/  4
 
49
IL PERSONAGGIO
Ernesto Belisario
Claudio Forghieri
P.A. digitale,se ci sei batti un colpo
“La nuova Pubblica Amministrazione Digitale”fornisce alle amministrazioni un quadro sistematico
ed aggiornato delle norme vigenti. Ma il vero problema
 è il codice dell’amministrazione digitale, per moltiqualcosa di sconosciuto.Ne abbiamo parlato con Ernesto Belisario, autore
di una “guida” che auspica una nuova consapevolezza
 Avvocato Belisario, leiè autore de “La nuovaPubblica Amministrazio- ne Digitale”, una guida alcodice dell’amministra- zione digitale dopo la leg- ge 69/2009. Iniziamo conuna domanda provocatoria: perché c’era bi- sogno di una nuova guida?
L’idea di realizzare una guida al codice dell’am-ministrazione digitale trova ragion d’essere indue considerazioni. La prima è legata all’at-tualità e, in particolare, all’approvazione dellalegge 18 giugno 2009 n. 69, che contiene al-cune disposizioni assai rilevanti in materia dipubblica amministrazione digitale: si tratta delpiù importante ed organico intervento legislati-vo dal 2005 in tema di informatizzazione degliuf
ci pubblici.La seconda considerazione, legata alla miaattività professionale di consulente e forma-tore, è che la complessità normativa rendedif
coltoso per le amministrazioni il processodi adeguamento tecnologico ed organizzativorichiesto dalle leggi. Ritengo, quindi, che per leamministrazioni vi fosse la necessità di avere,specialmente dopo i recenti interventi legisla-tivi, un quadro sistematico ed aggiornato del-le norme vigenti, una guida operativa che hal’obiettivo di contribuire ad agevolare l’utilizzodegli strumenti informatici nell’attività quoti-diana degli uf
ci.
Il codice è purtroppo al momento assai poco applicato. Secondo lei perché? Quali sono i motivi dell’inadempienza delle P.A.?
Dai dati recentemente diffusi dal Ministero perla pubblica amministrazione e l’innovazione,oltre che dalla esperienza che ognuno di noi hadei pubblici uf
ci, emerge che il livello di attua-zione del codice dell’amministrazione digitale ètutt’altro che soddisfacente. I fattori che hannodeterminato questo ritardo sono sicuramentemolteplici, ma uno dei dati più importanti chericavo dalla mia esperienza professionale è che
 
51
IL PERSONAGGIO
Ernesto Belisario
chiara: al diritto del cittadino corrisponde l’ob-bligo dell’amministrazione di adeguarsi sotto ilpro
lo tecnico ed organizzativo per soddisfarela pretesa dell’utente. L’innovazione viene cosìimposta e resa, in modo evidente, strumentale almiglioramento della qualità dei servizi resi non-ché della vita degli utenti del settore pubblico.I nuovi diritti digitali sono molti e assai rilevan-ti: dall’uso delle tecnologie nelle comunicazio-ni con l’amministrazione alla partecipazione alprocedimento amministrativo e all’esercizio deldiritto di accesso, dall’effettuazione di paga-menti all’espletamento degli adempimenti am-ministrativi relativi al registro delle imprese.
Tuttavia i cittadini e le imprese non conosconoquesti diritti e, quindi, non si attivano per farlirispettare. Basti pensare che, ad oltre tre annidalla sua entrata in vigore, non c’è ancora giu-risprudenza sul codice; in un Paese dal tassodi litigiosità elevatissimo, è un dato che devefare ri
ettere su come poco o nulla sia statofatto per informare gli utenti dell’amministra-zione di quanto previsto dalle norme vigenti.
Se potesse modi
care il codice a suo piaci- mento, dove metterebbe le mani? Cosa to- glierebbe e cosa aggiungerebbe?
Come già detto, una delle più grandi pecchedelle politiche dell’innovazione nel settorepubblico è stata quella di non mettere in es-sere delle azioni di monitoraggio dell’ef
caciadelle soluzioni (anche normative) utilizzate. Diconseguenza credo che sia necessario, ol-tre che opportuno, intervenire per correggerequelle previsioni che non hanno funzionato.Innanzitutto è indispensabile una modi
cadella normativa in materia di
rma digitale e diposta elettronica certi
cata al
ne di sempli
-carne l’adozione e l’uso.
Credo poi che la permanenza del doppio bi-nario (cartaceo-digitale) non contribuisca pernulla al decollo della P.A. 2.0; quindi prevedereila possibilità di erogare servizi “in modalità tra-dizionale” solo ove non sia possibile procedereall’erogazione in modalità telematica e l’obbligodell’utilizzo delle procedure e delle reti informa-tiche nelle comunicazioni tra le pubbliche am-ministrazioni di qualsiasi livello, tra loro e con ipropri dipendenti. Da ultimo predisporrei deglistrumenti volti alla veri
ca periodica dell’attua-zione delle disposizioni del codice, inasprendole sanzioni nei confronti delle amministrazioniinadempienti e prevedendo il diritto al risarci-mento del danno per l’utente che si veda nega-ti i propri diritti digitali.
Ritiene che il codice sia lo strumento nor- mativo adeguato e completo per il persegui- mento degli obiettivi del piano E-Gov 2012?
Il pieno conseguimento degli (ambiziosi) obiet-tivi del piano E-Gov 2012 passava necessaria-mente per la modi
ca del codice; proprio perquesto motivo si è reso indispensabile l’inter-vento operato dal legislatore con la legge n.69/2009. Le parole chiave delle nuove normesembrano le stesse del piano e-government2012 e, più in generale, quelle che hannocontraddistinto l’azione del Ministero per lapubblica amministrazione e l’innovazione inquesto primo anno di legislatura: ef
cienza,trasparenza, controllo dei risultati, abbandonodel cartaceo per il digitale. Alcune norme sonogià immediatamente operative e destinate adinnescare un doveroso e celere percorso di
 Le norme della P.A. digitale sono ignorate sia dalle amministrazioni, ancora troppo legate a cartaceo e burocrazia, sia dai cittadini che non fanno nulla per pretendereche i loro “diritti digitali” vengano resi effettivi 

Share & Embed

More from this user

Add a Comment

Characters: ...