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Lezione 30
CICLO POLMONARE

L\u2019 altra volta si \u00e8 parlato dell\u2019 immagine 1, parlando di come variano le resistenze vascolari al
variare del volume polmonari.
Esistono infatti due tipi di vasi:

-
Alveolari: passanti per il setto alveolare
-
Extralveolari: posti esternamente al setto alveolare, circondati da matrice, si espandono
durante espansione polmonare
fig. 1

Il loro volume varia a seconda della situazione polmonare: durante inspirazione si espandono i vasi
extralveolari e si comprimono i vasi alveolari, cosicch\u00e9 le resistenze diminuiscono nei primi mentre
aumentano negli altri. Viceversa le resistenze dei vasi extralveolari aumentano durante
l\u2019espirazione e diminuiscono quelle alveolari. La somma, osservabile in fig. 1, esprime che le
resistenze minime totali sono quelle situate in una condizione polmonare definita \u201ccapacit\u00e0
funzionale residua\u201d, che si trova alla fine dell\u2019espirazione in un polmone normale. Questa \u00e8 una
particolarit\u00e0 del circolo polmonare.
Vi sono altre caratteristiche del molto importanti del circolo polmonare: indicate nella fig. 2.
Cos\u00ec come accade nel circolo sistemico anche nel circolo polmonare, in relazione alla legge di
Bernoulli, si possono rilevare tre componenti energetiche del circolo sia sistemico che polmonare:
1) pressione laterale, 2) componente cinetica 3) componente gravitazionale. Infatti se si considera

un soggetto in posizione eretta si osserva che la pressione del capo \u00e8 inferiore rispetto a quella
misurata a livello cardiaco, a sua volta inferiore alla pressione a livello del piede. La pressione
aumenta infatti dalla testa ai piedi, ed aumenta di un fattore che vale 12 cm di acqua per cm. Ci\u00f2
avviene in tutti i cilindri che contengono liquido.

EFFETTO WATERFALL
Fig. 2

Anche nel circolo polmonare avviene ci\u00f2. La pressione del circolo polmonare sar\u00e0 pi\u00f9 bassa
all\u2019apice del polmone ed andr\u00e0 aumentando verso il basso, cio\u00e8 verso la base. Ci si potrebbe
aspettare che la situazione descritta nel circolo polmonare sia la medesima a quella del circolo
sistemico (le pressioni sono diverse ma il gradiente \u00e8 lo stesso). In realt\u00e0 il problema \u00e8 pi\u00f9
complesso poich\u00e9 i capillari del polmone non passano semplicemente in un tessuto nel quale la
pressione interstiziale pu\u00f2 avere un peso (in realt\u00e0 non tanto grande), ma passano anche in
strutture alveolari in cui da entrambe le parti c\u2019\u00e8 anche aria.
Il capillare \u00e8 quindi soggetto non solo alle variazioni di pressioni legate alla legge del bernoulli, ma
\u00e8 sottoposto anche ad un condizionamento ad opera della pressione esercitata dall\u2019aria nel
alveolo. Quindi la pressione nel capillare non varia solamente in relazione all\u2019altezza, ma anche
rispetto all\u2019alveolo, considerando che in ciascun alveolo la pressione \u00e8 uguale e pari a 0.
La pressione nel capillare varia la pressione mentre negli alveoli \u00e8 uguale ovunque.
Nel polmone si distinguono quindi tre zone:

\u2022
zona 1 : apicale
\u2022
zona 2 : all\u2019altezza del cuore
\u2022

zona 3 : sotto al cuore.
Ci si riferisce al cuore perch\u00e9 cos\u00ec come accade nel circolo sistemico anche in quello polmonare
l\u2019altezza del cuore \u00e8 considerato punto indifferente (la pressione \u00e8 uguale in qualsiasi posizione).

Zona 3

(si veda fig. 2)
Il cerchio esterno rappresenta l\u2019alveolo. Pa indica la pressione arteriosa, Pv pressione venosa e
PA la pressione alveolare, che \u00e8 sempre constante e pari a 0. Le pressioni sono le pi\u00f9 alte di tutto
il polmone. Si ha quindi che Pa > Pv (questo \u00e8 vero sempre), ma anche che Pa > Pv > PA.
Questa condizione \u00e8 tale per cui tutti i vasi sono perfusi (con sangue) e reclutati (aperti). Tutti i vasi
sono aperti, nei quali passa sangue. Questa particolare situazione non si verifica a tutti i livelli, ma
solo alla base del polmone.

Zona 2

(si veda fig. 2)
La Pa e la Pv sono pi\u00f9 basse rispetto a quelle registrate nella zona 3 (per la legge di bernoulli,
salendo la pressione diminuisce).
Anche in questo caso comunque Pa > Pv. per\u00f2 pu\u00f2 capitare che verso il lato venoso del capillare,
siccome la pressione scende gradualmente andando dal polo arterioso verso quello venoso pu\u00f2
capitare che la pressione alveolare tenda ad essere uguale o a volte poco superiore alla
pressione venosa, quindi il vaso si restringe o addirittura si chiude. In questa zona quindi si verifica
ci\u00f2 che avviene per le placche ateromatose: il vaso si chiude perch\u00e9 diminuisce la pressione
transmurale, che diventa addirittura negativa. Il vaso chiudendosi provoca un aumento della
pressione a monte della chiusura stessa, pressione uguale a quella arteriosa, ma allora in quel
punto la pressione transmurale ritorna ad essere positiva ed il vaso pu\u00f2 quindi riaprirsi. Questo
viene ad essere definito Effetto waterfall (effetto a cascata): il vaso si apre e si chiude ad
intermittenza.
Il diametro dei vasi pervi nella zona 2 \u00e8 inferiore alla zona 3, quindi il calibro dei vasi \u00e8 pi\u00f9 piccolo.

Zona 1

(si veda fig. 2)
In questa zona la pressione all\u2019interno vasi diminuisce ulteriormente e addirittura si pu\u00f2 verificare
che la pressione, sia al polo arterioso che a quello venoso nei capillari polmonari, scenda al disotto
della pressione alveolare, quindi diventi leggermente negativa: in questo caso alcuni dei vasi situati
in questa zona possono collassare.

Grafico effetto Waterfall

(si veda fig. 2, grafico a destra)
Questo grafico riporta l\u2019andamento del flusso in ascissa, e la distanza dalla base del polmone in
ordinata: andando verso il basso il flusso aumenta perch\u00e9 aumenta la pressione (dalla legge di
bernoulli) e quindi l\u2019effetto waterfall si fa meno importante.
Nella zona 3 i vasi sono tutti aperti e perfusi, ed il loro diametro varier\u00e0 al variare del flusso.
In realt\u00e0 sarebbe pi\u00f9 corretto suddividere la zona 3 in zona 3 e zona 4.
A quest\u2019ultima corrisponde una diminuzione del flusso perch\u00e9 il peso del polmone comprime i vasi
del polmone stesso, andando a ridurre il calibro e quindi il flusso.

Quest\u2019immagine \u00e8 ottenuta su un paziente a cui \u00e8 stato fatto inspirare una miscela con particelle
radioattive. Queste vanno a distribuirsi nel circolo polmonare. Maggiore sar\u00e0 il flusso di sangue,
maggiore sar\u00e0 la quantit\u00e0 di particelle rilevate (attraverso es. scintigrafia).
In ascissa si trova la distanza dalla 2^ costa (corrispondente all\u2019apice del polmone), mentre in
ordinata \u00e8 rappresentato il flusso che aumenta salendo verso l\u2019alto. Questo grafico \u00e8 particolare
perch\u00e9 le ascisse aumentano andando da destra verso sinistra e non viceversa come accade
normalmente.
Il valore massimo di flusso si ha per un valore in ascissa corrispondente all\u2019apice del polmone.

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