/  2
 
 VOTO CONTRARIO ALLA MOZIONE SU INSERIMENTO CROCIFISSO NELLE SCUOLE PUBBLICHE
Il motivo per cui voterò
no
a questa mozione, cari colleghi, è molto semplice.
Il mio rispetto puroe totale per i valori del cristianesimo non mi permette di accettare che nessuno ne facciaoggetto di strumentalizzazione politica.
Non si possono prendere elementi che si considerano come comuni radici culturali di tutti per farnefacili bandiere di singole fazioni, quelle sì minoritarie, che esasperano i toni, ingigantiscono ledifferenze, spostano il terreno di scontro politico dai reali problemi pratici quotidiani dei cittadiniverso dibattiti astratti, etici e religiosi che la politica dovrebbe trattare con maggiore rispetto e senzaspirito di contrapposizione.
Lasciamo che il dibattito cresca nelle scuole, tra gli studenti e i professori, tra chi crede e chinon crede, tra chi non sa in cosa credere e chi crede in un altro Dio.
Mai nessun confronto di idee potrà mettere in crisi i nostri valori tradizionali perché proprio nelrispetto dell’altro da noi questi valori trovano il loro punto più alto.Al contrario, questo confronto, deve essere stimolato e sarebbero ben altre le politiche sociali eculturali che dovrebbero essere finanziate e incoraggiate nel territorio della nostra provincia,proprio a partire dalle scuole. Perché è lì che nasce il problema dell’integrazione e dell’inclusionesociale di extracomunitari di culture diverse; tema, oltretutto, che secondo me è sfiorato appenadalla “questione del crocifisso”, che riguarda più che altro la contrapposizione storica e tutta italianatra i cattolici e quelli che cattolici non sono.
Purtroppo in questo periodo si sta rafforzando un politica, diventata molto trendy anche inEuropa, che ci ha catapultato da un razzismo scientifico ad un razzismo culturale. Abbiamopermesso a una destra iper-conservatrice e xenofoba, come quella della Lega Nord, di avereuna voce importante nelle nostre istituzioni.
La molteplicità culturale non viene più vissuta come una ricchezza, ma come un pericolo daosteggiare. L’accento viene posto sempre sulla diversità e gli elementi comuni sono dati perscontati, taciuti, non considerate o ignorati. “La diversita’ fa eccezione, quindi fa notizia” come diceil Professor Aime dell’Universita’ di Genova.La proposta del consigliere Vittorio Catone, persona di cui le idee rispetto, che è già statasupportata da tutto il consiglio comunale di Montesilvano e che sta proprio adesso per essereapprovata dal nostro Consiglio Provinciale, esprime la volontà di appropriarsi in modo strumentaledi un simbolo religioso, piegandone il significato ad uso politico.
Il consigliere Catone sostieneche la croce sia una sorta di simbolo dell’identità nazionale, come il tacchino del ThanksgivingDay per gli americani o il seno della Marianne per i francesi,
ma questa affermazione èassolutamente contraria al significato universale, e quindi implicitamente transnazionale, espressodal messaggio cristiano. Proprio per il suo universalismo, la religione Cristiana è incompatibile conun progetto nazionale. Poi è da sottolineare come affermare che il crocifisso esprima la radiceCristiana dell’Italia e dell’Europa rappresenti un’altra forzatura: non tutti gli europei, così come nontutti gli italiani, professano tale religione. Qui gli esperti di teologia potranno convenire che la

Share & Embed

More from this user

Add a Comment

Characters: ...