In questo numero ci siamo occupati di esclusione sociale al femminile. Nel 2006 le utenti dei dormitori bolognesi sono state 108, ma il fenomeno, natu- ralmente, \u00e8 molto pi\u00f9 complesso e coin- volge anche chi una casa ce l'ha, come le donne migranti analfabete, o le pro- stitute vittime della tratta.
Girando per strada, tra dormitori e laboratori di informatica e di sartoria, abbiamo capito che spesso in gioco non c'\u00e8 soltanto il mero bisogno economico, ma anche la necessit\u00e0 di parlare con la propria voce o acquisire competenze, e quindi di riuscire a farcela da sole.
Abbiamo cercato di capire, allora, come funzionano progetti creati ad hoc per un'utenza femminile e come cambiano quelli che erano stati pensati soprattut- to per uomini.
Al primo tipo appartiene il progetto SIID2 (Servizio Itinerante Inserimento Donna), promosso dall'Associazione Amici di Piazza Grande, che organizza laboratori di sartoria e percorsi di rein- serimento professionale delle senza fissa dimora. Anche l'associazione Fiori di Strada si occupa soltanto di donne. Abbiamo passato una notte con loro, tra Borgo Panigale e Zola Predosa, a distri- buire preservativi, the caldo e biglietti da visita alle prostitute di Bologna, soprattutto a quelle che sono vittime della tratta.
Di questo grave problema sociale si parla anche nell'intervista alla respon- sabile di una cooperativa sociale che dal 1998 d\u00e0 lavoro a donne costrette a pro- stituirsi. Abbiamo poi incontrato le \u201cmamme del Fioravanti\u201d durante il loro ultimo giorno di scuola. Si tratta di quindici donne straniere madri di stu- denti dell'istituto professionale \u201cFioravanti\u201d che hanno deciso di parte- cipare a corsi di italiano e di informati- ca. Per saperne di pi\u00f9 di donne e nuove tecnologie, siamo andati a un convegno del Centro Poggeschi sul \u201cgender divi- de\u201d e abbiamo scoperto che cosa fa Marzia Vaccari, responsabile del proget- to Techn\u00e9 Donne.
Mauro Picciaiola, Carlotta Zarattini, Mariella Libergoli, Gabriella Penna, Gaetano Massa, Laura Caretto, Viviana Melchiorre, Giuseppe Mele, Marika Puicher, Raffaella Ruffo, Luisa Begani, Sara Di Taranto, Massimo Righi,Maddalena Fre.
01.07.2007
Anno XIV - Numero 6
16 pagine
Questo mese Piazza Grande tratta di un tema troppo spesso dimenticato, quello della povert\u00e0 al femminile.
Abbiamo deciso di dedicare a questo
tema un inchiesta partendo da un luogo
comune: quello secondo cui in strada ci
sarebbero poche donne. Purtroppo non
\u00e8 cos\u00ec: le donne in strada devono difen-
dersi da molte violenze e da altrettante
prevaricazioni e se hanno figli tendono a
non essere in contatto con i servizi, per
paura che quegli stessi figli gli vengano
portati via.
Per questo, e per altri motivi, la presen- za delle donne in strada \u00e8 meno visibile di quella degli uomini, ma non per que- sto \u00e8 trascurabile.
Se poi si guarda oltre la strada, salendo
qualche gradino sulla scala della
povert\u00e0, si incontrano sempre pi\u00f9 donne
sole o con figli, che vivono con un reddi-
to ben al di sotto della fatidica soglia
della sussistenza. Anche questa catego-
ria di donne \u00e8 poco visibile, e anche
questa categoria di donne non \u00e8 trascu-
rabile. Almeno questo \u00e8 quello che pen-
siamo noi, e tramite la nostra inchiesta,
abbiamo cercato di comunicarlo.
Come ogni estate, Piazza Grande esce
con un numero doppio che rester\u00e0 in
strada a luglio e agosto. Il prossimo
numero del giornale uscir\u00e0 a settem-
bre, intanto vi auguriamo una buona
lettura e, per chi le far\u00e0, delle buone
vacanze. A presto.
Visto che siamo un giornale di strada non potevamo dimenticarci di chi in strada ci vive e quindi abbiamo visita- to il dormitorio di via Lenin, una strut- tura di accoglienza che accoglie solo donne. La storia inventata ma non troppo di una ragazza rom ci racconta come vive una quattordicenne nel campo di via Trebbo.
Sul fronte dei progetti che stanno gra- dualmente aprendosi a questioni di genere, abbiamo sentito i responsabili del Sokos, l'associazione di medici che curano immigrati senza permesso di soggiorno.
Leggendo queste righe si potrebbe pensare che c\u2019\u00e8 una disparit\u00e0, questa volta in positivo, tra le forze messe in campo e l\u2019entit\u00e0 del problema.
Poco pi\u00f9 di 100 donne passate nei dormitori in un anno, solo 60 le utenti dello sportello sociale, il 15% del tota- le. Eppure chi analizza il fenomeno delle nuove povert\u00e0 non fa che ripete- re che tra le categorie pi\u00f9 a rischio ci sono le donne sole non pi\u00f9 giovani. Le famiglie unipersonali povere sono for- mate da donne; su 100 anziani soli 84 sono donne. Nonostante i passi avanti nel superamento delle discriminazioni di genere, resta tuttora pi\u00f9 complicato trovare lavoro per una donna rispetto a un uomo. L\u2019esclusione sociale al
femminile rimane difficile da intercet- tare, \u00e8 evidente una maggiore ritrosia nel rivolgersi ai servizi.
Svincolare il welfare dal concetto rigi- do di famiglia, favorire l\u2019accompagna- mento al lavoro, agire sulla prevenzio- ne del disagio piuttosto che intervenire in situazioni gi\u00e0 compromesse. Questi sono solo alcuni esempi di intervento sui quali operatori e amministratori potrebbero trovare una comunione d\u2019intenti. Le voci ascoltate per com- porre il quadro del disagio femminile a Bologna vanno in questa direzione.
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quota indicativa di sottoscrizione \u00e8 di 31 euro annue. Per enti, biblioteche e associazioni 51 euro
Dormono fuori dalle stazioni,
nelle sale d'attesa del porto di
Napoli, nei giardini pubblici, sotto
i porticati del centro storico o
della posta centrale: sono circa
1.200 i senza fissa dimora a
Napoli. Per loro la comunit\u00e0 di
Sant'Egidio, ogni anno, pubblica
una guida che raccoglie tutti gli
indirizzi utili per chi vive in stra-
da: dove dormine, dove mangia-
re e dove lavarsi. Grazie a una
iniziativa dell'Assessorato alle
politiche sociali della Regione
Campania sono stati stampati nei
giorni scorsi migliaia di opuscoli
che saranno distribuiti nelle sta-
zioni, nei luoghi di maggiore
aggregazione delle persone
meno abbienti e attraverso le
associazioni di volontariato.
Negli ultimi 12 mesi si sono con-
tate nella citt\u00e0 campana 18 morti
\u201cdi strada\u201d. Spesso sono anziani
rimasti soli, persone con proble-
mi psichici e di droga, immigrati
e disabili a finire sui marciapiedi,
e il loro numero \u00e8 in costante
aumento.
Non sono sufficienti a Napoli le
19 mense di distribuzione gratui-
ta di pasti e soprattutto i 20 cen-
tri di accoglienza per poter dor-
mire, che raggiungono un totale
di soli 100 posti letto.
L'assessorato alle Politiche
Sociali della Regione Campania
destiner\u00e0 parte dei fondi europei
2007-2013 alla creazione di
infrastrutture di tipo sociale e si
far\u00e0 promotore di un tavolo di
ascolto con le realt\u00e0 associative
che operano nel settore dell'assi-
stenza ai senza fissa dimora.
Scoprire una Milano mai vista,
mai pensata e mai incontrata: la
citt\u00e0 dei senza dimora. Gioved\u00ec 7
e sabato 9 giugno appuntamento
al Parco Sempione per un per-
corso turistico speciale alla sco-
perta della "citt\u00e0 nascosta di un
senza dimora".
L'iniziativa, promossa dalla rete
di associazioni "Quelli della
Notte", ha proposto una visita
guidata alla citt\u00e0 mai vista: quel-
la che nasce dagli occhi di un
altro e si percorre nelle sue scar-
pe. A far da guida Roberto 42
anni, ex senza dimora, napoleta-
no.
Le "visite guidate alla citt\u00e0
nascosta" sono una iniziativa di
turismo responsabile alla portata
di tutti, destinato in primo luogo
a chi a Milano ci vive.
Una riscoperta del quotidiano, il
gusto di incontrare realt\u00e0 e per-
sone che spesso si sfiorano sol-
tanto: seguendo le orme di
"guide" un po' speciali.
L'iniziativa \u00e8 nata da un'idea
della rete di associazioni che ogni
anno promuovono a Milano la
"Notte dei senza dimora". Per
dare significato e continuit\u00e0 alla
"Giornata ONU contro la povert\u00e0"
- che si celebra ogni anno il 17
ottobre - la rete di Quelli della
Notte propone durante l'anno
eventi culturali e di sensibilizza-
zione a tema.
Sfratti e nuove povert\u00e0 a
Pechino in vista delle
Olimpiadi
Il COHRE, Centre on Housing
Rights and Evictions, ha pubbli-
cato uno studio secondo cui ad
aprile 2007 1.250.000 persone
sono state sfrattate a Pechino a
causa dello sviluppo urbano
dovuto ai prossimi Giochi
Olimpici. Altre 250.000 persone
saranno sfrattate il prossimo
anno. In totale quindi 1.500.000
persone. A ci\u00f2 si aggiunge,
secondo il COHRE, il problema
della violenza e repressione per-
petuate nei confronti delle vitti-
me degli sfratti. Lo studio evi-
denzia come il fenomeno si sia
gi\u00e0 presentato in passato in
occasione di grandi manifesta-
zioni di questo genere, per
esempio per le Olimpiadi di Seul
del 1988 o ad Atlanta nel 1996.
Stati Uniti: senzatetto abban-
donati in strada dagli ospe-
dali
Negli USA sono stati recente-
mente ripresi da telecamere due
episodi di \u201cpatient dumping\u201d,
finora rimasta una leggenda
metropolitana per assenza di
prove: pazienti senzatetto ven-
gono \u201cscaricati\u201d in strada da
alcuni ospedali statunitensi. I
pazienti vengono curati solo per
un breve periodo, obbligatorio
per legge, e poi abbandonati
perch\u00e9 sprovvisti di assistenza
medica e parenti.
I due episodi sono avvenuti a
Skid Row, un quartiere di Los
Angeles con la pi\u00f9 alta concen-
trazione di senza dimora degli
Stati Uniti, circa 10.000 persone
spesso afflitte da seri problemi
di dipendenza. Le telecamere
erano state installate da un\u2019as-
sociazione che d\u00e0 rifugio ai sen-
zatetto. Nel video si vede lo
\u201cscarico\u201d di Carol Ann Reyes,
una senzatetto di 63 anni affetta
da demenza, caricata su un taxi
senza scarpe n\u00e9 mutande e di
Gabino Olvera, un senzatetto
paraplegico di 41 anni, lasciato
davanti a un rifugio per home-
less.
La Kaiser, il pi\u00f9 grande gruppo
no-profit del settore negli Usa,
ha accettato di finanziare alloggi
per senzatetto e di costruire una
clinica gratuita, destinando allo
scopo 500mila dollari (370mila
euro). Sono stati promessi
anche una revisione delle proce-
dure per il trattamento degli
homeless, nonch\u00e9 un corso di
addestramento per gli operatori
sanitari. Risulta per\u00f2 difficile
controllare il fenomeno, cos\u00ec
come dimostra il fatto che circo-
lasse voce da anni del \u201cpatient
dumping\u201d ma che sia stata
necessaria la documentazione
video per agire. Il sistema sani-
tario americano \u00e8 in ogni caso
motivo di dibattito nel paese, e
uno dei punti nella campagna
elettorale per le presidenziali del
2008.
Quaranta detenuti del carcere di
Rebibbia beneficeranno a breve
del progetto pilota di tele- uni-
versit\u00e0 a distanza, organizzato
dal garante dei detenuti della
regione Lazio, Universit\u00e0 Tor
Vergata di Roma, Fastweb e
Laziodisu. I detenuti saranno
studenti a tutti gli effetti. Le
lezioni saranno sotto forma di
video conferenze da seguirsi in
apposite sale multimediali, e gli
esami saranno sostenuti con lo
stesso metodo interattivo. Il
costo dell'iniziativa non \u00e8 altissi-
mo, 300 mila euro, motivo per
cui secondo i promotori potrebbe
essere riprodubile in altre carce-
ri.
Gli attori dell'associazione cultu-
rale "Teatro dei mignoli" accom-
pagnano a casa chi lo richiede,
soprattutto donne sole o anziani,
per contrastare il senso di insi-
curezza e isolamento nelle ore
notturne, segnalando inoltre alle
forze dell'ordine le situazioni cri-
tiche. Il servizio viene svolto alle
fermate e a bordo degli autobus.
Gli attori portano ali da angelo,
fascia da assistente civico e un
cartellino identificatore.
Partner del progetto \u00e8 il settore
politiche per la sicurezza del
Comune di Bologna con la colla-
borazione di Atc spa.
\u00c8 stato presentato oggi il XVI
rapporto Spi Cgil-Cer su indicato-
ri di benessere e politiche sociali.
Secondo questo studio, la
povert\u00e0 interessa oggi l\u201911%
delle famiglie italiane, superando
anche il 25% nel Mezzogiorno.
Rispetto agli altri paesi
dell\u2019Europa continentale, l\u2019Italia
soffre di una maggiore sperequa-
zione nella distribuzione del red-
dito (superata solo dal
Portogallo). Altro problema \u00e8 la
maggiore diffusione della cosid-
detta "privazione di base", ovve-
ro l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere ad
alcuni bisogni (per esempio:
riscaldare la casa, pagare le bol-
lette, mangiare carne o pesce,
uscire con gli amici, effettuare
almeno un periodo di vacanza
l\u2019anno). In Italia inoltre i cittadini
sono pi\u00f9 vulnerabili rispetto al
rischio di perdere il livello di
benessere raggiunto, causa per-
dita del lavoro o malattia. Da
sottolineare ancora come nel
nostro paese l\u2019individuo sia pro-
tetto molto pi\u00f9 dalla famiglia
(quando c'\u00e8), che dal sistema di
welfare.
Il servizio \u201cPronto intervento
Sociale \u201cSerenitAnziani\u201d \u00e8 diven-
tato un chiaro punto di riferimen-
to per tutti gli anziani che d'esta-
te restano soli in citt\u00e0. Dopo l'in-
teresse ed il buon esito sociale
dello scorso anno, il servizio
riprende quest'anno e inizier\u00e0 il
18 giugno per concludersi il 30
settembre.
Il progetto \u00e8 rivolto a tutti i citta-
dini ultra 65enni residenti nella
citt\u00e0 di Bari, il cui medico abbia
certificato le condizioni di salute
precaria fisica ma anche psicolo-
gica, e che abbiano difficolt\u00e0 a
provvedere autonomamente alla
risoluzione di problemi in casi di
emergenza.
Tra i numerosi interventi previsti
si pu\u00f2 usufruire anche della pro-
posta chiamata \u201cPony della soli-
dariet\u00e0\u201d. Si tratta di un servizio
attivo tutti i giorni dalle ore 9.00
alle 19.00, per portare a domici-
lio la spesa, i medicinali o altri
beni di prima necessit\u00e0. E' inoltre
previsto un servizio mensa per
coloro che sono senza fissa
dimora (segnalati all'Assessorato
alle Politiche Sociali) che verr\u00e0
erogato solo per il mese di ago-
sto, presso il Centro Aperto
Polivalente per Anziani in via
Dante 104, Bari. L'iniziativa \u00e8
una concreta sinergia di diversi
enti e realt\u00e0 locali. L'intero servi-
zio \u00e8 promosso dall'Assessorato
alle Politiche Sociali del Comune
di Bari e dalla ASL di Bari, affida-
to alla Cooperativa Sociale Gea.