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Rivista Incontri 1-2010

Rivista Incontri 1-2010

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Periodico della famiglia cottolenghina
Periodico della famiglia cottolenghina

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12/18/2009

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Fondato nel 1948Anno 62°
n. 1-Gennaio 2010
Sped. in abb. postalecomma 20, lett. C,Art. 2 - Legge 662/96Taxe perçue -Tariffariscossa To C.M.P.
Natale in casermaOspedale CottolengoCasa AccoglienzaEvangelizzare con i segni
Fatica
Si nasce, si muore, con fatica.In ogni azione, nella giornatasi compie ogni cosa, che fatica.Coraggio! Mettiamoci entusiasmo!Chiediamoci: Per che cosa vivere?Viviamo per amare noi stessi e gli altri.Chiediamoci: Cosa ci spetta dopo la vita?Ci aspetterà l’aver vissutoquest’avventura,questa fatica del vivere.Questa vita di limiti.Ci aspetterà l’immensitàdel mistero d’Amore.Rita Corsi
Rita Corsi,nata a Campi Salentina (Lecce),il 19/11/1960 entra nella Piccola Casa nelFebbraio 1962, attualmente in Santa Elisabetta.
Natale in casermaOspedale CottolengoCasa AccoglienzaEvangelizzare con i segni
Fatica
Si nasce, si muore, con fatica.In ogni azione, nella giornatasi compie ogni cosa, che fatica.Coraggio! Mettiamoci entusiasmo!Chiediamoci: Per che cosa vivere?Viviamo per amare noi stessi e gli altri.Chiediamoci: Cosa ci spetta dopo la vita?Ci aspetterà l’aver vissutoquest’avventura,questa fatica del vivere.Questa vita di limiti.Ci aspetterà l’immensitàdel mistero d’Amore.Rita Corsi
 
Periodico della FamigliaCottolenghina e degli ex Allievi e Amici della Piccola Casa
n. 1 gennaio 2010
Periodico quadrimestraleSped. in abb. postaleComma 20 lett. C art. 2Legge 662/96
Reg.Trib.Torino n.2202del 19/11/71
Indirizzo: Via Cottolengo 1410152 Torino - Tel. 011 52.25.111C.C. post. N. 19331107Direzione IncontriCottolengo Torino
 Direttore responsabile
Don Carlo Carlevaris
 Amministrazione
Avv. Dante Notaristefano
 Segreteria di redazione
Salvatore Acquas
redazioneincontri@hotmail.it
Comitato di redazione
Salvatore AcquasMario CarissoniMauro CarossoDon Roberto ProveraRodolfo Scopelliti
Progetto grafico
Salvatore AcquasValter Oglino
Prove digitali 
LEM Stampa digitalevia Bologna 220 - TorinoTel. 011 2475546
 Stampa:
Tipografia Vincenzo BonaStrada Settimo 370/30 - TorinoTel. 011 273.77.77
Il punto
H   
anno sloggiato Gesu´!
’ 
avvicina il Natale e le vie della città s’ammantano di luci. Una fila interminabile di negozi, una ricchezza fine,ma esorbitante. A sinistra della nostra macchina ecco unaserie di vetrine che si fanno notare. Al di là del vetro nevica graziosamente: illusione otti-ca. Poi bambini e bambine su slitte trainate da renne e animaletti waltdisneyani. E anco-ra slitte e Babbo Natale e cerbiatti, porcellini, lepri, rane, burattini e nani rossi. Ah! Ecco gli angioletti… Macché! Sono fatine, inventate di recente quali addobbi al paesaggio bian-co. Un bambino con i genitori si leva sulle punte dei piedini e osserva, ammaliato.
 Ma nel mio cuore l’incredulità e poi quasi la ribellione: questo mondo ricco si è «acca-lappiato» il Natale e tutto il suo contorno, e ha «sloggiato» Gesù! Ama del Natale la poe-sia, l’ambiente, l’amicizia che suscita, i regali che suggerisce, le luci, le stelle, i canti.Punta sul Natale per il guadagno migliore dell’anno. Ma a Gesù non pensa.«Venne fra i suoi e non lo ricevettero…»«Non c’era posto per Lui nell’albergo…», neppure a Natale.
 Stanotte non ho dormito. Questo pensiero mi ha tenuta sveglia. Se rinascessi farei tantecose. Fonderei un’Opera al servizio dei Natali degli uomini sulla terra. Stamperei le piùbelle cartoline del mondo. Sfornerei statue e statuette con l’arte più pregiata. Inciderei poe-sie, canzoni passate e presenti, illustrerei libri per piccoli eadulti su questo «mistero d’amore», stenderei sceneggiatu-re per rappresentazioni o film. Non so quel che farei… Oggi ringrazio la Chiesa che ha salvato le immagini.Quando sono stata, anni fa, in un paese in cui dominaval’ateismo, un sacerdote scolpiva statue d’angeli per ricorda-re alla gente il Cielo. Oggi lo capisco di più. Lo esige l’atei-smo pratico che ora invade il mondo dappertutto. Certo chequesto tenersi il Natale e bandire invece il Neonato è qualcosa che addolora.Che almeno in tutte le nostre case si gridi Chi è nato, facendogli una festa come non mai.
C
HIARA
L
UBICHTratto dal libro:
E torna Natale
, Edito da Città Nuova
La Redazione di
Incontri
augura a tuttii lettori un Natale di gioia e di pac
Ringraziamo la Tipografia “Vincenzo Bona” per lagentile collaborazione alla pubblicazione del nostroperiodico “Incontri”.Il Santo Cottolengo ripeteva spesso che il Signorenon manca di benedire i benefattori della piccolaCasa… e finora il Signore non si è mai smentito!!!
Per la Redazione
 Don Roberto Provera SSC 
S
OMMARIO
NOTIZIE
3 Il punto - Hanno sloggiato Gesù
Chiara Lubich 
4/7 Ospedale Cottolengo
La direzione dell’Ospedale 
14Casa di spiritualità Mater Unitatis
Don Paolo Squizzato 
15 Verso le vette dello spirito
Chiara Andreola - 
Città Nuova22-23 Caritas Christi Urget Nos!
Suor Luisa Busato 
24 Professione Fratel Paolo Rinaldi
Fratel Giuseppe Meneghini 
27 Una bella presenza, in una città lontanaSessantacinque anni di ordinazione Don Vallo
Redazione 
28 Elezione Superiora GeneraleMadre Giovanna Massé
Redazione 
29Inaugurazione Padiglione FrassatiFanfara Brigata Alpina Taurinense
Redazione 
30Gli amici che ci hanno lasciatiFormica/Portigliatti/Scrimaglia/Carmela
Redazione 
31Leggiamo un libro- Schegge di vitacontemplativa
Le sorelle del Monastero Cottolenghino “S.Giuseppe” 
SPIRITUALITÀ
10-11 L’Angelus
Padre Gottfried Egger - Mario Carissoni 
TESTIMONIANZE
8-9 Natale in caserma
Leo Vercellone 
12-13Harambee
Fr. Giuseppe Gaido 
16-17 Evangelizzare con i segni
Don Emanuele Lampugnani 
18-19 Casa Accoglienza
La Redazione 
20-21Casa dello spirito
R. Della Rovere 
25 Mi chiamo Mururu
Blog Chaaria 
26 La notte in cui diventai adulta era quasiil Natale del 1945
Franca C. Bonzano 
32“Fatica” - poesia
Rita Corsi 
 
L
a storia dell’Ospedale dellaPiccola Casa della DivinaProvvidenza, comincia il 17gennaio 1828, quando l’alloracanonico Giuseppe Cottolen-go, dà inizio all’assistenza degliammalati che accoglie nel“Deposito de’ poveri infermidel Corpus Domini” (
 poi comu-nemente chiamato della Volta Rossa)
. Il deposito rimaneaperto sino al mese di settem-bre 1831, quando viene chiusodalle autorità cittadine, allar-mate a causa di una grave epi-demia scoppiata in città.L’attività assistenziale però nonsi ferma; riprende il 27 aprile1832,
in quella che è e continuaad essere, la Piccola Casa della Divina Provvidenza.
Dal 27 agosto 1833,con ricono-scimento giuridico civile me-diante Regio Decreto,
la Pic-cola Casa della Divina Prov-videnza, potrà annoverare l’atti-vità ospedaliera tra i suoi fini istituzionali legalmente ricono-
che ha determinato, e che deter-minerà il detto canonico Cot-tolengo al quale sarà lasciata le più ampia libertà, e non saràtenuto di rendere a chicchessiaconto del suo operato, persuasi come siamo che disporrà ogni cosa in modo conforme a procura-re all’Istituto i maggiori vantaggi  possibili e durevole esistenzaall’opera di Carità che è frutto di sue cure
.
Nel 1835 il Calendario Gene-rale pè Regii Stati, registra edattesta la presenza nella PiccolaCasa di “infermerie” le quali
sciuti 
. In forza del Regio De-creto, l’Amministrazione del-l’Ospedale, come di tutta laPiccola Casa, sarà costituita dauna Direzione Singolare rap-presentata dal canonico Cot-tolengo e successivamente daisuoi successori. Nel sovranoprovvedimento si legge infatti:
 Approviamo, e vogliamo chericonosciuta sia l’esistenza legaledel mentovato pio Istituto, loaccogliamo sotto la Nostra specia-le protezione e prescriviamo chedebba continuare sempre ad esse-re governato secondo le norme
saranno comunemente deno-minate “Ospedale della PiccolaCasa” o più semplicemente“Ospedale Cottolengo”.
Apprendiamo che
“sei sono lesale destinate alla cura degli infermi”
e che tra gli ammalatisono da includere sia gli acutiche i cronici, in quanto all’epo-ca non era in vigore la specializ-zazione dei ricoveri ospedalieri.
 L’ospedale è destinato allacura di uomini e donne, di fan-ciulli e fanciulle, ammalati per la massima parte di infermità,che non sono curate negli altri spedali 
.Si sottolinea che
 gli infermi vi sono ricevuti senza eccezione veruna, di qual-siasi paese, o di qualsiasi nazio-ne eglino sieno
.I posti letto sono 175 e
“nessu-no (era) mai lasciato vacante”
Ilcalendario poi non tralascia diporre in evidenza l’interessescientifico della
“clinica così interna come esterna”
, dal mo-mento che
nelle infermerie della Piccolacasa sono raccolti i rifiuti degli altri spedali 
.Nella sala operatoria
quasi quotidianamente vi  fanno operazioni chirurgichesvariatissime, amputazioni, li-trotisie, estirpazioni di scirri, di cancri, e mille altre che sarebbetroppo lungo annoverare…
.L’allora Direttore Sanitariodella Piccola casa, il dott. Lo-renzo Granetti, nel 1841 cilascia scritto, che non solo nonvi era mai posto vuoto, ma sene trovava
sempre un numero di volanti  per gli ammalati cronici che ina-spettatamente giungono da pae-si lontani 
.
dell’Ospedale Cottolengo come
ospedale di zona… Di fronteperò alle difficoltà che compor-tava una nuova classificazione,fu chiesta la revoca del provve-dimento, che viene accolta dalPresidente della RegionePiemonte in data 20/11/1972.Il 24 luglio 1976, la Piccolacasa richiede autorizzazioneall’apertura ed esercizio della
Casa di Cura Cottolengo.
Ladelibera della regione Pie-monte del 10 maggio 1977spiega così la richiesta:
 Detta domanda di autorizza-zione scaturisce dalla necessitàdi regolarizzare una situazionedi fatto esistente, circa il funzio-namento di detta Casa di Cura privata, senza che agli atti risul-ti tuttora, se a suo tempo emes-sa, l’originario provvedimentoautorizzativo
.Il 22 maggio 1981, con D.P.R.viene riconosciuta la naturagiuridica privata della PiccolaCasa.Arriviamo così sino ai nostrigiorni, al 16 maggio 2006,quando tre anni dopo la pre-Inoltre il malato
ricevuto che egli è, se nonritorna al suo pristino stato di salute, e non possa procacciarsi colle sue fatiche il vitto giorna-liero non viene licenziato, e sevive finché la Provvidenza nonlo chiama a sé. Similmente, nonne viene accomiatato ancorché la malattia prendesse caratteri da poter essere accettato in altri ospedali 
.Nel 1939 l’ospedale della Pic-cola casa in virtù della leggeospedaliera del 1938 ottiene diessere classificato ospedale diterza categoria. Così si leggenel Decreto del Prefetto 20 giu-gno 1939:
 Ritenuto che l’Ospedale Cot-tolengo di Torino ha una media giornaliera di 130 degenze… ecorrisponde, in massima ai re-quisiti dell’Art, 6 delle norme di cui al R.D. per gli ospedali di terza categoria…
.Il 27 maggio 1969 si prospettacome soluzione più confacentealla Piccola Casa quella dioptare per la classificazione
N o t i z i e
4
I n c o n t r i
5
spedale
ottolengo
spedale
ottolengo
 Sono trascorsi ormai molti anni dalla suanascita; soffermiamoci un momento sul no-stro Ospedale e riper-corriamone insieme lastoria, con la gioia di rispolverare la nostramai appannata memo-ria, nel ricordo dellesue origini,per riaffer-marne lo spirito e il motivo del suo essere.
L’ospedale della Piccola Casadella Divina Provvidenza

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