luce della recente, ma oramai consolidata, giurisprudenza della Corte Costituzionale sembra si possa affermare che la pesca – pur essendo una materia di competenza legislativa residuale delleRegioni non risultando presente, nell’art. 117 Cost., né nell’elenco delle materie di competenzalegislativa esclusiva statale, né in quello delle materie di competenza legislativa concorrente tra loStato e le Regioni – possa, per le sottolineate esigenze di unitarietà e per le logiche trasversali chead essa presiedono, trovare legittimamente la propria disciplina in una normativa di origine statale.Venendo ora alle Disposizioni generali di cui al Capo II del progetto di legge, si è innanzi tuttoindividuato il campo di applicazione dello stesso, facendo salve le disposizioni particolari relativealle singole tipologie di pesca (sportiva, subacquea, pescaturismo) e rinviando, per quanto nonespressamente previsto nel progetto, alla normativa sulla pesca professionale in quanto applicabile.Si è poi previsto, come principio generale, il libero esercizio della pesca dilettantistica,confermando così la tradizionale libertà esistente nel nostro ordinamento giuridico.Si è altresì mantenuta la previsione secondo cui la pesca dilettantistica può essere svolta solo daunità da diporto, fatta eccezione per il pescaturismo, collegandosi così i fini essenzialmentericreativi sia della pesca che della navigazione da diporto.Per quanto attiene uno degli aspetti fondamentali della pesca dilettantistica, quello cioè relativoagli attrezzi utilizzabili, si deve porre in luce come il progetto di legge mantenga l’approccio, giàutilizzato dal legislatore italiano, di indicare, elencandoli, gli attrezzi consentiti allo scopo direndere di immediata percezione, per il pescatore dilettante, l’attrezzatura che può essere utilizzata.Questa tecnica si è ritenuta preferibile rispetto a quella – peraltro comportante identici risultati – diindicare, così come ha fatto il legislatore comunitario, gli attrezzi vietati.Rispetto alla normativa vigente si sono poste alcune modifiche in ordine all’individuazionedegli attrezzi utilizzabili, ciò al fine di rendere più attuale la normativa, evitando di considerareattrezzi in realtà caduti oggi completamente in disuso.Ulteriore novità è poi quella dell’introduzione di un articolo relativo agli attrezzi di ausilio alla pesca, completamente ignorati dalla normativa vigente. Si è così voluto eliminare le incertezze chesi sono verificate in particolare per quanto attiene all’impiego dell’energia elettrica di ausilio adalcuni attrezzi da pesca (quali mulinelli, salpabolentini elettrici) il cui utilizzo attualmente, nella prassi che si è instaurata, non viene spesso consentito per la confusione che i competenti organi divigilanza tendono ad effettuare tra l’uso dell’energia elettrica quale supporto all’attrezzo da pesca el’impiego, giustamente vietato, di apparecchiature che generano scariche elettriche direttamente per
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