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Scuola è gioco?

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Published by carmelacaiazza
Riflessione e ragionamento sull'argomento scuola e gioco
Riflessione e ragionamento sull'argomento scuola e gioco

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11/26/2009

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Scuola è gioco?
Analisi di Caiazza Carmela
Rifacendomi alla citazione di Antonacci F. che afferma che “la scuola è gioco” sono consideratitermini antitetici, ammetto che e vero ma non dovrebbe essere cosi.Preliminare e ,comunque , la considerazione che i bambini, nell’attuale società sono immersi in unmondo vario, multiforme, tecnologicamente avanzato che offre loro giocattoli computerizzati,sollecitazioni ampie ed articolate, accelerando lo stesso sviluppo cognitivo.In tale realtà, un ruolo dirompente sono andati assumendo, i linguaggi massmediali. Questi ultimifanno ormai parte della nostra vita e se è pur vero che possono costituire un pericolo per le abitudiniad una ricettivipuramente passiva, e altrettanto vero che costituiscono, al contempo,un’importante fonte di informazione e di stimolazione culturale. In questa ottica, è possibile, allora, parlare dei media e dei linguaggi informatici come opportunità di sviluppo, di stimolazione e disignificativicognitiva, nella considerazione che il bambino storico degli anni 2000 offre unimmagine di sé quale protagonista attivo, costruttore e competente, artefice e “costruzionista delsuo sapere “. D’altro canto, la via attualmente privilegiata per la creazione e per la trasmissionedella cultura è costituita, proprio, dagli strumenti della comunicazione sociale. Tali mezzi hannoseguito il logico evolversi del progresso tecnologico e sono entrati con forza prorompente nella vitadi tutti i giorni, al punto tale che e possibile affermare che oggi si nasce e si vive in una sorta di“ionosfera” sempre più sofisticata. I mezzi di comunicazione di massa ed, in modo particolare, ilmondo delle immagini, si sono arricchiti, infatti, della moderna tecnologia: in seguito all’acceleratosviluppo innovativo e all’influsso insieme planetario e capillare sulla formazione della mentalità edel costume, esso rappresenta una nuova frontiera con la quale qualsiasi sistema educativo doveconfrontarsi a meno che non voglia chiudere gli occhi innanzi alla realtà che coinvolge il fanciullol’adolescente, il giovane, l’adulto.La scuola, fino ad oggi, ha impostato una serie di nuove linee pedagogiche, didattiche, ma non eriuscita o per volontà o per la sottovalutazione di certe situazioni, a realizzare un effettiva
 
educazione all’immagine. In fondo, il fanciullo, oggi, è coinvolto dai mass media fuori dalla scuolaed e sottoposto a una serie di feed back immediati che lo portano a comportamenti edatteggiamenti che alterano non poche volte il quadro di riferimento della sua formazione. Egliriceve spesso, attraverso i mass media, una parzialità o una serie di parzialità nella visione delmondo; gli si prospettano situazioni nelle quali prevale la dimensione di una cultura urbanaalfabetizzata che non riesce nemmeno a decodificare. La scuola,allora, soprattutto quella di base,deve inserire nuovi linguaggi mediali in contesti pedagogici strutturati con precisi itinerari diapprendimento ed obbiettivi educativi, tenendo presente che il fanciullo va alla ricerca di un quadrodi orientamento innanzi alla pluralità di messaggi che il mondo scolastico ed extra gli ponecostantemente. I recenti studi sulla struttura del cervello umano hanno messo in evidenza che i dueemisferi cerebrali svolgono un azione coordinata, però il sinistro è più impegnato nelle dinamichedella logicità e della cognitività ed il destro in quelle della creatività. Sul piano, quindi. Operativoalla luce anche dei programmi, la scuola, elementare, nel suo progetto didattico, deve articolare gliinterventi educativi in modo da impegnare mano destra e mano sinistra (Bruner), dimensionecritica e dimensione manipolativa, dimensione logica e dimensione creativa. Cosi operando,l’insegnante esce dal suo ruolo unidimensionale di intermediario del sapere e diventa partnedell’interazione educativa in qualità di consigliere, animatore, collaboratore dell’alunno e “regista”delle attiviscolastiche. L’interazione docente-discente deve creare le condizioni attraversoun’adeguata educazione all’immagine perché la sensibilizzazione delle esperienze e dei bisogni personali degli alunni possa trovare, a livello psicologico, culturale e sociale, delle risposteadeguate.

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