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Progettare l’inclusione nell’e-learning: approcci e strumenti per l’accessibilità della formazione in rete
 
Eleonora Guglielman
 
20091
 
Progettare l’inclusione nell’
e-learning 
: approcci estrumenti per l’accessibilità della formazione in rete
Eleonora Guglielman
ABSTRACT
Nella società della conoscenza si parla sempre più spesso di inclusione digitale, intesa come pari opportunitàdi accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sia dal punto di vista delle infrastrutturesia da quello della capacità di uso degli strumenti informatici e telematici; l’acquisizione delle competenzedigitali costituisce, infatti, un fattore chiave per una piena partecipazione sociale e per il benessere di tutti icittadini. L’inclusione digitale è considerata una priorità e numerosi documenti e iniziative comunitarie enazionali sottolineano la necessità di far sì che tutti i gruppi sociali fruiscano di servizi e risorse
online.
Occorre, in particolare, abbattere le barriere che impediscono l’accesso delle persone disabili alle ICT eaccogliere le specifiche esigenze degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso l’uso delle tecnologieeducative.Da diversi anni grazie alle tecnologie assistive le persone con disabilità specifiche sono in grado dicomunicare, trovare informazioni, studiare, lavorare. Oggi ci si può spingere oltre, utilizzando l’
e-learning 
comemodalità didattica che consente ai disabili di intraprendere attività formative prima loro precluse: grazie alletecnologie si possono aggirare gli ostacoli connessi alla comunicazione linguistica, a lavagne poco leggibili, alibri di testo privi di una traduzione in formato audio, a difficoltà motorie che impediscono di recarsi allelezioni, ecc. L’accessibilità degli strumenti e delle piattaforme
e-learning 
è resa possibile dall’applicazione dialcune linee guida, tra le quali le più note sono quelle della
Web Accessibility Initiative
proposte dal
World WideWeb Consortium
e quelle dell’approccio dell’
Universal Design
.Tali linee guida, tuttavia, sono indispensabili ma non sufficienti: ciò è ancora più evidente in paesi dove essesono entrate a regime e, in alcuni casi, rese obbligatorie nella progettazione delle piattaforme
e-learning 
. Èimportante che l’accessibilità tecnologica si integri con un più generale e totalizzante concetto di accessibilitàeducativa, al fine di consentire esperienze di apprendimento inclusive e di elevata qualità per tutti i discenti.Ultimamente si sta perciò assistendo a una transizione da un’accessibilità limitata al piano tecnologico a unapproccio di tipo olistico, che mette in risalto la necessità di individuare dei paradigmi teorici e metodologiciper fondare e realizzare un
e-learning 
inclusivo. Questo articolo vuole offrire una sintetica panoramica sui piùrecenti studi di un settore di confine che si sta affermando negli ultimi anni e che presenta interessantiprospettive di sviluppo.
 
Tecnologie,
digital divide
e accessibilità
 Negli anni recenti si è sviluppato un ampiodibattito sull’
inclusione digitale
, che si puòdefinire come l’uguaglianza nell’accesso el’utilizzo delle tecnologie dell’informazione edella comunicazione (ICT)
1
. A fronte di unadiffusione massiccia e capillare delletecnologie informatiche e telematiche esistetuttora un problema di accesso per alcunecategorie di individui (disabili, anziani,migranti, ecc.) che si trovano nell’impossibilitàdi utilizzare pienamente strumenti e risorsetecnologiche; a monte del
digital divide
vi sonodivari preesistenti che colpiscono gruppisvantaggiati, a volte intere popolazioni e chesono causati da motivi di ordine economico,sociale, culturale e politico
2
.La questione non è di poco conto, poiché neinuovi scenari dellaconoscenza uno deglielementi chiave che permettono agli individuidi svolgere un ruolo attivo nella società e diesprimere una piena partecipazione alla vitadella comunità di appartenenza sta nellacapacità di padroneggiare in maniera autonomagli strumenti tecnologici per selezionare e produrre informazioni
3
. Per tale motivo larimozione degli ostacoli che impedisconol’accesso alle ICT a tuttiigruppi sociali, e in particolare a quelli svantaggiati, è divenuta una priorità da perseguire sia dal punto di vistadelle infrastrutture e degli strumentitecnologici sia da quello dell’acquisizione dellecapacità per impiegare tali strumenti in modoadeguato ed efficace.Le politiche dell’Unione Europea si muovonoin questa direzione, attraverso iniziative edocumenti di lavoro che forniscono indicazioniagli Stati membri. Nel Consiglio diLussemburgo (2001) la Commissione Europearaccomanda di impiegare il potenziale delleICT a favore delle persone disabiliagevolandone la fruizione di servizi e contenuti
online
e rimuovendo gli ostacoli che neimpediscono la completa disponibilità. Ilsuccessivo
 Piano d’Azione eEurope 2002
 formalizza tre obiettivi fondamentali per larealizzazione di un’Europa digitale:
fornire di collegamenti
online
tutti icittadini, le scuole, le imprese, le abitazionie le amministrazioni;
far sì che tutti acquisiscano la padronanzadegli strumenti digitali e la culturaimprenditoriale necessaria per svilupparenuove idee;
fare in modo che l’intero processo generiinclusione e non emarginazione
4
.Questi obiettivi, già delineati in parte in altridocumenti
5
, sono stati ulteriormente esplicitatiin alcune iniziative finalizzate a integrare pienamente i disabili nella societàdell’informazione, con la nuova fase del pianod’azione,
eEurope 2005, Una societàdell’informazione per tutti
(2002). Sempre nel2002 la risoluzione
eAccessibility for peoplewith disabilities
6
, finalizzata all’abbattimentodelle barriere d’accesso alla società basata sulletecnologie dell’informazione, ha datoindicazioni per l’attuazione di azioniinformative, programmi e progetti tecnologici;il documento caldeggia l’adozione delle lineeguida WAI (
Web Accessibility Iniziative
), unaserie di specifiche che garantiscono la pienaaccessibilità ai siti web da parte di persone condisabilità di vario tipo (visiva, auditiva,motoria, ecc.), redatte dall’organismointernazionale W3C (
World Wide WebConsortium
) e divenute uno standard nel girodi pochi anni.Sul versante delle tecnologie per l’istruzione ela formazione, priorità analoghe ispirano illavoro promosso dall’Agenzia Europea per loSviluppo dell’Istruzione degli StudentiDisabili, la quale suggerisce che leICT devonocontribuire a ridurre le disparità di accessoall’istruzione accogliendo le esigenzespecifiche dei singoli alunni e diventando“strumento di accesso ai
curricula
e mezzo per raggiungere gli obiettivi curricolari”; a questo proposito sono elencati, tra gli approcci e lemetodologie didattiche più efficaci,l’insegnamento/apprendimento cooperativo, il
Progettare l’inclusione nell’e-learning: approcci e strumenti per l’accessibilità della formazione in rete
 
Eleonora Guglielman
 
20092
 
 problem solving 
collaborativo, la formazione digruppi di studio eterogenei
7
.
Il percorso legislativo italiano
Coerentemente con queste indicazioni, in Italiail Ministero per l’Innovazione e le Tecnologieha pubblicato nel 2002 le
 Linee Guida del Governo per lo sviluppo della Societàdell’Informazione nella Legislatura
, nelle qualisi rileva la necessità di promuovere l’utilizzo delle ICT tra le categorie deboli attraverso losviluppo di contenuti, tecnologie e normespecifiche tali da perseguire i seguenti risultati:“favorire l’armonizzazione del contenuto eottimizzare le procedure di accessoall’informazione al mondo dei disabili e deglianziani; individuare e promuovere leapplicazioni delletecnologie innovative che possano mitigare le limitazioni di attività cheostacolano il benessere e l’attività di categoriedi cittadini, con particolare riferimentoall’accesso ai servizi e all’inclusione nelmondo del lavoro; individuare le esigenzerelative all'incentivazione di un ampio edequilibrato sviluppo della ricerca finalizzata edell’impiego delle nuove tecnologie dellaformazione […]”
8
.Il 2003, anno europeo delle persone disabili, havisto la pubblicazione del Libro Bianco
Tecnologie per la disabilità: una società senzaesclusi
, il cui obiettivo era definire lecondizioni per rendere universalmenteaccessibili le tecnologie dell’informazione edella comunicazione, promuoverne l’uso e ladiffusione e rendendole semplici da utilizzare
9
.Le tecnologie, infatti, generalmente sono progettate tenendo conto degli utenti“normodotati” e in tal modo obbligano chi hadei bisogni speciali ad adattarsi ad esse, contutti i limiti che ciò comporta. Questa modalitàdi progettazione deve essere capovolta per  poter sviluppare tecnologie e strumentiadattabili a utenze particolari e soddisfarne lespecifiche esigenze; attraverso la rimozionedegli ostacoli e delle barriee all’accessibilità si può scongiurare il rischio che nella societàdell’informazione si creino nuove forme diesclusione. Il primo passo da compiere, inquesto senso, è realizzare un’azioneinformativa rivolta al pubblico, agli operatoridelle ICT e soprattutto alle personesvantaggiate, affinché sappiano a chi rivolgersie come individuare gli strumenti tecnologiciidonei.Al Libro Bianco hanno fatto seguito altredisposizioni: la Legge Stanca 9 gennaio 2004,n. 4, che dà indicazioni per favorire l’accessodei soggetti disabili agli strumenti informatici;il regolamento n. 101 del 3 maggio 2005,specifica i criteri e i principi operativi eorganizzativi per l’accessibilità, le modalità diattribuzione della certificazione di accessibilitàe le modalità di valutazione e di controllo
 
10
; ilDecreto Ministeriale del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie dell’8 luglio2005 (allegato D), che definisce invece irequisiti tecnici e i diversi livelli diaccessibilità agli strumenti informatici.Attualmente la materia è regolamentata dalDecreto Ministeriale 30 aprile 2008, “Regoletecniche disciplinanti l’accessibilità aglistrumenti didattici e formativi a favore deglialunni disabili”, che nell’allegato B dàindicazioni per l’accessibilità e la fruibilità delsoftware didattico, indicazioni che si integranocon i requisiti tecnici per l’accessibilitàdegliapplicativi in generale, definiti dai precedentidecreti.
Tecnologie assistive ed
e-learning 
Per le persone disabili le tecnologie nonrappresentano soltanto una possibilità diinclusione sociale: esse, infatti, sono utilizzate per la realizzazione di ausili in grado divalorizzare le loro capacità residue, per compensare disabilità specifiche, per lariabilitazione. Si parla, in questo caso, di
tecnologie assistive
, progettate e realizzate per supportare le persone con disabilità specifichee consentire loro di svolgere le attività
Progettare l’inclusione nell’e-learning: approcci e strumenti per l’accessibilità della formazione in rete
 
Eleonora Guglielman
 
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