesso.In particolare, il ricorrente, Bianchi Pietro, non è stato mai tratto in arresto per il reato di detenzioneabusiva di armi e munizioni, tanto meno in concorso con un proprio figlio (il suo unico figlio ha solo qualchemese!). Di tal che una corretta istruttoria avrebbe accertato che il sig. Bianchi Pietro è incensurato, per cui nonricorrevano le condizioni richieste dal citato art.11 per il diniego della licenza richiesta.Indebitamente, poi, l’istruttoria è stata estesa alla ricerca di precedenti penali nei confronti di soggettidiversi dal richiedente, basandosi, peraltro su denunzie che hanno poi portato a sentenze di proscioglimento, nonriscontrate nell’istruttoria stessa, e comunque senza tener conto che anche in questo caso non sussistevano lecondizioni richieste dal citato art.11 per il diniego della licenza. Non è stato, inoltre, comunicato al ricorrente, secondo la prescrizione del terzo comma dell’art.5 dellacitata legge n.241/90, “l’unità organizzativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento.Sono stati poi violati gli artt.7, 8 e segg., sempre della citata legge n.241/90, per omessa comunicazioneall’interessato dell’avvio del procedimento amministrativo nei suoi confronti, impedendogli così di partecipare allostesso e di fornire in tal modo quei chiarimenti che avrebbero evitato di compiere, come poi è avvenuto, unaistruttoria erronea ed incompleta.
II - Falsità ed inesistenza di presupposti. Istruttoria incongrua, lacunosa ed erronea. Violazione e falsaapplicazione dell’art.11 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza di cui al R.D. 18.6.1931 n.773. Eccesso dipotere. Motivazione erronea, incongrua, illogica e non adeguata. Violazione e falsa applicazione dell’art.3della legge n.241/90.
A) Come già rilevato nel precedente motivo il ricorrente è incensurato e contrariamente a quanto affermatonell’impugnato decreto, non è stato mai tratto in arresto per il reato di detenzione illegale di armi da sparo conmunizionamento, né mai è stato indagato per tale reato.Inoltre, il ricorrente, che ha 34 anni, ha un solo figlio di pochi mesi e, quindi, non ha alcun figlio di nomeMarco che abbia concorso nel predetto reato o che sia stato indagato, tra l’altro, per detenzione illegale di sostanzestupefacenti secondo quanto sostenuto assurdamente nell’impugnato decreto.Di ciò fanno fede i certificati penali e di carichi pendenti, nonché il certificato di stato di famiglia.Ciò premesso, è evidente come il provvedimento impugnato abbia violato l’art.11 del T.U.L.P.S. (R.D.18.6.1931 n.773) secondo cui le autorizzazioni di polizia devono essere negate soltanto a soggetti che abbianodeterminati precedenti penali (tassativamente indicati), e siano stati condannati a pena detentiva superiore agli anni3 di reclusione, o che siano sottoposti a sorveglianza speciale o a misura di sicurezza personale o che siano statidichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, o possono essere negate a soggetti con altri determinati precedenti penali, parimenti nella specie inesistenti.Pertanto, non ricorrendo le ipotesi precisamente individuate nel citato testo unico, l’autorizzazione di polizia non poteva essere negata senza incorrere in evidente eccesso di potere e violazione di legge.B) Il provvedimento impugnato è fondato su falsi presupposti, oltre che su istruttoria lacunosa ed incompleta, anche per quanto si riferisce alle posizioni di Bianchi Giorgio, padre del ricorrente, e di Bianchi Marco, fratello delricorrente e figlio di Bianchi Giorgio. Ed infatti Bianchi Giorgio risulta essere stato condannato alla penadell’ammenda di lire 500.000 con sentenza del 7.10.88 (e non 26.3.88) del Pretore di Napoli in ordine al reato di cuiart.5, legge 7.12.84 n.818, per non aver richiesto al comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli, entro itermini prescritti, il rinnovo del certificato di prevenzione incendi (col beneficio della non menzione nel certificato penale). Lo stesso Bianchi Giorgio è stato poi condannato, e non in concorso, per detenzione illegale di armi, ad una pena, col beneficio della sospensione condizionale e la non menzione, inferiore ai due anni di reclusione (sentenzadella VI regione penale del Tribunale di Napoli, del 19.12.92).Per quanto concerne, poi, Bianchi Marco, a parte le contravvenzioni per violazione del codice della strada,che nessun rilievo possono avere ai sensi del citato art.11 T.U.L.P.S., la denuncia per il reato di furto aggravato, nonha condotto, essendo risultata manifestamente infondata, ad alcun processo penale, mentre quella per il reato diresistenza a pubblico ufficiale ha dato luogo ad un provvedimento di archiviazione emesso dal G.I.P. presso laPretura di Napoli.Sempre poi con riferimento a Bianchi Marco il procedimento penale per detenzione illegale di stupefacentisi è concluso con sentenza di assoluzione (fatto non costituisce reato) della V sezione penale del Tribunale di
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