Appunti del corso di letteratura italianaUniversità di Chieti - a.a. 2009-10 - prof.ssa Giannantonio
LA QUERELLE DES ANCIENS ET DES MODERNES
La
querelle
è la polemica tra classicisti e modernisti, scoppiata nel 1687, sull'opportunità dicontinuare ad applicare o meno le unità aristoteliche alla letteratura.Inizialmente la polemica era incentrata sul poema epico. L'epica era il genere più condizionato dalla poetica aristotelica, di cui nel 1498 venne pubblicata la prima edizione in volgare.I francesi vedevano la loro epica in crisi e ne incolparono il barocco; in realtà era in crisi l'epicacome genere. All'epica si sostituì il romanzo storico (dal 1670).
GIOVAN BATTISTA MARINO
Tutto ebbe inizio nel 1623, quando Giovan Battista Marino pubblicò il poema
L'Adone
. In questaopera Marino dissolse, per primo, la lirica del Tasso. L'opera ebbe successo ma nel 1625 fu messaall'Indice. Nella lettera all'Achillini, Marino espose la sua poetica:
un poeta può imitare, rubare o tradurre
.Ciò venne definita
poetica del plagio
, ma in realtà Marino si ispirava ad una fonte, ma lareinterpretava.Oltre che di plagio, Marino venne accusato di immoralità da Tommaso Stigliani, nell'opera
Dell'occhiale
(1627). Stigliani sosteneva il ritorno alla tradizione classica.L'introduzione all'opera fu scritta da Chapelain, che definì il poema
di pace
(contro la guerra delTasso). Egli difese l'aspetto lirico-immaginativo dell'opera, mentre Rapin ne condannò illibertinaggio (c'è più eros che guerra). Le critiche di Rapin furono rigide, schematiche e radicali:diedero vita ai luoghi comuni anti-barocchi.In seguito Chapelain contestò al Marino la mancanza di chiarezza e di verosimiglianza.Ma l'opera di Marino non fu pura evasione: l'Adone ha un finale doloroso, gli idilli della
Sampogna
(1620) traspare un forte influsso del mito delle metamorfosi di Ovidio ed una partecipazioneaffettiva dell'autore.Come disse il Marino stesso, lo
smoderato piacer termina in doglia
ovvero la sua opera non fu soloevasione.Marino fu accusato anche di aver inventato e scritto il falso. Ma bisogna distinguere tra il senso ilsenso letterale e quello allegorico; ed anche tra l'allegoria (finzione) e l'astrazione pura (falsità).Già Tasso, nel
Giudizio sopra la Conquistata
, parla del falso che allude alla verità. Disse che la poesia deve rispettare verità storica ma senza trascurare il meraviglioso (angeli e demoni cheappoggiano i due eserciti).
LE CONTRADDIZIONI DEL CLASSICISMO
Il classicismo voleva una letteratura semplice, verosimile e fondata sul vero. Per fare ciò sivolevano recuperare i modelli del passato, ma ciò spesso sfociò in pura imitazione. Il risultato fuuna poesia astratta, non più naturale né verosimile, che mira all'estetica e non ai contenuti: proprioquelle caratteristiche che i classicisti contestavano al barocco.Inoltre i critici francesi confondevano Petrarca con il petrarchismo (imitazione del suo stile,evolutasi nei secoli, quindi molto diverso dall'originale). Quando dicevano di opporre Petrarca al
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