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JOHN AJVIDE LINDQVISTLASCIAMI ENTRARE(Låt Den Rätte Komma In, 2004)
a Mia, la mia Mia
Il luogo
Blackeberg.Fa pensare a quei dolci rotondi di pasta di cocco, magari fa venire inmente la droga. Una vita decente. Si pensa alla metropolitana, aisobborghi. Poi probabilmente non viene in mente nient'altro. Anche lì,come dappertutto, ci abita della gente. È per questo che il quartiere è statocostruito, perché le persone avessero un posto dove abitare. Non è un luogo cresciuto in modo naturale, no. Qui, tutto è stato predisposto sin dall'inizio. La gente ci è andata a vivere non appena tuttoera pronto. Edifici di cemento, scagliati nel verde.Quando questa storia ha inizio, il quartiere di Blackeberg esisteva già datrent'anni. Si potrebbe pensare allo spirito dei pionieri. Al Mayflower, auna terra sconosciuta. Sì. Immaginare case vuote che aspettano la gente.Ed eccola che arriva!Passando sul ponte di Traneberg con il sole e le visioni davanti agliocchi. L'anno è il 1952. Le madri portano i loro piccoli in braccio espingono le carrozzine o li tengono per mano. I padri non portano zappe e badili, ma elettrodomestici e mobili funzionali. Con tutta probabilitàstanno cantando qualcosa. Forse l'Internazionale. Oppure un salmo, aseconda del credo religioso.Il quartiere è grande. È nuovo. È
moderno.
Ma non è andata così.Arrivavano con la metropolitana. O con le auto, o con i furgoni deitraslochi. Uno dopo l'altro. Entravano negli appartamenti vuoti con le lorocose. Le sistemavano sugli scaffali e negli armadietti su misura,disponevano i loro mobili sui pavimenti di linoleum. Ne compravano dinuovi per riempire i buchi.Quando finivano alzavano gli occhi e guardavano la terra che gli erastata data. Uscivano dai portoni e trovavano gli spazi già predisposti.Bisognava solo adattarsi a quello che c'era.C'era un centro. C'erano spaziosi parchi gioco per i bambini. C'erano
 
ampie aree verdi fra le case. C'erano molte stradine per i pedoni.Un bel posto. Questo si diceva la gente seduta al tavolo della cucinaqualche mese dopo che si era trasferita.«Siamo arrivati in un bel posto.»Una sola cosa mancava. Una storia. A scuola, dato che non esisteva, i bambini non dovevano scrivere temi sul passato di Blackeberg. Sì. C'era lastoria di un mulino. Un personaggio strano. Sorgevano strane case giù,vicino all'acqua. Ma era tanto tempo fa e non c'era alcuna relazione con il presente.Dove ora ci sono le case a tre piani, prima era tutta foresta.Erano lontani dai misteri del passato, non avevano neppure una chiesa.Un sobborgo di diecimila abitanti senza una chiesa.Fa capire molto sulla modernità e la razionalità del luogo. Un luogodove si poteva essere liberi dalle calamità e dal terrore della storia.Tutto questo spiegava perfettamente quanto fossero impreparati. Nessuno li vide quando si trasferirono.A dicembre, quando alla fine la polizia riusa rintracciare iltrasportatore che aveva effettuato il trasloco, questi non aveva molto daraccontare. Nella sua agenda del 1981, aveva soltanto scritto «18 ottobre: Norrköping-Blackeberg (Stoccolma)». Ricordava che si trattava di unuomo e di sua figlia, una ragazza carina.«Ah, sì, fra l'altro. Non avevano molte cose. Un divano, una poltrona,dei letti. Un lavoro facile. E ricordo che... sì, volevano andarci di notte. Hodetto all'uomo che sarebbe stato più costoso. Ma non ha fatto storie.Voleva che ci andassimo di notte. Sembrava importante. È successoqualcosa?»La polizia gli raccontò quello che era successo, chi aveva portato nel suocamion. Sbarrò gli occhi e fissò l'appunto sulla sua agenda.«Che mi venga un colpo...»L'uomo fece una smorfia come se la sua calligrafia lo disgustasse.
18 ottobre: Norrköping-Blackeberg (Stoccolma)
Era stato lui a portarli lì. L'uomo e sua figlia. Non lo avrebbe detto a nessuno. Mai.
PARTE PRIMAFortunato colui che ha un amico così
 
Le pene d'amore sono un orroreun vero orroreragazzi,SIW MALMKVIST,
 Pene d'amore
I never wanted to kill, I am not naturally evilSuch things I do just to make myself more attractive to youHave I failed?MORRISSEY(l'ultimo dei famosi playboy internazionali)
Mercoledì 21 ottobre 1981
«Allora, cosa credete che sia questo?»Gunnar Holmberg, commissario della centrale di polizia di Vällingby,alzò un piccolo sacchetto di plastica con dentro della polvere bianca.Forse eroina, ma nessuno ebbe il coraggio di rispondere. Nessuno volevaessere sospettato di conoscere roba simile. Specialmente chi aveva unfratello o un amico del fratello che la usava. Che si iniettava
borse.
Persinole ragazze erano rimaste in silenzio. Il poliziotto scosse il sacchetto.«Credete che possa essere lievito per dolci? Farina?»Un mormorio negativo. Il poliziotto non doveva credere che quelli dellaclasse 6B fossero degli idioti. In verità, era impossibile decidere cosa c'eraall'interno del piccolo sacchetto, ma la lezione era sulla droga, quindi era possibile trarre delle conclusioni. Il poliziotto si rivolse all'insegnante.«Ma non imparano l'economia domestica?»L'insegnante sorrise e scrollò le spalle. La classe scoppiò in una risata, il piedipiatti era okay. Prima dell'inizio della lezione, aveva persino lasciatoche alcuni ragazzi toccassero la sua pistola. Scarica naturalmente, però...Oskar era eccitato. Conosceva la risposta. Odiava stare zitto quandoconosceva la risposta giusta. Sapeva che quello che stava per fare erastupido, ma alzò la mano ugualmente.«Sì?»«È eroina, non è vero?»«Proprio così» disse il poliziotto con uno sguardo gentile. «Come haifatto a indovinarloI compagni si girarono verso di lui, curiosi di sentire quello che
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Fatto. Gloria e onore ai documenti fake xD

Non me lo fa scaricare -.-"

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