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Presentazione Insegnamenti

Presentazione Insegnamenti

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1
 
 
GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro di Diffusione degli Insegnamenti Rosacrociani
PRESENTAZIONE DEGLIINSEGNAMENTIROSACROCIANI
Tratta da 4 Conferenze delCENTRO ROSACROCIANO DI PADOVA
 
 2
 
3PRIMO INCONTROQuello che ci interessa qui direttamente è l’insegnamento della Associazione Rosacrociana per chi non riescepiù a farsi bastare quello che insegna la Chiesa. Come conseguenza ci sono persone che non vivono una vitacompleta, perché espellono dalla loro concezione – ingiustificatamente – la parte spirituale, anche se nonhanno di fondo una natura materialistica.Ma anche chi frequenti la Chiesa può essere alla ricerca. A questi diciamo che nulla di ciò che qui diremo èin contraddizione reale con gli insegnamenti fondamentali della Chiesa. Dal nostro punto di vista non c’èalcuna competizione, ma esclusivamente desiderio di maggiore approfondimento e comprensione. Ancheperché a noi non interessa in alcun modo fare del proselitismo; il nostro scopo è condividere questiinsegnamenti.Altro capitolo riguarda gli insegnamenti orientali. Qualcuno arriverà a pensare che quanto diremo riguardapiù l’Oriente e le sue caratteristiche, piuttosto che l’Occidente. Ma non è così, e spero che diverrà chiaro manmano che approfondiremo gli argomenti; in primo luogo perché il nostro è la forma più profonda diCristianesimo.Detto questo, come si dice: “patti chiari e amicizia lunga”: dobbiamo chiarire subito alcune cose, alcuneconsiderazioni di fondo, che mi auguro servano per capirci reciprocamente meglio.La prima considerazione riguarda la sfera dei credo. Comunemente si usa dividersi fra chi afferma di“credere” e chi invece di “non credere”.Dovremo cercare di mettere l’accento sul fatto che chi dice “credo” non vuol dire “so”! Credo, proprioperché non so; se una cosa la so, non mi esprimo dicendo “credo”. Ma lo stesso vale per chi dicesse “noncredo”. Neppure questi dice: “so”, o: “so che non è così”. In definitiva, dunque, ci dividiamo fra di noidicendo la stessa cosa: “non so”. Chi dice “credo” e chi dice “non credo”, dice la stessa cosa.Quale può essere allora la conseguenza più logica di questo ragionamento? Di chi descrive se stesso dicendo“non so”? Può essere una sola: “non so, perciò ricerco per arrivare a sapere”. O almeno a saperne un po’ dipiù di adesso. A meno che non si ritenga che non sia possibile saperne un po’ di più. Effettivamente, èproprio su questa idea che si basano i “credo” e i “non credo” che noi vogliamo invece superare. Resta ilfatto che lo spirito dell’uomo lo spinge ad indagare, ad allargare la sua sfera di conoscenza, e trincerarsidietro ai “credo” o ai “non credo” non aiuta, in entrambi i casi.Dunque smettiamola, almeno qui, di dividerci in una cosa che invece ci unisce: la non conoscenza che ci faaspirare ad una maggiore conoscenza: la ricerca.Sospendiamo le idee preconcette, e buttiamoci nella ricerca. In questo modo dovremo trovare la sintonia checi unisce. Certamente non arriveremo a risolvere ed annullare tutti i dubbi, ma altrettanto certamente ciincammineremo per una strada che darà soddisfazione alla nostra sete di risposte, alla nostra ricerca. Quellastrada che ci ha portati qui oggi.A questo punto si apre la seconda, altrettanto importante, considerazione, quella relativa alla fonte di questiinsegnamenti. È evidente che dobbiamo riferirci ad una fonte esterna a noi stessi per ampliare la nostraconoscenza e il nostro orizzonte. L’operazione però che usualmente facciamo in questi casi, è quella diabbinare alla fonte “l’autorità”. Ci troviamo allora davanti alla domanda: “Quale fonte è autorevole?”. Inquesto modo finiamo col dare più importanza, a porre più l’accento, sulla autorità di chi ci propone degliinsegnamenti, piuttosto che sugli insegnamenti stessi. Finiamo così col cadere nuovamente nella sfera dei

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