considerazione dei fini p
erseguiti dall‟agente
1
. In altri termini, una norma che prescrive X vienequalificata come tecnica quando il dovere di X è giustificato adducendo che:
a)
X è strumentale a Y (oppure: X è causa, o condizione, di Y)
b)
Y deve essere
Si noti che una distinzione tra regole tecniche e regole categoriche tracciata sul piano logico-giustificativo è
estrinseca
alle regole
, almeno se queste, nell‟ambito d‟una teoria
prescrittivista
del significato normativo, sono concepite come
direttive
2
. Una regola intesa come merocontenuto di significato normativo non può essere qualificata, di per sé, né come tecnica né comecategorica, poiché non incorpora alcun riferimento alle
ragioni
del dover essere che esprime. Il
significato delle regole, in un‟ottica prescrittivista, è invero esaurito da un‟
idea di azione
presentata come
modello di comportamento
, e può essere schematizzato dalla formula
d(T)
, ove
T
rap
presenta l‟idea d‟azione, e
d
rappresenta l‟operatore “così deve essere”
. In questa
costruzione non v‟è spazio per le r
agioni come elemento
interno
alle regole: la giustificazionedel dover essere, che pure è determinante per la qualificazione della norma come tecnica ocategorica, rimane fuori da un significato normativo che si esaurisce nel modello frastico +neustico, dunque è estrinseca alla regola intesa come
direttiva
3
.In una prospettiva prescrittivista, insomma, la stessa regola, anche condizionata,
può esserequalificata come tecnica o
(nel senso del
vel
latino) come categorica, a seconda dellagiustificazione contingentemente assegnata alla condotta prescritta. Da ciò segue che non èpossibile determinare se una certa norma generale e astratta sia tecnica o categorica, a meno dinon prendere in esame le presupposizioni logico-fondazionali del dover essere, ossia le
ragioni
per le quali la condotta regolata sia considerata come doverosa.
c)
La distinzione sul piano pragmatico.
La distinzione tra regole categoriche e regole tecnichepuò anche tracciarsi a livello
pragmatico
, e riguarda allora la
funzione
delle regole, ovvero ciòche esse sono primariamente dirette a fare in rapporto agli scopi tipici dei loro utenti. In questaprospettiva, dire che una regola è tecnica equivale a dire che essa svolge una funzione di
guidaal conseguimento dei fini dei suoi destinatari
; dire che una regola è categorica equivale a direche la sua funzione tipica è quella di guidare la condotta dei suoi destinatari indipendentementedalla considerazione dei loro fini.
3. Regole tecniche: norme o asserti?
Molti autori affermano che nel caso delle norme tecniche il problema se sia possibilederivare logicamente conc
lusioni in termini di „dovere‟ da constatazioni di fatto è banalmente
risolvibile in senso positivo. Bruno Celano, ad esempio, afferma che:
1
P
er “giustificazione dell‟osservanza
della regola” che prescrive X può intendersi ogni r
i
sposta alla domanda: “perc
hé si deve
X?” che adduca
ragioni
per tenere la condotta X.
2
Cfr. R
OSS
,
A.,
1968,
Directives and Norms
, Routledge & Kegan Paul, London. Trad. it. di Mario Jori,
Direttive e norme
,Edizioni di Comunità, Milano 1978, p. 87, 89. Sul prescrittivismo, teoria c.d.
simmetrica
del significato la cui idea fondamentale
consiste nel riconoscimento d‟un elemento
semantico referenziale, comune a norme e asserzioni, cfr. H
ARE
1952,
R
OSS
1968,
S
CARPELLI
1985.
3
Cfr. R
OSS
,
A.,
1968,
Directives and Norms
, Routledge & Kegan Paul, London. Trad. it. di Mario Jori,
Direttive e norme
,Edizioni di Comunità, Milano 1978, p. 172.
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