Gabriel García Márquez è un caso esemplare. Non ha fatto altro che ripresentare con la modernaetichetta di 'romanzo' –prodotto offerto al pubblico attraverso quel 'nobile' supporto che è il libro– icontenuti erano quotidiano oggetto di esibizione dei cantastorie colombiani. Dettaglio nontrascurabile, sempre ricordato dallo stesso García Márquez, non si trattava di cantastorie qualsiasi:le storie che lui ci narra non sono altro che i racconti che ascoltava narrare da sua nonna.
Zolle, gomitoli e terre incognite
Le narrazioni sono importanti per ogni popolazione. Sono importanti per i conterranei di GarcíaMárquez, per gli abitanti di qualsiasi villaggio e di qualsiasi metropoli. Per i lavoratori di qualsiasiazienda.Per noi che viviamo nelle organizzazioni, o comunque di sforziamo di capire come e perché leorganizzazioni funzionano, la necessità della narrazione è particolarmente evidente. Il motivo è ilseguente: le metafore meccaniche –tipica metafora: un immenso orologio, sistema perfettamenteregolato di ingranaggi– o organicistiche –la stessa metafora del corpo umano, fatto di organispecializzati, ci suona inadeguata– ci appaiono del tutto inadeguate a descrivere la realtà cheabbiamo sotto gli occhi. Non possono certo bastare procedure informatiche e disposizioni operative,descrizioni di processi, organigrammi, mansionari.Il mondo, anche il mondo in apparenza regolato da un 'modello organizzativo', o da 'leggieconomiche', ci appare come un agglomerato informe. Pensiamo al latino
glomus
, ‘gomitolo’. Un“groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo”, fa dire Gadda alcommissario Ingravallo. Non deve meravigliarci che da qui discenda
globo
, e quindi
globalizzazione
. Lo scenario è sempre più evidentemente complesso, ‘mucchio’, ‘ammasso’, ‘moltitudine’, a un primo sguardo informe.
Glomeratus
: ‘mescolato’, ‘impastato’. In origine sta l'idea di una massa di terra. Come leggerequesto testo –tessuto, intreccio– informe, in apparenza illeggibile? Torniamo all'etimologia eseguiamo allo stesso tempo il ragionamento di Gadda.In origine
gleb-
, una radice attestata in Italia e nelle aree germanica, baltica e slava, che ci parla di‘afferrare (una zolla di terra)’.
Colgo questa metafora: ciò che è afferrabile è solo una zolla di terra,e la speranza, il gesto sul quale si basa la conoscenza, sta nel fatto che quella zolla che –inapparenza per caso– ho preso in mano, mi racconti la storia di tutto quel terreno. Ora, questo èesattamente il senso originario di
plot. Plot
, l'espressione inglese, malamente traducibile in italianocon 'trama' o 'intreccio', sta in origine proprio per 'small piece of ground'. Anche qui: piccolo pezzodi terra, zolla. Non mi interessa qui tirare tutte le fila del discorso. Del resto, la stessa idea di poter tirare tutte lefila del discorso è fallace. La 'trama', il tessuto di ogni testo (anche dei testi dei grandi autori), cosìcome la realtà delle organizzazioni che abbiamo sotto gli occhi, anche delle organizzazioni migliori)ci appaiono lontane dalla perfezione.Ci è più utile qui la metafora del gomitolo – il gomitolo viene prima del tessuto. E dietro ilgomitolo, abbiamo visto, la massa informe, metafora ancestrale. Dice Gadda, parlando del metododi indagine del commissario Ingravallo: lì, in quella massa informe, caotica, si può scoprire “unvortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospiratotutta una molteplicità di cause convergenti.”
Chi vuole, leggendo, si può divertire a completare il quadro che ho sommariamente tracciato:stiamo parlando dell'organizzazione sottesa che Borges coglieva nella Biblioteca di Babele, stiamo parlando di ciò che la teoria delle catastrofi chiama frattali –la zolla, in scala diversa, rappresentatutto il terreno–, stiamo parlando di ciò che la teoria del caos chiama 'attrattori strani', stiamo
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Rimando, per un più compiuto sviluppo di questo ragionamento, e per i riferimenti bibliografici, a Varanini, 2004.Un approfondito esame di vizi e virtù di Gabriel García Márquez si trova in Varanini, 1998.3Vedi la voce “Globalizzazione” in Varanini, 2006.4Gadda, 1957.
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