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Feste popolari e religiose in Sicilia

Feste popolari e religiose in Sicilia

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Feste popolari e feste religiose in Sicilia:tra sacro e profano
<<In Sicilia il passatonon è morto ma ciaccompagna e simanifesta presso la cullae la bara, nelle feste e nei giochi , negli spettacoli ein chiesa , nei riti e nelletradizioni. Dappertuttoinsomma vive e parla>>.
 
Introduzione
In questo elaborato vengono riportate le feste tradizionali in Sicilia,distinguendo le manifestazioni prettamente religiose da quelle profanee come queste si connettono tra loro in una terra dove gli usi e costumisono rimasti indissolubilmente radicati
.
 E’ opportuno prima di analizzare queste manifestazioni, comprendereil concetto di festa.La festa è un microcosmo variegato con un certo grado di complessità per le varianti culturali, antropologiche e tradizionali, in essacomprese. Risulta un momento della vita sociale di durata variabile,che interrompe la sequenza delle normali attiviquotidiane,opponendovisi come periodo di particolare effervescenza. La festa sicaratterizza, rispetto al resto del tempo, per l’interruzione del lavoro produttivo, manifestando l’opposizione al sistema costituito e vigenteattraverso i momenti dell’eccesso, della trasgressione e infrazione dinorme e divieti precostituiti, dell’inversione, dello spreco, delladistruzione.La festa è allegria, spensieratezza, libertà; la festa è comunità, è potere, è cura ed è specchio della società, della storia, del mondo checambia. La festa, in quanto momento collettivo e/o individuale,racconta i cambiamenti epocali, economici, culturali.Per secoli l'aspetto collettivo è stato elemento centrale nelle
 
celebrazioni festive, e lo spreco glorioso che le caratterizzava eraimprontato proprio all'intera comunità: il senso stesso della ricchezzae delle spese era da leggersi in rapporto all'altro, al popolo. Il valoredelle spese festive è mutato e con la rivoluzione industriale si è chiusosempre più nella dimensione privata, in nome di un lusso puramenteimitativo ed individuale
1
.Durante la festa vengono infranti i limiti del quotidiano,si invertono i ruoli, sono leciti offese e scherzi e spesso anche il sacrodiventa elemento di critica e derisione
2
. L'ordine viene infranto e ildisordine viene accettato in quanto momento necessario alrinsaldamento dei valori sociali nonché dei rapporti di dipendenza e di potere.Ma la festa non è solo spreco o allegria: essa risponde ad una lungaserie di bisogni; bisogni che variano da un contesto sociale ad un altro,che variano con il censo e con il ceto, con l'istruzione e con l'età; chevariano nello spazio e nel tempo. È impossibile stabilire l'elenco ditutti i bisogni che trovano risposta nelle celebrazioni festive, ma benché si possa parlare di bisogni individuali, è nella collettività che siaffermano, è dalla collettività che vengono plasmati ed è a livellocollettivo (nella collettività unita nel momento di festa) che vengonosoddisfatti.La festa assume innanzi tutto valore temporale. Collegata al volgeredelle stagioni, al movimento degli astri e del sole, le feste fungono dastrumento regolatore di ogni attività sociale. Dotate spesso di carica propiziatoria, accompagnavano, anticipavano o concludevano le principali attività umane. Con l'avvento del cristianesimo questa caricanon si è persa, ma ha assunto nomi diversi, e si è legata alle variefigure religiose.
Le feste diventano inoltre il luogo privilegiato per
1
Bataille Georges, Il limite dell'utile, Adelphi, Milano 2000
2
Michail Bachtin, L'opera di Rabelais e la cultura popolare, Einaudi, Torino 2001

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