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Carla Rossi - Ritratto di de Finetti

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BRUNO DE FINETTI: UN PICCOLO RITRATTO
di Carla Rossi
(Rivista \u2018Induzioni\u2019, numero 2 \u2013 2002)

Maestro \u00e8 chi ha raggiunto non solo un sapere, ma un modo di essere superiore,
esemplare. Chi ha creato un nuovo modo di vedere, di pensare, di
agire, una nuova scienza, una nuova arte, chi ha tracciato nel mondo una
strada nuova, che si pu\u00f2 apprendere solo seguendolo, imitandolo, attingendo
alla sua esperienza e alle sue parole. Chi, con il suo stesso esistere, ci
fornisce un esempio morale. Ed \u00e8 spinto a donare la sua ricchezza agli allievi
con generosit\u00e0 e dedizione.
Francesco Alberoni

Ho voluto iniziare questa presentazione con la definizione di \u00abMaestro\u00bb
data da Alberoni, la quale ben si adatta alla persona di Bruno de
Finetti. Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio, infatti, che de Finetti abbia creato nuovi modi di
pensare, e persino nuove parole, in molti settori della Matematica, della
Statistica, dell\u2019Economia, e non solo.
Bruno de Finetti \u00e8, infatti, il pi\u00f9 noto tra i matematici \u00abapplicati\u00bb italiani
del ventesimo secolo. Ma considerarlo solo un matematico \u00e8 piuttosto
riduttivo. Se si scorrono i titoli dei suoi scritti, infatti, emerge una
personalit\u00e0 pi\u00f9 complessa e variegata. Leggendo i suoi lavori \u00e8 sempre
possibile trovare contributi originali e, molto spesso, pionieristici, in
tutti i settori cui ha volto il suo interesse. Nelle applicazioni ha sempre
privilegiato la funzione della matematica come \u00abforma mentis\u00bb al servizio
della soluzione dei diversi problemi, piuttosto che come tecnica
particolare, estendendo spesso teorie standard e modelli per ottenere risultati
pi\u00f9 generali. Molti sono anche i suoi contributi dedicati alla didattica
della matematica e, in particolare, della probabilit\u00e0 e della statistica.
Sosteneva che la matematica dovesse essere strumento fondamentale
nelle decisioni quotidiane, particolarmente in presenza di incertezza.
Concepiva e \u00abviveva\u00bb la matematica come strumento essenziale
per la migliore comprensione e descrizione dei fenomeni complessi
e per l\u2019assunzione di decisioni coerenti. I suoi contributi fondamentali
alla teoria delle probabilit\u00e0 e alla statistica sono ben noti, citati,
e ripresi a livello mondiale e la sua opera fondamentale \u00abTeoria delle
Probabilit\u00e0\u00bb ha visto traduzioni in molte lingue.
Il motivo della pubblicazione di questa premessa al suo volume \u00abLa
Matematica Logico Intuitiva\u00bb si riconduce alla sua impostazione dei
problemi legati alla didattica della Matematica, che hanno costituito

uno dei suo interessi primari per lunghissimi anni. A questo proposito
occorre ricordare, in particolare, che Bruno de Finetti si \u00e8 sempre ispirato
ad un approccio fusionista in senso esteso, cos\u00ec definito da lui
stesso:

\u00abHo sempre indicato nel fusionismo il principale concetto di base per il
miglioramento dell\u2019insegnamento e della comprensione della matematica. Nel
senso pi\u00f9 specifico, in cui fu introdotto da Felix Klein, il fusionismo consiste
nella fusione dello studio di geometria da una parte e di aritmetica, analisi
ecc. dall\u2019altra; pi\u00f9 in generale si tratta di fondere in modo unitario
tutto ci\u00f2 che si studia (anche interdisciplinarmente, tra matematica ...),
mentre le tendenze antiquate predicavano il \u00abpurismo\u00bb di ogni ramo da coltivare
isolato senza contaminazioni.\u00bb(de Finetti B., Contro la \u00abMatematica

per deficienti\u00bb,Periodico di Matematiche, vol. 50, n. 1-2 Maggio
1965).
L\u2019effetto che conta, dell\u2019insegnamento della matematica, non consiste,
infatti, nel saper ripetere le cose studiate, questa sarebbe solo erudizione
appiccicaticcia, ma nell\u2019acquistare una certa padronanza e capacit\u00e0
nel vedere e affrontare problemi, nel tentare di ragionarvi sopra, e
questa \u00e8 invece la cultura matematica. Per sviluppare queste abilit\u00e0, occorre
superare la mancanza di collegamenti esistenti fra le materie e
perfino fra le diverse parti di una stessa materia, cercando di fondere i
vari elementi in una visione organica. \u00c8 fondamentale insistere su ci\u00f2
che vi \u00e8 di istruttivo in ogni ragionamento, perch\u00e9 ogni argomento appaia
non tanto fine a se stesso quanto esempio per aiutare a ragionare da
s\u00e9 su casi analoghi. Questa possibilit\u00e0 di integrare in una visione unica
lo studio di problemi e aspetti diversi non costituisce un trucco o un accorgimento
isolato utilizzabile per caso in qualche speciale occasione.
Al contrario, la caratteristica pi\u00f9 preziosa e avvincente della matematica,
intendendola in senso lato e, cio\u00e8, includendovi la sua funzione
quale strumento per le applicazioni, \u00e8 proprio quella di aiutare anzitutto
a comprendere e risolvere i problemi pi\u00f9 svariati fornendone una visione
unitaria. Queste considerazioni giustificano e suggeriscono l\u2019adozione
dell\u2019approccio fusionista all\u2019insegnamento della matematica, e
non solo. Diversamente si potrebbe giungere al paradosso della Matematica
presentata a pezzetti slegati e, talvolta, incoerenti, cui ben si ad-
dice la seguente descrizione riportata da Dario F\u00fcrst e tratta dal libro
di Oliver Sacks \u00abThe man who mistook his wife for a hat\u00bb.
Sacks scrive, descrivendo la situazione del suo paziente:

\u00ab...\u2018What is it?\u2019 I asked, holding up a glove,
\u2018May I examine it?\u2019 he asked, and, taking it from me, he proceeded to examine
it as he had examined the geometrical shapes.
\u2018A continuous surface\u2019, he announced at last, \u2018infolded on itself. It appears
to have \u2013 he hesitated \u2013 five outpouchings, if this is the word\u2019.
\u2018Yes\u2019, I said cautiously. \u2018You have given me a description. Now tell me what

it is\u2019
\u2018A container of some sort?\u2019
\u2018Yes,\u2019 I said, \u2018and what would it contain?\u2019
\u2018It would contain its contents\u2019...

...No child would have the power to see and speak of \u2018a continuous surface...
infolded on itself\u2019, but any child, any infant would immediately know
a glove as a glove, see it as familiar, as going with a hand.\u00bb

Un approccio fusionista non disdegna neppure l\u2019intuizione, pur non
contrapposta al rigore. Per dirla con de Finetti: \u00abUn altro preconcetto e
movente del ragionare in astratto \u00e8 per molti la preoccupazione di \u2018bandire
l\u2019intuizione, perch\u00e9 talvolta induce in errore\u2019. La preoccupazione
pu\u00f2 essere giustificata in delicate questioni di critica dei principi; fuori
di tali situazioni eccezionali \u00e8 ben maggiore il rischio di errare per
mancanza del controllo dell\u2019intuizione che non per le sue imperfezioni
se \u00e8 presente.Volerla bandire sarebbe come cavarsi gli occhi perch\u00e9 esistono
le \u2018illusioni ottiche\u2019 senza sospettare che la cecit\u00e0 abbia pure
qualche inconveniente\u00bb (\u00abProgrammi e criteri per l\u2019insegnamento della matematica
alla luce delle diverse esigenze\u00bb,Periodico di Matematiche, 1965, n.2, 119-143).
Per concludere, l\u2019approccio di de Finetti all\u2019insegnamento della matematica
pu\u00f2 essere cos\u00ec riassunto:
chi vuole essere un buon docente deve agire in modo tale che lo studente
percepisca che l\u2019astrazione, la costruzione di sistemi assiomatici,
la formalizzazione e la deduzione logica sono solo punti di arrivo della
sua esperienza, necessari per mettere meglio in luce e semplificare
quello che ha gi\u00e0 appreso e non per introdurre inutili complicazioni tecniche.
Rappresentano la strada maestra per scoprire l\u2019unitariet\u00e0 dietro
l\u2019apparente diversit\u00e0: un punto di arrivo, come \u00e8 sempre stato nello sviluppo
storico del pensiero matematico.
Una particolarit\u00e0 di Bruno de Finetti era quella di \u00abinventare\u00bb termini e espressioni
nuove per colpire la fantasia del lettore ed esprimere con forza e immediatezza una
sua posizione. Per illustrare questa caratteristica, baster\u00e0 riportare un passo tratto
dall\u2019opera \u00abTeoria delle Probabilit\u00e0\u00bb, a proposito della necessit\u00e0 della statistica
classica di basarsi su \u00abnumerose\u00bb osservazioni analoghe per poter produrre inferenze
\u00abadeguate\u00bb5:

\u00ab...si tratterebbe di una propriet\u00e0 legata all\u2019esistenza di un mucchio: finch\u00e9
si hanno pochi oggetti essi non costituiscono un mucchio e nulla si potrebbe
concludere, ma se sono molti il mucchio c\u2019\u00e8 e allora, ma soltanto allora,
tutto il ragionamento fila. Se si pensa di aggiungere un oggetto per volta,
nulla si potr\u00e0 dire finch\u00e9 il numero \u00e8 insufficiente per formare un mucchio,
e la conclusione balzer\u00e0 fuori (d\u2019improvviso? Passando da 99 a 100? o da
999 a 1000?...!) quando finalmente il nonmucchio si trasforma in mucchio.
No, si dir\u00e0; questa versione \u00e8 caricaturale; non c\u2019\u00e8 un salto netto, bens\u00ec

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