L’evento del delitto di omicidio consiste nella morte di una persona.La determinazione dei sintomi dai quali si desume la cessazione dellavita umana non è compito della nostra disciplina ma della scienzamedica, la quale considera intervenuta la morte con l’arresto,irreversibile e totale, delle funzioni del sistema nervoso centrale.Tra il comportamento dell’agente e la morte di un uomo deve esistereun rapporto di causalità.L’evento morte segna il
momento consumativo
del delitto di omicidio.Trattandosi di un risultato nettamente distinto, anzi, staccato dallacondotta umana, nessun dubbio è consentito sulla configurabilità deltentativo, il quale può verificarsi non solo nella forma del tentativoincompiuto, ma anche in quella del tentativo compiuto.C)
Dal punto di vista soggettivo
, si distinguono tre figure di omicidio:l’omicidio doloso; l’omicidio colposo; l’omicidio preterintenzionale.D) Anche in relazione alle
cause di giustificazione
il delitto in parolanon dà luogo a speciali rilievi. Dai principi e dalle regole che sonostate esposte nella parte generale si desume che tutte le cause digiustificazione, tanto se previste espressamente dalla legge, quanto sedesunte per via analogica (le cd cause di giustificazione noncodificate) - escluso il consenso dell’avente diritto - possono trovareapplicazione nel delitto di omicidio, rendendo legittima l’uccisione diun uomo: adempimento di un dovere, esercizio di un diritto, legittimadifesa, stato di necessità, trattamento medico-chirurgico, attivitàsportiva, ecc.
2) OMICIDIO DOLOSO COMUNE:
È previsto dall’art. 575, ilquale reca: “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con lareclusione non inferiore ad anni ventuno”. Il codice Zanardelli nelladefinizione dell’omicidio doloso conteneva l’inciso “a fine diuccidere” (art. 364), ma nel progetto definitivo del codice attualequesta formula, che figurava ancora nel progetto preliminare, vennesoppressa perché ritenuta superflua, date le norme generalisull’elemento soggettivo del reato contenente nel libro primo (art. 42 e43 comma 2).A nostro parere, la soppressione dell’inciso, merita approvazione nonsolo per il motivo indicato dal Ministro proponente, ma anche perchéil fine di uccidere (
animus occidendi
o
necandi
), per quanto di regolaricorra nell’omicidio doloso, non può ritenersi necessario, nonriscontrandosi in quella fora di dolo che va sotto il nome di doloindiretto o eventuale. In questa ipotesi non si ha propriamentel’intenzione di cagionare l’evento, bensì la previsione della possibilitàdel verificarsi dell’evento stesso, accompagnata dall’accettazione delrischio relativo.Da quanto appena detto deve dedursi che l’equazione: dolo =intenzione di uccidere, accolta dalla prevalente dottrina egiurisprudenza, è inesatta. Per l’esistenza del dolo nell’omicidio bastache si verifichino le condizione indicate nella definizione generale cheil codice fornisce all’art. 43, definizione che, secondol’interpretazione più accreditata, comprende anche il dolo eventuale.Il nostro codice per graduare il delitto segue il sistema dellecircostanze aggravanti. Negli art. 576 e 577 queste circostanze sonodistinte secondo che importino la pena di morte, l’ergastolo o lareclusione da ventiquattro a trenta anni, ma l’abolizione della penacapitale, sancita dal d.l. 10 agosto 1944, n. 224, ha avuto per conseguenza la semplificazione della materia, rendendo anche priva dieffetto la distinzione che figura nel n. 2 dell’art. 576 e nel n. 1 dell’art.577.Prendendo in considerazione la natura intrinseca delle aggravanti inquestione, esse possono essere raggruppate, a seconda che siriferiscano all’elemento soggettivo del reato, alle modalità dell’azionecriminosa o ai mezzi usati, alla connessione con altri reati, alla qualitàdel soggetto attivo e ai rapporti tra colpevole e offeso.I. AGGRAVANTI CONCERNENTI L’ELEMENTO SOGGETTIVODEL REATO:
1)
l’aver commesso il fatto con premeditazione
(art. 577 n.3). Per l’esistenza della premeditazione occorrono due elementi:
a
) un certo lasso di tempo tra la risoluzione criminosa e la suaattuazione;
3
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