au XVIe et au XVIIe siècle
, direction P. F. Moreau, Paris, Albin Michel, 2001 (inparticolare,per il nostro argomento, J.-P. Cavaillé,
Descartes et les Sceptiques modernes. Uneculture de la trompérie
, pp. 334-347); “Il ritorno dello scetticismo. Da Descartes aBayle”, Atti del convegno internazionale di Vercelli, 18-20 maggio 2000, in corso distampa presso Kluwer. Al confronto fra Descartes e Montaigne sono dedicate le“Journées cartésiennes” organizzate dal Centre d’Études Cartesiénnes de laSorbonne,7-8 giugno 2001. Cfr. inoltre: J.-P. Cavaillé,
Les sens trompeurs. Usage cartésien d’unmotif sceptique
, “Revue Philosophique”, 1/1991, pp. 3-31; E. Mehl,
La question du premier principe dans la Recherche de la Vérité
, in Atti della giornata di studio “RenéDescartes,
La Recherche de la Vérité
”, “Nouvelles de la Republique des Lettres,1/1999, pp. 77-107; Idem,
Le méchant livre de 1630
, in AA. VV.,
Libertinage et Philosophieau XVIIe siècle
, Publications de l’Université de Saint-Étienne, 1996, pp. 53-68(sui rapporti con i
Dialogues
di La Mothe Le Vayer, ma senza accettarnel’identificazionecon il “méchant livre” menzionato nella corrispondenza con Mersenne). Indicatividel crescente interesse per la scepsi sono anche i contributi degli studiosi cartesiani,fra i quali si ricordano: G. Rodis-Lewis,
Doute pratique, doute speculatif chez Montaigneet Descartes
, “Revue Philosophique”, 4/1992, pp. 439-449 e
Du doute vécu audoute suprême: ses limites dans le Discours
, in Atti del congresso ‘350 Años del
Discursodel Método
’, Barcellona, 1987, entrambi ristampati in Idem,
Le développement de la pensée de Descartes
, Paris, Vrin, 1997, rispettivamente alle pp. 96-105 e 113-131; S.Gaukroger,
The Ten Modes of Aenesidemus and the Myth of Ancient Scepticism
,“British Journal for the History of Philosophy”, 2/1995, pp. 371-387 e Idem,
Descartes. AnIntellectual Biography
, Oxford, Clarendon Press, 1995, pp. 304-321. Fra i contributiprecedenti vanno almeno ricordati: Myles Burnyeat,
Idealism and the Greek Philosophy.What Descartes saw and Berkeley missed
, “The Philosophical Review”, XLI,1/1982, pp. 3-39, fondamentale nel determinare la peculiarità del dubbio cartesianorispetto alle fonti dello scetticismo antico; Burnyeat è anche curatore dell’importanteraccolta
The Skeptical Tradition
, University of California Press, 1983 (che include ilsaggio di B. Williams,
Descartes’ Use of Skepticism
, pp. 337-352). Ancora importanteilsaggio, innovativo per le fonti tardo-medievali, di T. Gregory,
Dio ingannatore e geniomaligno. Nota in margine alle Meditationes di Descartes
, “Giornale critico dellafilosofiaitaliana”, 4/1974, pp. 477-516.
sere recuperati all’interno di un progetto strettamente epistemologicocome quello cartesiano, rivolto a ricavare dalle difficoltà scetticheprincipicerti e indubitabili; né gli argomenti adottati stavano tutti su unpiede di parità, ma alcuni venivano privilegiati rispetto ad altri. Ad unconfronto storiografico più esigente la presa di posizione cartesianaapparivacaratterizzata quindi non solo dall’adozione di argomenti e figurescettiche di diversa provenienza, ma anche dal ridimensionamento odall’abbandono di alcune di esse. Una comprensione adeguata delconfronto
Leave a Comment
*Nsu empeno **