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Parte IReati contro l’individuoCap. I - REATI CONTRO LA PERSONA
CONTENUTO DELLA CLASSE
:
 
Il titolo 12° del libro II° del codice penale comprende i delitti che offendono direttamente i beniessenziali dell’individuo, e cioè i beni della vita, dell’incolumifisica, della libertà e dell’onore.Il codice in vigore non annovera tra i delitti contro la persona l’aborto(art. 545-555, ora abrogati), il quale era collocato prima della l. 22maggio 1978, n. 194 fra i delitti contro la integrità e la sanità dellastirpe. Non vi comprende neppure il reato di maltrattamenti infamiglia o verso i fanciulli (art. 572), che figura tra i delitti contro lafamiglia.Quanto ai delitti contro la libertà è bene ricordare che il codiceZanardelli li contemplava in un titolo a parte, distinguendoli in delitticontro le libertà politiche, contro la libertà dei culti, contro la libertàindividuale, contro l’inviolabilità del domicilio e dei segreti e controla libertà del lavoro.Il codice attuale ha collocato il primo, il secondo e l’ultimo gruppo direati in altri titoli (precisamente fra i delitti contro la personalità delloStato, contro il sentimento religioso e la pietà dei defunti e control’ordine economico), e gli altri tra i delitti contro la persona. In questasede i residui delitti contro la libertà, sono stati divisi in cinquesezioni:1)contro la personalità individuale;2)contro la libertà personale;3)contro la libertà morale;4)contro la inviolabilità del domicilio;5)contro la inviolabilità dei segreti.Fra i delitti contro la libertà personale, si riscontrano anche 4 figuredelittuose e sono quelle previste negli artt. da 606 a 609, cheimplicano abusi dei pubblici a danno delle private libertà.Con la L. n. 66/1996 fra i delitti contro la libertà personale, hannotrovato posto anche i
delitti contro la libertà sessuale
, arricchita degliartt. da 609
bis
a 609
decies
(successivamente integrati e modificatidalla L. n.228/2003 – norme contro la tratta di persone; e dalla L. n.38/2006 – disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamentosessuale dei bambini e la pedopornografia a mezzo internet). Infatti,sono previsti i nuovi delitti di violenza sessuale (609
bis
); quello di attisessuali con minorenne (609
quater 
); la corruzione di minorenne(609
quinquies
), punisce chi compie atti sessuali in presenza di una persona minore di 14 anni. È previsto anche il nuovo delitto diviolenza sessuale di gruppo (art. 609
octies
) e non mancano varianti alregime della querela e delle pene accessorie ed altri effetti penali.Quindi, non si è trattato solamente di un cambio di collocazione ma diuna completa rielaborazione dell’intera materia.È opportuno ricordare che ex art. 36 L. n. 104/1992, come modificatodall’art. 17 L. 1996, n. 66, per i delitti non colposi del titolo in esame,qualora la persona offesa sia una persona handicappata, la pena èaumentata da un terzo alla metà (
1)
 
1. È portatore di handicap, colui che presenta una minorazione fisica, psichica osensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, direlazione o di integrazione lavorativa, con svantaggi sociali o di emarginazione.1
 
Sez. I. – REATI CONTRO LA VITA E L’INCOLUMITÀPERSONALE
SOMMARIO: 1. L’omicidio in generale. 2. Omicidio dolosocomune. – 3. Figure particolari di omicidio doloso. – 4. Omicidiopreterintenzionale. – 5. Omicidio colposo. – 6. Lesioni personale epercosse. – 7. Ipotesi abrogate di lesioni personale. – 8. L’abortoin generale. – 9. Le norme incriminatrici abrogate. – 10. Le attualinorme incriminatrici. – 11. Rissa. – 12. Omissioni di assistenza e disoccorso. 13. Contravvenzioni concernenti la prevenzione didelitti contro la vita e l’incolumità individuale.
1) L’OMICIDIO IN GENERALE
:
L’omicidio in generale èl’uccisione di un uomo cagionata da un altro uomo con uncomportamento doloso o colposo e senza il concorso di cause digiustificazione.Scopo dell’incriminazione è la tutela della vita umana. Questa viene protetta dallo Stato non solo nell’interesse dell’individuo, ma anchenell’interesse della collettività. La punizione dell’omicidio delconsenziente dimostra che l’ordinamento giuridico attribuisce alla vitadel singolo anche un valore sociale, e ciò in considerazione dei doveriche all’individuo incombono verso la famiglia e verso lo Stato.A)
Oggetto materiale dell’azione criminosa
è un uomo diversodall’agente, perché la maggior parte delle legislazioni vigenti,compresa quella italiana, non punisce il suicidio, neppure nei casi incui la sanzione potrebbe praticamente applicarsi all’individuo, e cioènell’ipotesi di semplice tentativo.La qualità di uomo, ai fini del diritto penale, non comincia con lanascita vera e propria, vale a dire con la completa fuoriuscita del prodotto del concepimento dall’alvo materno, ma in un momentoimmediatamente anteriore, e precisamente nel momento in cui hainizio il distacco del feto dall’utero della donna. Ciò si desume dalfatto che il nostro codice equipara all’uccisione del neonatol’uccisione del feto durante il parto.Senza dubbio si esige che la persona su cui cade l’azione sia viva.Il requisito della vita è sufficiente, non essendo richiesta la vitalitàdell’individuo. L’opinione contraria, sostenuta in passato da qualcheautore, non ha alcun punto di appoggio nel nostro diritto positivo.Il sesso, l’età, le condizioni di corpo o di mente, la nazionalità dellavittima sono indifferenti ai fini dell’esistenza del reato. Si discute seanche gli esseri mostruosi nati da donna possano essere soggetti passivi del delitto in esame. La questione, dal punto di vita astratto, èinteressante e delicata, perché a favore della soppressione dei
monstra
militano ragioni di umana pietà e di convenienza sociale. Di fronte alnostro diritto positivo non c’è dubbio che detta soppressione debbaconsiderarsi vietata, a meno che l’essere sia così abnorme da non potersi qualificare “uomo”. La vita umana finisce con la morte. Finchénon si verifica questo evento la vita è tutelata. Risponde di delitto diomicidio colui che uccide un condannato alla pena capitale pochiistanti prima che abbia luogo l’esecuzione, oppure una persona affettada malattia inguaribile che è prossima a morire.B)
 Il fatto materiale
dell’omicidio implica tre elementi:1)una condotta umana;2)un evento;3)il nesso di causalità tra l’una e l’altro.La condotta può estrinsecarsi nelle forme più diverse, perché la leggenon indica le modaliche essa deve assumere, limitandosi arichiedere che abbia cagionato la morte di una persona. L’omicidio èl’esempio tipico della categoria dei reati che il Carnelutti denomina<a forma libera>. Nessuno dubita che il comportamento possa consistere tanto in unaazione quanto in una omissione.I mezzi con cui viene cagionata la morte possono essere non soltantofisici (arma, veleno, forza muscolare, gas asfissiante e così via), maanche psichici, come il procurare uno spavento o un dolore atroce adun cardiopatico, oppure il torturare un individuo moralmente. Possonoessere anche indiretti, ex colui che determina la morte di una personaaizzando contro di essa un animale feroce, o facendola lavorare in unluogo infetto, o esponendola ad una temperatura rigidissima, ecc.
2
 
L’evento del delitto di omicidio consiste nella morte di una persona.La determinazione dei sintomi dai quali si desume la cessazione dellavita umana non è compito della nostra disciplina ma della scienzamedica, la quale considera intervenuta la morte con l’arresto,irreversibile e totale, delle funzioni del sistema nervoso centrale.Tra il comportamento dell’agente e la morte di un uomo deve esistereun rapporto di causalità.L’evento morte segna il
momento consumativo
del delitto di omicidio.Trattandosi di un risultato nettamente distinto, anzi, staccato dallacondotta umana, nessun dubbio è consentito sulla configurabilità deltentativo, il quale può verificarsi non solo nella forma del tentativoincompiuto, ma anche in quella del tentativo compiuto.C)
 Dal punto di vista soggettivo
, si distinguono tre figure di omicidio:l’omicidio doloso; l’omicidio colposo; l’omicidio preterintenzionale.D) Anche in relazione alle
cause di giustificazione
il delitto in parolanon dà luogo a speciali rilievi. Dai principi e dalle regole che sonostate esposte nella parte generale si desume che tutte le cause digiustificazione, tanto se previste espressamente dalla legge, quanto sedesunte per via analogica (le cd cause di giustificazione noncodificate) - escluso il consenso dell’avente diritto - possono trovareapplicazione nel delitto di omicidio, rendendo legittima l’uccisione diun uomo: adempimento di un dovere, esercizio di un diritto, legittimadifesa, stato di necessità, trattamento medico-chirurgico, attivitàsportiva, ecc.
2) OMICIDIO DOLOSO COMUNE:
È previsto dall’art. 575, ilquale reca: “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con lareclusione non inferiore ad anni ventuno”. Il codice Zanardelli nelladefinizione dell’omicidio doloso conteneva l’inciso “a fine diuccidere” (art. 364), ma nel progetto definitivo del codice attualequesta formula, che figurava ancora nel progetto preliminare, vennesoppressa percritenuta superflua, date le norme generalisull’elemento soggettivo del reato contenente nel libro primo (art. 42 e43 comma 2).A nostro parere, la soppressione dell’inciso, merita approvazione nonsolo per il motivo indicato dal Ministro proponente, ma anche perchéil fine di uccidere (
animus occidendi
o
necandi
), per quanto di regolaricorra nell’omicidio doloso, non può ritenersi necessario, nonriscontrandosi in quella fora di dolo che va sotto il nome di doloindiretto o eventuale. In questa ipotesi non si ha propriamentel’intenzione di cagionare l’evento, bensì la previsione della possibilitàdel verificarsi dell’evento stesso, accompagnata dall’accettazione delrischio relativo.Da quanto appena detto deve dedursi che l’equazione: dolo =intenzione di uccidere, accolta dalla prevalente dottrina egiurisprudenza, è inesatta. Per l’esistenza del dolo nell’omicidio bastache si verifichino le condizione indicate nella definizione generale cheil codice fornisce all’art. 43, definizione che, secondol’interpretazione più accreditata, comprende anche il dolo eventuale.Il nostro codice per graduare il delitto segue il sistema dellecircostanze aggravanti. Negli art. 576 e 577 queste circostanze sonodistinte secondo che importino la pena di morte, l’ergastolo o lareclusione da ventiquattro a trenta anni, ma l’abolizione della penacapitale, sancita dal d.l. 10 agosto 1944, n. 224, ha avuto peconseguenza la semplificazione della materia, rendendo anche priva dieffetto la distinzione che figura nel n. 2 dell’art. 576 e nel n. 1 dell’art.577.Prendendo in considerazione la natura intrinseca delle aggravanti inquestione, esse possono essere raggruppate, a seconda che siriferiscano all’elemento soggettivo del reato, alle modalità dell’azionecriminosa o ai mezzi usati, alla connessione con altri reati, alla qualitàdel soggetto attivo e ai rapporti tra colpevole e offeso.I. AGGRAVANTI CONCERNENTI L’ELEMENTO SOGGETTIVODEL REATO:
1)
l’aver commesso il fatto con premeditazione
(art. 577 n.3). Per l’esistenza della premeditazione occorrono due elementi:
a
) un certo lasso di tempo tra la risoluzione criminosa e la suaattuazione;
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