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Sostenibilità un dialogo tra Scienza e Democrazia

Sostenibilità un dialogo tra Scienza e Democrazia

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Published by: YourTime Democrazia2.0 on Dec 14, 2009
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S
OSTENIBILITÀUN
 
DIALOGO
 
TRA
S
CIENZA
 
E
D
EMOCRAZIA
Indice
1. La crisi delle procedure decisionali moderne
1.1 Incertezza e complessità nella sperimentazione diretta 1.2 I limiti della conoscenza scientifica 
2. L’apertura democratica europea: il Principio di Precauzione
2.1 I limiti del Principio di Precauzione 
3. Oltre il Principio di Precauzione: la scienza Post-Normale
3.1 Incertezza e complessità come valori democratici 3.2 Verso una democrazia della conoscenza 
4. Narrazioni e politiche della sostenibilità: dalla hybris all’umiltà
4.1 Le grandi narrazioni implicite 4.2 Le tecnologie della hybris 4.3 Le tecnologie dell’umiltà 4.3.1 Inquadramento 4.3.2 Vulnerabilità 4.3.3 Distribuzione 4.3.4 Apprendimento collettivo 
 A
CURA
 
DI
A
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 , S
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ONTU
 , V 
INCENZO
G
UARNIERI
.
 
Ci troviamo sempre più spesso, sia a livello locale sia a livello globale, adover decidere in
situazioni sempre più complesse
, incerte ed urgenti, su
questioni etiche e politiche
che toccano i temi più svariati, accomunatinello scenario della sostenibilità: dall’integrazione sociale, alla crisi energetica,economica e climatica, alla sicurezza alimentare. La
scienza
e la
tecnologia
,un tempo alleate sicure sia nel porre con chiarezza i problemi da affrontaresia nel provvedere a risolverli, sono oggi in modo sempre più evidente a lorovolta strumenti da gestire con
saggezza politica
. Dalla prima GuerraMondiale in poi, la ricerca scientifica disciplinare, la fisica, la chimica e piùrecentemente la biologia, sino ad allora prevalentemente considerate comeintrinsecamente benefiche per la specie umana e per l’ambiente, hannodestato
sorpresa e preoccupazione
. La fiducia pubblica nella scienza,come impresa esente dagli errori propri delle istituzioni umane e associata almito del progresso inarrestabile, si è drasticamente incrinata. Si pensi alleapplicazioni militari - nucleari, chimiche e più recentemente batteriologiche -,all’insorgere di effetti collaterali imprevisti – quali l’improvvisa esplosione dellasindrome della ‘mucca pazza’ in Gran Bretagna-, infine alla sequenza di
incidenti connaturati all’agire tecnoscientifico
quali i disastri diChernobyl e Bhopal.
1. La crisi delle procedure decisionali moderne 
L’ideale moderno secondo il quale di fronte ad un problema socio-ambientale era sufficiente chiedere agli scienziati ‘esperti’ per poi applicare,semplicemente e automaticamente, la decisione più razionale, non è piùapplicabile nella gran parte dei casi: ci troviamo di fronte a
parericontroversi
, ugualmente legittimi e documentati, non soltanto sulle possibiliproposte di soluzione, ma anche sull’entità e sulla natura stessa dellequestioni da gestire. Il
modello decisionale moderno
per il quale dal ‘vero’ della scienza discende necessariamente il ‘giusto’ della politica ha funzionatobene fino a che la ricerca scientifica e l’impresa tecnologica si svolgevano nel
 
contesto controllato
, semplificato e reversibile dei laboratori.
Oggi non èpiù così
. Nel corso dell’ultimo secolo si è assistito ad una progressiva erapida estensione della capacità della scienza e della tecnologia di modificare,spostare e trasformare materia ed energia sul pianeta, in tempi sempre piùbrevi. In termini generali, siamo di fronte ad un
aumento esponenzialedella potenza di interazione
tra tecnoscienza, ambiente e società. L’altapotenza si manifesta nella fase di
implementazione 
, che richiede tipicamenteuna grande concentrazione di materia e/o energia e di ingenti investimentifinanziari per modificare, spostare a sua volta grandi quantità di materia e/oenergia. Sono esempi di
tecnologie ad alta potenza
sia quelle
estensive 
,che spesso determinano lo spostamento di popolazioni intere, costrette adabbandonare un territorio per lasciar spazio alle cosiddette ‘grandi opere’, siaquelle
intensive 
, quali ad esempio le biotecnologie e le più recentinanotecnologie, che prevedono la manipolazione e il controllo di materia edenergia concentrate.
1.1 Incertezza e complessità nella sperimentazione diretta 
Caratteristica fondamentale di questo tipo di tecnologie è che la loroimplementazione viene testata soltanto
mentre 
la si realizza, ovvero
direttamente sul campo
. Questo a sua volta ha almeno
tre ordini diconseguenze
: il primo è che il
livello di complessità
del sistema nel qualela tecnologia è implementata e quello dell’interazione tra tale tecnologia e ilsistema medesimo è
molto elevato
- non si tratta di un laboratorio nel qualele interazioni sono semplificate - e dunque dominano
incertezza 
,
 
e
ignoranza 
.Il secondo è che
la sperimentazione diretta non è reversibile
.Complessivamente, questi due fattori implicano a loro volta la possibilità cheinsorgano
conseguenze negative impreviste
, imprevedibili e nonrimediabili. In altri termini, in questo scenario ad alta potenza, la tecnoscienzapromette benefici e nel contempo genera rischi ai quali non necessariamentesa come rispondere. È questo il contesto della cosiddetta
società del rischio 
delineata alla fine del secolo scorso dal sociologo tedesco Ulrich Beck (Beck 

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