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IL PERSONAGGIO
Ernesto Belisario
chiara: al diritto del cittadino corrisponde l’ob-bligo dell’amministrazione di adeguarsi sotto ilpro
lo tecnico ed organizzativo per soddisfarela pretesa dell’utente. L’innovazione viene cosìimposta e resa, in modo evidente, strumentale almiglioramento della qualità dei servizi resi non-ché della vita degli utenti del settore pubblico.I nuovi diritti digitali sono molti e assai rilevan-ti: dall’uso delle tecnologie nelle comunicazio-ni con l’amministrazione alla partecipazione alprocedimento amministrativo e all’esercizio deldiritto di accesso, dall’effettuazione di paga-menti all’espletamento degli adempimenti am-ministrativi relativi al registro delle imprese.
Tuttavia i cittadini e le imprese non conosconoquesti diritti e, quindi, non si attivano per farlirispettare. Basti pensare che, ad oltre tre annidalla sua entrata in vigore, non c’è ancora giu-risprudenza sul codice; in un Paese dal tassodi litigiosità elevatissimo, è un dato che devefare ri
ettere su come poco o nulla sia statofatto per informare gli utenti dell’amministra-zione di quanto previsto dalle norme vigenti.
Se potesse modi
care il codice a suo piaci- mento, dove metterebbe le mani? Cosa to- glierebbe e cosa aggiungerebbe?
Come già detto, una delle più grandi pecchedelle politiche dell’innovazione nel settorepubblico è stata quella di non mettere in es-sere delle azioni di monitoraggio dell’ef
caciadelle soluzioni (anche normative) utilizzate. Diconseguenza credo che sia necessario, ol-tre che opportuno, intervenire per correggerequelle previsioni che non hanno funzionato.Innanzitutto è indispensabile una modi
cadella normativa in materia di
rma digitale e diposta elettronica certi
cata al
ne di sempli
-carne l’adozione e l’uso.
Credo poi che la permanenza del doppio bi-nario (cartaceo-digitale) non contribuisca pernulla al decollo della P.A. 2.0; quindi prevedereila possibilità di erogare servizi “in modalità tra-dizionale” solo ove non sia possibile procedereall’erogazione in modalità telematica e l’obbligodell’utilizzo delle procedure e delle reti informa-tiche nelle comunicazioni tra le pubbliche am-ministrazioni di qualsiasi livello, tra loro e con ipropri dipendenti. Da ultimo predisporrei deglistrumenti volti alla veri
ca periodica dell’attua-zione delle disposizioni del codice, inasprendole sanzioni nei confronti delle amministrazioniinadempienti e prevedendo il diritto al risarci-mento del danno per l’utente che si veda nega-ti i propri diritti digitali.
Ritiene che il codice sia lo strumento nor- mativo adeguato e completo per il persegui- mento degli obiettivi del piano E-Gov 2012?
Il pieno conseguimento degli (ambiziosi) obiet-tivi del piano E-Gov 2012 passava necessaria-mente per la modi
ca del codice; proprio perquesto motivo si è reso indispensabile l’inter-vento operato dal legislatore con la legge n.69/2009. Le parole chiave delle nuove normesembrano le stesse del piano e-government2012 e, più in generale, quelle che hannocontraddistinto l’azione del Ministero per lapubblica amministrazione e l’innovazione inquesto primo anno di legislatura: ef
cienza,trasparenza, controllo dei risultati, abbandonodel cartaceo per il digitale. Alcune norme sonogià immediatamente operative e destinate adinnescare un doveroso e celere percorso di
Le norme della P.A. digitale sono ignorate sia dalle amministrazioni, ancora troppo legate a cartaceo e burocrazia, sia dai cittadini che non fanno nulla per pretendereche i loro “diritti digitali” vengano resi effettivi
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