I Origine della prostituta
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i]
Quello che costituisce la prostituta, non è il letto, né la nudità : è la necessità di scambiare ilcorpo con il denaro.La piccola plebea, ragazza dei sobborghi, che si intrufola, saltellando tra gli altri ragazzetti,nei vicoli sordidi e tortuosi, sgranocchiando un cantuccio di pane nella mano, ben prima diraggiungere l’età della maturità, sa già rispondere, senza paura né ripugnanza, all’appello delvecchio lubrico, che l’alletta con denaro o biscotti. Questa ragazzina è, infatti, una civetta precoce, perché capace di simulare il rigetto e di estorcere denaro
[ii]
.La sartina, o la commessa del negozio, non ha più alcuna morale
[iii]
. Le donne di questoambiente sociale, che lavorino nelle sartorie o nelle fabbriche, o che soccombano sotto il peso delletasche casalinghe, vedono la prostituzione come l’unico modo di acquistare certe comodità, e cisono moralmente preparate. In realtà, che cosa mai può rappresentare « l’onestà » agli occhi loro ? Nient’altro che un’irrimediabile miseria : cibo schifoso, letto in un alloggio sordido, colorito terreoa causa della clausura, schiaffi e botte somministrati dal padre ubriaco o dal marito furioso, figliestenuanti, infermità, vecchiaia incerta. Esse vivono in un’atmosfera di eterna depravazione e baratto : ricevono senza sosta proposte da prosseneti rapaci, frequentano padroni senza scrupoli,mentre le loro amiche non fanno che sfoggiare fieramente la loro perversione e le ricchezzeacquistate grazie alla prostituzione…A dieci anni, le ragazze sanno già tutto e cominciano a sentire quella tentazione irresistibiledel sesso, che fa del popolo una sorgente inesauribile di prostitute
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. Allora la loro andaturacambia : camminano saltellando, il naso in su, i seni in avanti, stretti sotto una mussola variopinta,la schiena tesa, le gambe dritte, gli occhi lascivi, lo sguardo smarrito, eccitato dal vento ; e, con leloro macchie rosse sulle guance, fanno perdere la testa ai vecchi
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. La forza mirabile della lorogioventù da’ loro vitalità e naturalezza : sono come le note vive che cantano e danzano lungo i fumidei sobborghi… Eppure, sono ancora solo bambine…Mentre la si crede ancora tutta innocente, la ragazzina è già bella e spudorata
[vi]
. Per la piccola plebea, che si da’ precocemente a giochi dubbi con altri monelli, l’esibizione della nuditànon è solo lo sviluppo della spensieratezza della bambina.È estremamente difficile definire il momento preciso in cui ella diviene consapevole di ciòche è la prostituzione, in cui ha la sensazione di esibire qualcosa che non conviene mostrare, e in cui pensa di trarne qualche profitto
[vii]
. Quando si condivide un po’ la vita del popolo, si possono fareosservazioni terribili e pazzesche su questa ragazzina. La sua perversione è orribile, e molti esempilo provano : conosce l’arte della dissimulazione, sa rifiutare a lungo anche di fronte alle proposte più risolute e alle domande più astute. Ben prima di essere una donna, ha già intuito qual è ildesiderio represso che ossessiona l’uomo quando la squadra subdolamente, e qual è la voluttà chegli può procurare. Questa esperienza l’aiuta a superare la paura di perdere la verginità e a vedere inessa solo una volgare formalità, per arrivare a considerare tale perdita una sorta di certificatod’indipendenza, un motivo di fierezza
[viii]
. In seguito, ogni accoppiamento non sarà più solo un piacere fisico, ma soprattutto un modo di sfuggire alla miseria e di superarla
[ix]
. In nessun momentola ragazza s’interroga sulla « morale » perché nella sua mente questa nozione non ha senso. Se molti
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