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il
Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
Quindicinale - 18 dicembre 2009 - Anno 18 - Numero 10“il Ducato online”: www.uniurb.it/giornalismo
   D   i  s   t  r   i   b  u  z   i  o  n  e  g  r  a   t  u   i   t  a   S  p  e   d   i  z   i  o  n  e   i  n  a .  p .   4   5   %   a  r   t .   2  c  o  m  m  a   2   0   /   b   l  e  g  g  e   6   6   2   /   9   6  -   F   i   l   i  a   l  e   d   i   U  r   b   i  n  o
L’EDITORIALE
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rbino cambia sotto i nostri occhi.Prendono corpo i lavori per ilCentro commerciale. Si scava per ilgrande parcheggio di Santa Lucia. Cosìfinalmente il Mercatale, liberato dalle auto-mobili, riavrà la sua vita insieme con laData, le vecchie stalle con i trecento cavallidel Duca. Ma il recupero è fermo per man-canza di fondi e ci vorrà ancora tempoprima di poterci godere la biblioteca e l’ar-chivio della città che lì saranno ospitati.Chissà che un giorno non vedremo, poi, lafunicolare che dalla vecchia Fornace porte-rà al centro anche se, ancora, c’è appenal’odore dei soldi per costruirla.E dentro Urbino cambia pelle anche l’uni-versità. In un ventennio l’immagine preva-lente dei pendolari (ricordate i quattromila,cinquemila iscritti a Magistero) ha lasciato ilposto all’ateneo dei residenti, una città-campus in grado di offrire ospitalità a 1500studenti. Più della metà dei ragazzi vengo-no da altre regioni. Il venti per cento vivononelle case e negli appartamenti. Cento gio-vani in più arriveranno dall’area balcanicacon borse di studio.Sul tavolo del nuovo rettore, Pivato, ci sonoin questi giorni le pratiche, difficili (perchébisogna fare i conti con la Soprintendenza econ i vincoli), per portare tutta l’universitàdentro le mura. Il 7 gennaio parte SanGirolamo, per ora solo metà; sempre per laquestione dei danari.Il tradizionale connubio Urbino-universitàdiventa più forte. Certo sarebbe un belsegno se il Sindaco Corbucci riuscisse avarare subito il “consigliere comunaleaggiunto” nominato dall’università. Eanche il binomio del Montefeltro “cultura-economia”, che va di pari passo, prendeconcretezza, come si è visto con Raffaello.Il contesto italiano però non aiuta: le speseche il nostro Paese riserva alla cultura sonotra le più basse d’Europa e stenta a morirel’idea di migliorare l’università “a costozero”. (Anche se la forza della ragione talvol-ta sfonda il muro dell’ignoranza: 400 milio-ni di euro forniti dallo scudo fiscale andran-no alla riforma). Si fa strada un cambia-mento di mentalità: le comunità incomin-ciano a comprendere che l’investimentosulla conservazione, la costruzione e la tra-smissione dei saperi rendono e garantisco-no il futuro.Questo orizzonte nuovo a Urbino c’è.
direzione.ilducato@uniurb.it 
Così Urbinosta cambiando pelle
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n presepe d’eccezione per il Natale a Urbino. La foto mostra una parte della natività di MauroPatarchi e Fernando Rusciadelli che ha come sfondo “La Città Ideale” di Piero della Francesca.L’installazione è esposta fino al 6 gennaio a Borgo Mercatale e fa parte del percorso de “Le vie deipresepi”. Ricco il calendario delle feste con botteghe dell’Avvento, spettacoli, mostre e concerti. Lacrisi quest’anno porta sotto l’albero regali meno costosi.
alle pagine 6 e11
Natività nella Città Ideale
Allargare la casa, il grande rebus
 Poca informazione, ancora nessuna domanda al Comune. Ma i tecnici sono al lavoro
I cittadini alle prese con la legge che consente ampliamenti del 20 per cento
In pericolo l’artigianato artistico urbi-nate. Un nuovo decreto del Ministerodei Beni Culturali istituirà un albo deirestauratori che rischia di tagliare fuo-ri quasi l’80 per cento degli addetti ailavori in tutta Italia. Negata la qualifi-ca anche ai futuri laureati dell’univer-sità Carlo Bo.
a pagina 7 
Una professionea rischio estinzione
Restauratori
Pavimenti sconnessi, soffitti imbarca-ti, caminetti rovinati. La casa di Raf-faello sta cadendo a pezzi: c’è urgentebisogno di un restauro interno. L’Ac-cademia conta su un aiuto economicodel Ministero e chiede unamaggioreattenzione da parte del Comune di Ur-bino.
a pagina 8 
Interni degradati,nessuno interviene
Casa di Raffaello
Dopo 105 anni di storia la squadra divolley femminile di Urbino partecipaper la prima volta al massimo campio-nato. Nonostante che la promozionenon sia stata conquistata sul campo,ma sia arrivata “a tavolino”, la squadrasta andando oltre le più rosee aspetta-tive.
a pagina 15 
Sport
Pallavolo in A1:la favola Robur 
Il piano casa in versione urbi-nate è nato poco più di unmese fa, ma molti hanno anco-ra le idee confuse. Al Comunenon è arrivata nessuna doman-da di ampliamento e sonopochi a essersi rivolti ai tecniciper un progetto.Le richieste sono arrivate per-lopiù dalle Cesane, Canavaccio,Mazzaferro, Piantata, Gadana ePieve di Cagna. Gli interventiriguardano soprattutto casemono e bi-familiari: creare unastanza in più, allargare un gara-ge o unire due appartamenti.Niente potrà essere fatto, però,negli edifici dentro le mura, nénella parte di territorio visibiledai bastioni: si è scelto di tute-lare lo scenario panoramicoche fa da cornice al centro sto-rico.
alle pagine 2 e 3
Il nuovo rettore incontra gliallievi dell’Istituto per laFormazione al Giornalismoe traccia un bilancio dei suoiprimi tre mesi. “Si è creatoun clima gioioso, ma è fati-coso ricevere 30-40 personeal giorno”. Stefano Pivato ri-vendica gli obbiettivi rag-giunti: “L’80% del program-ma dei primi 100 giorni è sta-to già fatto”. Non accantonal’idea di una conferenza d’a-teneo e quella di un consi-gliere comunale che rappre-senti gli studenti.
a pagina 12 
Università
I cento giornidi Pivato
 
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veva una casettapiccolina…nellaperiferia di Urbino,ma qualche metrocubo in più potràguadagnarlo. Saràsoprattutto chi abita nelle cosid-dette “zone agricole” a beneficia-re del piano casa, varato all’ini-zio dell’anno dal governo nazio-nale e recepito dal comune diUrbino lo scorso 18 Novembre.Chi abita in frazioni comeCanavaccio e Pieve di Cagna, o inlocalità come Mazzaferro e laPiantata potrà ampliare la suacasa del 20% o demolirla e rico-struirla ampliata del 35%.Non potranno approfittarneaffatto invece gli abitanti delcentro storico, su cui pendono ivincoli dell’Unesco, né chi vive inquella fascia intorno al centroche è visibile dai bastioni: sul cri-nale sud-est, l’area di fronte alleCesane e al mausoleo dei duchi,e a sud la vallata rivolta versoFermignano. Al Comune non è ancora arrivatanessuna richiesta, ma probabil-mente dipende dal fatto che i cit-tadini hanno le idee molto con-fuse su cosa si possa e non sipossa fare. In molti lamentano lascarsa informazione sull’argo-mento.L’amministrazione ha individua-to un’area pari al 2% del territo-rio comunale in cui non si potràfare alcun intervento. La filosofiaè la stessa che stava alla base delpiano regolatore Benevolo deiprimi anni ’80 e del piano DeCarlo del ’94: tutelare non solo lazona dentro le mura, ma anchelo scenario panoramico che fa dacornice al centro storico. Al momento della presentazionedel piano casa, a livello naziona-le, aveva avuto una grande eco ilfatto che le procedure sarebberostate sveltite: “se vuoi innalzaredi un piano la tua casa o ingran-dire il tuo ristorante – si diceva –basterà far realizzare il progettoad un tecnico e presentare incomune la Denuncia di inizioattività (Dia)”. In realtà non è deltutto vero. “La Dia -spiega il
Piano casa, è un rebus
Gli urbinati sono ancora all’oscuro: nessuna richiesta inviata
Niente ampliamenti dentro le mura e intorno al centro storico per tutelare il panorama 
CHIARA BATTAGLIA
responsabile del servizio ediliziadel comune CostantinoBernardini – può essere sufficien-te solo se esiste già la cosiddettapianificazione di dettaglio dellazona in cui l’edificio si trova”.Nella maggiorparte dei casi,quindi, chi vorràingrandire la suaabitazione conti-nuerà ad averbisogno del “per-messo di costrui-re” del Comune.Niente tempi svel-ti dunque: perlegge l’autorizza-zione dev’essererilasciata in mas-simo 90 giorni, maal Comune diUrbino i tempi sono molto piùlenti per via della carenza di per-sonale, e per un permesso si puòaspettare fino a quattro mesi.Ma cosa cambia con il “pianocasa” rispetto al passato? “Lanovità più grande – dice ancoraCostantino Bernardini - riguardale zone agricole, in cui rientranoanche le aree a tutela integrale”.Grazie alla nuova delibera chiun-que potrà decidere di ingrandirela sua casa, anchenelle zone a tutelaintegrale come peresempio il parcodelle Cesane. Ilche potrebbe cam-biare considere-volmente il voltodi Urbino conside-rato che le zone atutela integralecostituisconol’80% del territoriocomunale extraur-bano. Nelle zoneagricole inoltre sipuò sia ampliare, che demolire ericostruire. Prima del piano casa,invece, nessun tipo di interventoera contemplato nelle zone atutela integrale: soltanto gliimprenditori agricoli potevanofare lavori edilizi nelle aree agri-cole “per esigenze produttive”.“Ancora non abbiamo ricevutoalcuna richiesta – continuaBernardini del Comune – macredo che ne arriveranno diver-se.Il piano casa agevola soprattuttopiccoli ampliamenti funzionaliin aree agricole e negli ultimianni molti urbinati si sono tra-sferiti in zone di campagnaandando ad abitare in vecchiecase coloniche e casali”.Ma se a proposito della tutelaintegrale la delibera del Comuneha ammorbidito i vincoli previstidal Piano ambientale regionale(PPAR) del 1989, a propositodelle zone a rischio frana hainvece stretto le maglie. Il “pianocasa versione Urbino” vieta diintervenire anche nelle zone abasso livello di rischio, come lazona del Sasso. Cosa che invecepermetteva il Piano di assettoidrogeologico del 2004.
chiara-battaglia@libero.it 
Per i lavori non basta la firma del tecnico, ma serve il permesso del Comune 
Come si fa a ingrandire un edificio
La domanda.
Dal 1° dicembre ci sono 18 mesi di tempo per presentarla alComune.
Il progetto.
Va richiesto a un tecnico: ingegnere, architetto o geometra.
Il Comune.
La documentazione va consegnata al protocollo generale.
L’ufficio urbanistico.
Dopo aver aperto la pratica, analizza il progetto ed even-tualmente decide se ci sono tutte le condizioni per rilasciare il “permesso dicostruire”.
L’autorizzazione paesaggistica.
Occorre in più rispetto al permesso solo quandol’abitazione da ingrandire si trova in una zona soggetta a “vincolo paesaggisticostorico”. In questo caso è necessario anche il parere della Soprintendenza.
Il via ai lavori.
Per legge, l’amministrazione ha 60 giorni per decidere se dare ilpermesso più altri 20 per emetterlo. Il Comune di Urbino tuttavia attualmente hatempi più lunghi per carenza di personale: può impiegare fino a 4 mesi prima dipoter dare l’ok.
 
La spesa media stimatadai tecnici per l’amplia-mento del 20 per centodi un’abitazione.
50 mila
Le domande giunte finoa oggi al Comune. Molteperò sono in stand-bynegli studi tecnici.
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PRIMO PIANO
Crisi e scarsa informazione: per ora è un flop
Geometri e ingegneri:“Poche domande,ci aspettavamo di più”
Il costo per una praticasu una casa fino a1.000 m
3
. Dal 2010potrebbe raddoppiare.
145 euro
Il costo per una praticasu una casa superiore a1.000 m
3
. Da gennaiopotrebbe raddoppiare.
290 euro
I NUMERI
Di tanto si può ampliareuno stabile purché finitodi costruire entro il 31dicembre 2008.
20%
Di tanto si può ingrandi-re un edificio se si sce-glie di demolirlo e rico-struirlo.
35%
E’ la parte del territorio diUrbino sotto tutela inte-grale in cui ora si puòampliare.
80%
E’ la parte del territoriodi Urbino fuori dal pianocasa, in cui non si puòampliare né demolire.
2%
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l piano-casa è partito, malo scatto d’inizio non hafatto scintille. Chi siaspettava di vedere file dicittadini impazientidavanti all’ufficio urbani-stica del Comune dovrà ricre-dersi: geometri, ingegneri earchitetti sostengono che sonoancora poche le persone inte-ressate ad ampliare la propriacasa.Dallo scorso 1 dicembre, per 18mesi, i cittadini che voglionosvolgere dei lavori nelle proprieabitazioni dovranno primarivolgersi a un tecnico per sten-dere il progetto e poi presen-tarlo al Comune per avernel’approvazione.“Noi abbiamo avuto i primicontatti – dice l’architettoRaffaella Vagnerini – i privatiche intendono usufruire delpiano-casa sono quelli chehanno bisogno di ampliare unappartamento o migliorare leproprie condizioni di vivibili-tà”.Le abitazioni piùsoggette a cam-biamenti e inno-vazioni sono lecase singole,quelle mono-fa-miliari o dove ri-siedono due nu-clei, magari legatida parentela co-me un padre e il fi-glio. “Per i condo-mini è più diffici-le – continua l’ar-chitetto Vagneri-ni – perché per esempio, ci sonole regole sui confini tra vicini darispettare”.Delle complicazioni nasconoanche se l’ampliamento in-tende svilupparsi verso l’alto.Per questi interventi, infatti,bisogna tenere conto dellanormativa antisismica natadopo il terremoto dell’Aquila.“Se si vuole fare un secondopiano – spiega l’architetto Lu-ca Franchi – la nuova norma-tiva antisismica dice che biso-gna ricalcolare tutta la strut-tura nel suo complesso”. Biso-gna, cioè, valutare quale im-patto si ha sulla costruzione,le sue pareti e colonne por-tanti, aggiungendoci sopranuove volumetrie. Per questomotivo, secondo Franchi, gliampliamenti tenderanno adandare più in orizzontale chein verticale.Per quanto riguarda le prati-che, la legge non apportamodifiche e l’iter burocraticoda rispettare rimane quelloprevisto dal Testo unico per l’e-dilizia. Il problema che vienesollevato dai tecnici, però, è suitempi di attesa. La legge stabi-lisce che il Comune debba
GIULIA TORBIDONI
rispondere alla richiesta pre-sentata dal cittadino entro 60giorni e che entro altri 20 emet-ta il permesso di costruire.Secondo alcuni geometri urbi-nati, “in realtà il Comune haaccumulato grossi ritardi, tan-t’è che si rischia di aspettareben oltre gli 80–90 giorni”. Undeficit del servizio amministra-tivo che viene confermatoanche dall’ufficio all’urbanisti-ca secondo cui non c’è abba-stanza personale per svolgeretutto il lavoro.La differenza introdotta dallalegge regionale sul piano-casariguarda i costi.Da un lato diminuiscono glioneri di urbanizzazione che iprivati devono pagare alComune per ampliare la pro-pria abitazione. Dall’altroaumentano le spese di segrete-ria che possono arrivare ancheal doppio. In questo modo sicerca di retribuire gli straordi-nari che i dipendenti comunalidevono fare per colmare i pro-blemi legati allo scarso perso-nale.Secondo alcunitecnici, l’entusia-smo che ci si at-tendeva non c’èstato per varie ra-gioni. Innanzitut-to, a causa dellacrisi economicaattuale. Il piano-casa fu motivato,circa un anno fa,come uno deimezzi per incen-tivare la ripresa,ma “se la gentenon ha i soldi, è difficile che pen-si ad allargare la casa”, dice Va-gnerini.Una seconda ragione sta nell’in-formazione giudicata carente.Secondo il geometra DanieleMaestrini, “nessuno ha benchiara la legge, la conoscenzanon c’è”. Il percorso, però, è ap-pena iniziato e c’è chi pensa chedopo le feste natalizie ci saran-no più richieste.Per il momento le domandearrivano da centri comeGadana, le Cesane, Mazzaferro,Canavaccio e Pieve di Cagna enon riguardano solo le caseprivate, ma anche i ristoranti,gli agriturismo e altre attività.Si tratta di allargare un garage,fare una stanza in più, chiuderedegli spazi esterni come unbalcone o un loggiato. E c’èanche un progetto di demoli-zione e ricostruzione.“Se il mattone cresce, cresceanche il paese”. Recita così undetto, comune a tutta Italia epiù volte ricordato dal presi-dente dei costruttori edili(Ance) Paolo Buzzetti. Ci sono18 mesi per vedere se è davverocosì. Anche a Urbino.
 giulietta_t@hotmail.com
L’iter della legge
Il piano-casa, nato dalla Conferenza Stato-Regioni del 31marzo scorso, si regge su due punti. Il primo dà la pos-sibilità di ampliare del 20% le case uni-bifamiliari e quel-le non più grandi di 1000 metri cubi. Il secondo stabili-sce che, se si usano le fonti rinnovabili, si può demolirela struttura e ricostruirla allargata del 35%. Questi inter-venti non si possono fare, però, sulle case dei centristorici, su quelle abusive e su quelle che si trovanonelle aree di inedificabilità assoluta.Lo scorso 8 ottobre, la regione Marche ha fatto la pro-pria legge con la quale ha dato 45 giorni ai comuni perfare una ricognizione del proprio piano regolatore e sta-bilire ulteriori aree da escludere dal piano-casa.Il consiglio comunale di Urbino ha deliberato il 18novembre e ha scelto di escludere dall’attuazione delpiano casa solo un 2% del suo territorio per non limitarela potenzialità del piano di stimolare la ripresa economi-ca e per tutelare la visuale del centro storico.
(G.T.)
LE NORMATIVE
L’architetto: “Se la gente non ha soldi è difficile che pensi ad allargare l’abitazione” 

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