particolari, l’alzato del vestibolo pu
ò
essere ricostruito solo ipoteticamente, dal momento che laparte occidentale del mausoleo, in cui esso si apriva,
è
andata completamente distrutta. In tal senso
è
possibile supporre che il vestibolo raggiungesse la zona delle finestre, come ha ipotizzato ilDeichmann in seguito all’analisi strutturale dell’edificio .Trovandosi ad essere elemento indispensabile di raccordo tra due costruzioni successive, l’atriopresent
ò
all’inizio una sorta di copertura definita dal Tolotti “un dispositivo costruttivamentecriticabile”. Ed infatti la parete del vestibolo veniva a toccare, su una lunghezza di m. 30, il tetto delnartece, che si inclinava contro di essa in modo tale da implicare una “soluzione di ripiego” per ildeflusso delle acque. Successivamente l’attacco venne mutato per poter porre rimedio alleinfiltrazioni di acque meteoriche in corrispondenza dei punti pi
ù
delicati della copertura. A taleproposito, nel nartece, in prosecuzione delle pareti della navata centrale, furono posti dei pilastri inmuratura che, secondo Deichmann, furono eretti per sostenere i muri mediante i quali detta nave fuprolungata fino a raggiungere l’atrio del mausoleo. In tal modo la linea del tetto del vestibolo venivaa corrispondere a quella della basilica. Probabilmente in questa fase di ristrutturazione il vestibolo ele navate prolungate vennero collegati tramite una grande apertura simile ad un arco trionfale.Modifiche vennero apportate anche al mausoleo, dove si rialz
ò
il cilindro murario e si coprirono ipreesistenti gradoni circolari, posti alla base dell’estradosso della cupola, mediante un manto dicalcestruzzo opportunamente sagomato. Purtroppo non
è
stato possibile stabilire in quale periodosia avvenuta tale ristrutturazione dell’edificio, che si presenta come un intervento troppo vasto perpoter essere messo in relazione ai lavori di restauro dei papi Vigilio e Adriano di cui parlano lefonti. I documenti storici datano il mausoleo all’et
à
costantiniana. Tale attribuzione
è
suffragatadalla scoperta di un bollo laterizio, trovato nella copertura della scala interna, databile al 320 circa,e dalla tecnica muraria dell’edificio. Inoltre una moneta, coniata a Roma fra il 324 ed il 326,rinvenuta nella malta del muro interno del mausoleo, confermerebbe questa datazione, specie se siaccetta l’ipotesi del Deichmann secondo cui vi sarebbe stata posta durante l’applicazione delle lastremarmoree. La posizione e la grandezza del mausoleo hanno trovato concordi tutti gli studiosinell’affermare che si tratta di una costruzione imperiale, ed in particolare che questo sia il mausoleoromano, costruito da Costantino il Grande ancor prima della fondazione della nuova capitaled’Oriente.Ed infatti, dal punto di vista architettonico, l’edificio si presenta come un’opera della tarda et
à
imperiale, ponendosi come elemento di realizzazione intermedia tra la serie degli edifici rotondipagani e quella dei monumenti centrali cristiani. La sopravvivenza del significato cultuale dellarotonda, nell'altomedieo,
è
testimoniata dalla presenza di numerose sepolture poste nelle immediatevicinanze del monumento. La posizione della tomba di Elena, ed il perdurare delle pratichedevozionali, furono infatti la causa per cui si continu
ò
a seppellire in questa zona anche dopo ladistruzione della basilica e la traslazione delle altre reliquie in citt
à
. In tal senso la caducit
à
delmausoleo
è
da mettere in relazione con il trasporto delle spoglie di Elena in Aracoeli, avvenuto sottoil Pontificato di Innocenzo II [3]. In et
à
tardo-medievale i ruderi della rotonda furono trasformati infortezza. Fu probabilmente in questo periodo che, nella parete della nicchia rettangolare a sud, fupraticata un’apertura che dava sulla strada, mentre le altre nicchie furono usate come abituri. NelXVII secolo, sulle rovine dell’edificio, furono costruite, ad opera del Capitolo lateranense, unachiesa ed una casa parrocchiale. Del mausoleo rimane oggi solo la parte inferiore della met
à
nordnei suoi elementi costruttivi tipici del IV secolo; nessun resto medievale
è
invece attualmentevisibile. In alto e a destra: Mausoleo di Elena particolare della muratura e delle pignatte Pianta dellaBasilica dei ss Marcellino e Pietro e del Mausoleo di ElenaLa basilica dei SS. Marcellino e Pietro Il luogo di fondazione della basilica dei SS. Marcellino ePietro era gi
à
stato individuato dal Marucchi nel 1898[4]. Tuttavia fu solo in seguito agli scavieffettuati da Deichmann e Tschira nel 1956 che fu possibile individuare i resti di questo monumentoe del complesso di cui faceva parte, costituito da alcuni mausolei[5] - tra cui quello di Tiburzio -
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