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ANNO IV - Numero 1FEBBRAIO 2008
Del rifacimento di Viale VittorioVeneto abbiamo già scritto.Abbiamo criticato la soluzione pro-gettuale di privare i Trinitapolesi delluogo dello struscio paesano, al riparodalla calura estiva, per realizzare unainconsueta e improbabile piazza per sporadici eventi collettivi.Abbiamo sostenuto che la scelta diricavare da una strada una piazza è ri-velatrice di una politica urbanistica in-capace di realizzare nuovi spazi collettivioltre quelli ereditati da un lontano pas-sato.Abbiamo denunciato il rischio chederiverà ai pedoni dall’aver lasciato araso lo spazio pedonale rispetto a quellocarrabile.Abbiamo sottolineato il forte impat-to economico dell’opera, quasi cinquemiliardi delle vecchie lire, anche a frontedell’ingiustificata estensionedell’intervento con la previsione di uncollettore di fogna bianca.Per tali ragioni abbiamo chiesto agran voce opportune modifiche del pro-getto senza ottenere ascolto.A due anni di distanza siamo peròcostretti a ritornare sull’argomento poi-ché la lentezza dei lavori e l’assenzadi un cronoprogramma, che prevedesseinterventi per fasi, stanno provocandoenormi disagi ai residenti e ripercussioninegative sulla viabilità.Cosa è successo?L’opera doveva essere consegnatadall’impresa ai primi di ottobre scorsose non ché le previsioni progettuali sonostate così precise da non considerarel’esistenza di sottoservizi (reti di gas,telefoniche, elettriche, etc.) lì dove sidoveva scavare per realizzare la fogna bianca.Si è pensato perciò di ricorrere auna perizia di variante, con un aumentodi spesa di circa 160 milioni di vecchielire, per sostituire gli scatolari in calce-struzzo con condotte più flessibili di polietilene.
Il termine dei lavori è slittato di240 giorni, fino ai primi di aprile 2008
,e nel frattempo i cittadini hanno assistitoal singolare spettacolo natalizio dellaneve depositata sui cumuli di terradell’area interamente scavata. Il tuttocon grande disappunto dei commerciantie dei residenti della zona. Non si è approfittato della perizia per riflettere sulle osservazioni che ave-vamo fatto e per riconsiderare alcunescelte progettuali. Anzi con una decisio-ne che non è stata spiegata nemmeno aidistratti consiglieri comunali si è prov-veduto a cancellare l’unica cosa sensatache era stata fatta nel progetto originario:quella di riaprire la strada lì dove sarebbestata tolta la fontana, passata ormai allastoria come “la fontana dei dieci anni”.Si è persa così l’ennesima occasionedi fluidificare il traffico cittadino giàtanto compromesso dai molti interventioccasionali sulla segnaletica stradale.
FRANCO CARULLI
Mmiez’ a na strada ’nfosa
 Viale Vittorio Veneto, (almeno lo era)
 ALL’INTERNO
Lo ribadiamo: Assessore si dimetta
pag. 5
 Verso il BilancioComunale 2008
pag. 12
Le tante vitedi Peppino Lupo
pag. 14
Cipollino il canegentiluomo
pag. 16
Lectio Magistralis
pag. 17
Quanto altro tempo ci vorrà perché il viale ridiventi carrozzabile? 10 metri al giorno per 1 annoe mezzo sarebbero stati più che sufficienti per rifare mezzo paese.Un altro primato di inefficienza amministrativa!
 
proibito
 percorsi
e
 linguaggi
alla
diavola
FEBBRAIO 2008
2
Anno IV - Numero 1 - FEBBRAIO 2008
Direttore Responsabile
Nico Lorusso
Vice Direttore
Antonietta D’Introno
Segretaria di Redazione
Veronica Tarantino
Editore
Centro di Lettura “GlobeGlotter”
Registrazione
Iscr. Reg. Periodici Trib. Foggian. 414 del 31/03/2006
Distributore volontario
Gigino Monopoli
Fotografie
Autori vari*
Impaginazione grafica
Mario di Bitonto
Stampa
Grafiche Del NegroVia Cairoli, 35 - Tel. 0883.631097Trinitapoli Fgdelnegrolina@virgilio.it
Direzione e Redazione
Via Staffa, 4 - Trinitapoli FgTel. 0883.634071 - Cell. 340.1206412info@globeglotter.it
IMPORTANTE!!!Il Peperoncino Rosso è on-lineper leggerlo digitarewww.globeglotter.it 
17 dicembre 2007:
Giuliana Sgrena
nella
Sala delle Arti
della GlobeGlotter,durantela presentazione del suo libro
Fuoco Amico.
 La giornalista sarà
di nuovo a Trinitapoli
il 27 febbraio 2008,alle ore 11.00, per un incontrocon le classi del Liceo “Staffa”.
 Lo chef 
Giovanni Landriscina
, docentedell’Alberghiero di Margherita di Savoia, fotografato nell’ottocentescacucina di Palazzo Sarcina, sotto una cascatadi peperoncini con duedelle sue creazioni espostenella mostra
Proibito
.
* La foto della prima pagina del numerodi dicembre 2007 è stata scattata dalfotografo
Tonino Russo
.Ci scusiamo per l’errore.
 
3
politica
FEBBRAIO 2008
Micro Mega ha lanciato
un ap- pello rivolto a Veltroni e Bertinottied ai dirigenti del centro-sinistra indifesa delle donne, della loro dignità,del loro diritto di esistere e di deci-dere della propria vita
.
Caro Veltroni, caro Bertinotti,cari dirigenti del centro-sinistratutti, ora basta!L’offensiva clericale contro ledonne – spesso vera e propria cro-ciata bigotta - ha raggiunto livelliintollerabili.Ma egualmente intollerabileappare la mancanza di reazionedello schieramento politico di cen-tro-sinistra, che troppo spesso èaddirittura condiscendenza.Con l’oscena proposta di mora-toria dell’aborto, che tratta le don-ne da assassine e boia, e la recenteingiunzione a rianimare i feti ultra-prematuri anche contro la volontàdella madre (malgrado la quasicertezza di menomazioni gravissi-me), i corpi delle donne sono tor-nati ad essere “cose”, terreno discontro per il fanatismo religioso,oggetti sui quali esercitare potere.Lo scorso 24 novembre cento-mila donne – completamente au-torganizzate – hanno riempito lestrade di Roma per denunciare laviolenza sulle donne di una culturapatriarcale dura a morire. Questeaggressioni clericali e bigotte sonole ultime e più subdole forme dellastessa violenza, mascherate dietrol’arroganza ipocrita di “difenderela vita”. Perciò non basta più, caridirigenti del centro-sinistra, limi-tarsi a dire che la legge 194 non sitocca: essa è già nei fatti messa indiscussione. Pretendiamo da voiuna presa di posizione chiara einequivocabile, che condanni senzamezzi termini tutti i tentativi – daqualunque pulpito provengano – di mettere a rischiol’autodeterminazione delle donne,faticosamente conquistata: il nostrodiritto a dire la prima e l’ultimaparola sul nostro corpo e sulle no-stre gravidanze.Esigiamo perciò che i vostriprogrammi (per essere anche no-stri) siano espliciti: se di una revi-sione ha bisogno la 194 è quella dieliminare l’obiezione di coscienza,che sempre più spesso impediscenei fatti di esercitare il nostro di-ritto; va resa immediatamente di-sponibile in tutta Italia la pillolaabortiva (RU 486), perché a undramma non debba aggiungersiuna ormai evitabile sofferenza; vareso semplice e veloce l’accesso allapillola del giorno dopo, insieme aserie campagne di contraccezionefin dalle scuole medie; va introdottol’insegnamento dell’educazione ses-suale fin dalle elementari; vannorealizzati programmi culturali esociali di sostegno alle donne im-migrate, e rafforzate le norme e iservizi a tutela della maternità (nelquadro di una politica capace disradicare la piaga della precarietàdel lavoro).Questi sono per noi valori nonnegoziabili, sui quali non siamo piùdisposte a compromessi.PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri, Natalia Aspesi,Adriana Cavarero, Cristina Comencini,Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Mar-gherita Hack, Fiorella Mannoia, DaciaMaraini, Alda Merini, Valeria Parrella,Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Eli-sabetta Visalbergh, La Redazione delPeperoncino Rosso.
LIBERADONNA: Petizionepromossa da MicromegaBertinotti risponde all’appello diMicroMega sui diritti delle donne
A Simona Argentieri e allealtre firmatarie dell’appello“Caro Walter, Caro Bertinotti,ora basta!”Care amiche, la vostra letteraha accompagnato, di fatto, ieriuna mobilitazione di donne cheha suscitato un moto profondodi partecipazione alla denunciadi una violenza perpetrata ai dan-ni di una persona. E’ stata colpi-ta, con essa, a Napoli la libertàdella donna, la sua responsabilitàdi madre, violato il rispetto per la sofferenza di una donna impe-gnata in una difficile e legittimascelta.Ma è una temperie culturalequella che preoccupa;l’alimentazione di un fondamen-talismo che in nome diun’astratta concezione della vitafinisce per ignorare e persinogiustificare forme di violenzasulla vita reale, sull’umanità delledonne.Credo si debba concorrere amettere in discussione, contestaree rifiutare di far vivere ogni fon-damentalismo per far prevalerela cultura del dialogo, anche suitemi dell’esistenza e del suo sen-so, sui grandi interrogativi cheinvestono l’uomo e il suo destinonel mondo contemporaneo e difronte ai processi di mercifica-zione e di alienazione chel’attuale globalizzazionedell’economia capitalista gene-rano e riproducono e che le cul-ture patriarcali stratificano.Ma c’è un compito propriodella politica, un suo statuto alto, proprio in ragione della sua fon-dazione autonoma e laica, chegli chiede di prendere parte sullequestioni che riguardano il corpoe la nuda vita affinché siano di-fese e messe a valore, che glichiede di organizzare la societàcosì da difendere i diritti delle persone, come recita la Costitu-zione in uno dei suoi articoli piùcarichi di futuro, l’articolo 3:“(…) E’ compito della Re- pubblica rimuovere gli ostacolidi ordine economico e sociale,che, limitando di fatto la libertàe l’eguaglianza dei cittadini, im- pediscono il pieno sviluppo della persona umana (…)” Non mi permetto qui di anti-cipare il programma della Sini-stra Arcobaleno, che verrà pre-sentato tra pochi giorni.Tutta la nostra comune storiarecente non lascia tuttavia aditoa dubbi. La partecipazione a tuttele manifestazioni sui diritti civili,le proposte elaborate con questitemi, il contributo nella defini-zione del programma del gover-no Prodi e l’azione, purtroppo per alcuni versi sfortunata, per la sua applicazione, tutte le presedi posizione recenti e meno re-centi credo consentano di direche il programma della SinistraArcobaleno sarà assai in sintoniacon le richieste che provengonodalle istanze delle donne cosìcome le competenze femminilie femministe le hanno messe inluce.La legge 194 è stata una con-quista di civiltà del tempo diun’Italia che si voleva migliore.E’ nostro dovere difenderla e,con essa, la cultura che l’ha ori-ginata. Il suo bilancio è as-sai positivo.Tante donnesono statesottratteall’abortoclandestino,alla sua vio-lenza; il nu-mero degliaborti è statosensibilmenteridotto.L’esperienzadei PaesiBassi che ha ilminor numerodi aborti delmondo (ottosu mille), cidice che si può farlo con l’educazione nellescuole, con la prevenzione e conl’uso appropriato dei metodi con-traccettivi.Quel che nessuno può inse-gnarci, perché è compito delledonne e degli uomini di questo paese, sono i nuovi e più altilivelli di civiltà da conquistarein Italia. In particolare proprioin uno scenario, come quelloattuale, segnato da imponentiinnovazioni tecno-scientifiche,in sé ambivalenti, e i cui esiti possono ledere la libertà e laresponsabilità delle persone, ègiusto e imprescindibile che siala donna a decidere della procre-azione e della nascita. Il pareredel medico, i consigli a cui attin-gere, il processo di partecipazio-ne sono certo utili, vanno favo-riti, ma l’ultima parola dovràessere della donna, perché madree perché attiva portatrice di uma-nità. Con amicizia.
FAUSTO BERTINOTTI
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