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Giovedì 17 dicembre 2009
CORRIERE DEL GIORNO
T
A R A N TO
IL CASO
Decine di chiamate ai Vvf per un cattivo odore che ha ammorbato Taranto
Guasto ad un serbatoio EniNube maleodorante sulla città
di
GIANNI SVALDI
Siindaga sull'originedel-l'odore nauseabondo che ierimattina ha ammorbatolacittà. L'inva-sione dell'in- visibile nu- vola maleo-dorante è av- venuta tra le8.30 del mat-tinoe le11.30 secon-do quanto ri-levato dai Vi-gilidelFuocodi Tarantoedai tecnicidell'Arpa. Decinele chiamatedi segnalazionearrivate alla centrale opera-tiva delVvf. Intutte unaco-stante: la richiesta se la nubenauseabondafosse solopuz-zolente e anche pericolosa. Eproprio sulla pericolosità so-no statiavviati deicontrollida una squadra specializzatadei Vigilidel Fuocoin emer-genze chimiche nucleari chesi è recata negli stabilimentiEni percompiere rilevazionie misurazioni sui livelli di in-quinamentonell'aria. Stan-do a quanto si è appreso daglistessi Vigilidel Fuoco nonsonostati rilevativaloripar-ticolarmente preoccupanti ola presenza di gas pericolosi.L'Eniavrebbe dichiarato aifunzionari deiVvf di averavuto “un piccoloproblematecnico”. Sul posto per la ve-rifica anche tecnici dell'Arpaintervenuti nella raffineriaper i controlli.Itecnici dell'Agenzia,ac-compagnatida quelli del-lo stabili-mento, han-no constatola rottura diun coperchiodi un serba-toio doveterminano iresidui delladistillazione del greggio. Dalcoperchio rotto sisarebbediffusa il nauseabondo odoredi greggio cheha allarmato
LA PROTESTA
Il progetto della nuova centrale Eni al vaglio della commissione Via
Legambiente: no all'impianto
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ORGOEILQUARTIERE
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AMBURISONOS T AT E LEZONEPIÙCOLPITE
I CONTROLLI
Vigili del Fuoco etecnici dell'Arpa hanno compiutodelle verifiche sulle esalazioni
AMBIENTEE SALUTE
In questi giorni la Commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente daràilparerede-finitivo sulprogetto di nuovacentrale Eni aTaranto. «Cisembra ancora una volta necessario - rende noto Legam-biente -ricordare chela RegionePuglia eil Comunedi Ta-ranto si sono espressi contro questo progetto e che pertantola sua eventuale approvazione sarebbein contrasto con la volontà del territorio in cuil’impianto dovrebbe essere co-struito». «Cisembra ancoraimportante -spiega l'associa-zione ambientalistica- ricordarele ragionidella nostraop-posizione aquesto progetto. Innanzituttouna ragionedi or-dinegenerale: sitratterebbediun ennesimoimpiantoener-getico alimentato da fonte fossile (anchese il metano è si-curamentequellamenoinquinante) inunaRegionechegiàesporta i due terzi dell’energia prodotta sul suo territorio eche sta intraprendendo con sempre maggior impulso la stra-da delle energie rinnovabili». Per Legambiente inoltre si trat-terebbe dell’ennesimo «carico ambientale su una città che giàsubisce una pressione insopportabile per la presenza mas-siccia dell’industriapesante. L’energia elettricaprodotta -diceancora l'associazione-dallanuova centralesarebbesu-periore di cinque volte rispettoa quella prodotta dalla cen-trale attualmente in esercizio passando da 437 Gwh/a a 2166Gwh/a e sarebbe per circa il 75% destinata al mercato; dun-quela centralenon servealfabbisogno dienergia dellosta-bilimento».In meritoalle emissioniatmosferiche, «rispettoalla at-tuale centrale la situazionemigliorerebbe sensibilmente perquantoriguardail biossidodizolfoesoloin parteperquelche riguardagli ossidi diazoto, mentrepeggiorerebbe dra-sticamente per quanto riguarda il monossido di carbonio chepassadalle 87ton/adella attualecentralealle456 t/adellanuova. 5. La nuova centrale comporterebbe un considerevoleaumento delle emissioni di CO2, da 337mila a 931mila ton/a.il che è sicuramente in contrasto con qualunque programmadi riduzione delle emissioniresponsabili dell’’effetto serra(quelle perintenderci dicui sidiscute inquesti giornia Co-penaghen). Ci si chiede dunque, anche a fronte dell’ob iet t i v o
chiaramente enunciato nel Pear (Piano Energetico Ambien-tale Regionale)di mantenerele emissionidi CO2al livellodell’anno 2004,come si potrà autorizzarequesto progettosenza prevedere, contestualmente, la chiusura di qualche al-tro impianto nella nostra regione».decine di famigliadel Borgoe delquartiere Tamburi.Certononè ilprimocosodicattivi odori provenienti dal-la raffineria. Spesso in pas-satosi èdif-fusa unapuzza attri-buitaai co-siddetti
“mercapta-
ni”, sonoso-stanze con-tenute nelp etr olio.
Nella raffi-nazione vengono neutraliz-zati o eliminaticon partico-lariprocessi che vengonochiamati di“addolcimento”.Gli scarti di questa lavorazio-ne vengono bruciati nellatorcia, così si chiama la fiam-mache campeggiasullaraf-fineria. Quando, però, la pro-duzione rag-giunge ritmielevati, latorcia nonriesce abru-ciare tuttiigas che quin-di finisconoin atmosfe-ra. Vapreci-sato che,perquanto fastidiosi e sgradevo-li all'olfatto, i mercaptaninonsono nociviper lasalu-te.
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ONÈILPRIMOCA S ODICAT T I V I ODORICHEINVADEL
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A B I T AT O TARANTINO
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