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INTRODUZIONE
–William Blake.
Un rapido sguardo intorno a noi, alla realtà che ci circonda e alle relazioni in cui citroviamo quotidianamente coinvolti ci mostra un mondo multiforme, ricchissimo disfumature e differenze: come si orienta l’individuo in tanta complessità? Come sicostruisce il proprio bagaglio di conoscenze, senza disperdersi nelle numerosedimensioni del proprio mondo? La prima risposta, quella più intuitiva, spesso anchela più giusta, è questa: attraverso la semplificazione di ciò che lo circonda e che devecapire per conoscere. Questa semplificazione avviene attraverso dei processicognitivi conosciuti come stereotipi.Questa ricerca intende interrogarsi innanzitutto su come nascono e si formano glistereotipi, sul modo in cui vengono usati dagli individui, per arrivare a comprendereche il meccanismo di categorizzazione che sta dietro lo stereotipo porta alla riduzionedelle informazioni provenienti dall’ambiente circostante, producendo,inevitabilmente, la perdita di quei dettagli e la ricchezza di quelle sfumature che,tante volte, sono capaci di fare la differenza nella valutazione delle cose.E’ proprio da questa constatazione che è nato il desiderio di studiare i pregiudiziche di frequente si incontrano quando si parla del Pakistan. Nei media e in vasta partedell’opinione pubblica occidentale si è ormai sedimentata un’immagine pocorealistica, incompleta e distorta del paese che viene ormai erroneamente visto comeun paese musulmano integralista, dove i fondamentalisti la fanno da padroni,costitunedo quindi una minaccia per la pace mondiale. Si tratta, nonostante vi sianonelle analisi più approfondite alcuni elementi di verità ascrivibili a problemi reali cheaffliggono il paese, di preconcetti, frutto, il più delle volte, di generalizzazioniarbitrarie e di non, conoscenza.Il lavoro svolto è stato diviso in tre capitoli. Il primo capitolo ripercorrel’evoluzione teorica del concetto di stereotipo. Nel secondo capitolo invece si è
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