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Schema de La Malattia Mortale di Soren Kierkegaard

Schema de La Malattia Mortale di Soren Kierkegaard

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Published by smerdiakov
Questo è un lavoro di sintesi e schematizzazione dell'opera di K. che, naturalmente, non vuole sostituirsi alla lettura del testo ma aiutarne la comprensione.

AVVERTENZE
Non è assoluto che la sintesi rispecchi in pieno le idee espresse dal filosofo nel suo libro, pertanto essa deve essere seguita comunque con spirito critico, affiancandola alla fonte.
Questo è un lavoro di sintesi e schematizzazione dell'opera di K. che, naturalmente, non vuole sostituirsi alla lettura del testo ma aiutarne la comprensione.

AVVERTENZE
Non è assoluto che la sintesi rispecchi in pieno le idee espresse dal filosofo nel suo libro, pertanto essa deve essere seguita comunque con spirito critico, affiancandola alla fonte.

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05/17/2013

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SCHEMA DE
 LA MALATTIA MORTALE
 DI S. KIERKEGAARDSTRUTTURA DELL'IO
DEFINIZIONE
:Uomo = Spirito = IoIo = è un rapporto che si rapporta con se stesso; l'io non è il rapporto(ché sarebbe unità negativa) ma il terzo elemento positivo.
ME
(-)
ANIMA
(+)
CORPO
(+)Nel diagramma: il
ME
rappresenta una sintesi. L'unità
ME
è negativa; èil terzo elemento che si definisce come non-anima e non-corpo. Sono glielementi anima e corpo a porre il rapporto
ME
.Se il
ME
si rapporta con se stesso, questo elemento negativo si pone oracome positivo all'interno di un nuovo rapporto, dove ad assumere caricanegativa sarà quello che potremmo chiamare il
SE'
.
SE'
(+)Il
SE'
risulta positivo. A questo punto, l'
Io
, inteso come
SE'
, nonappare completo nella sua struttura, poiché necessita di un altroelemento che lo ponga.
ME
(-)
ME
(-)Quindi si presentano due casi:1_ o l'intero rapporto si pone da sé;SE' / IOMEME
1
 
Qui non abbiamo propriamente unio2_ o l'intero rapporto è stato posto daaltro;IOSE'altro dal SE' Qui abbiamo l'
IO
propriamentedettoDa 2_ deriva che si possono avere due forme di disperazione:
IOIOa)b)SE'ALTRO DA SE'
Se da 1_ il rapporto (SE') fosse stato posto dal me si avrebbe solo unaforma di disperazione: disperatamente non voler essere se stesso.Da
a) 
allora deriva: disperatamente non voler essere se stesso, perchésotto la determinazione del SE' l'Io non può che essere se stessosentendo l'esigenza di seguire anche l'altra sua determinazionestrutturale (l'altro da se');Da
b) 
allora deriva: disperatamente voler essere se stesso, perché sottola determinazione dell'Altro l'Io non può che essere altro da se stessosentendo l'esigenza di seguire anche l'altra sua determinazionestrutturale (il se').
Dab)
 
può essere derivata o risolversi ogni forma di disperazione,perché l' Io da sé solo non può raggiungere l'equilibrio
(senza larelazione con l'altro l'io si trova come immerso in un gioco di specchidove non può riconoscersi come figura reale e disperatamente potrebbenon voler essere se stesso; ma appunto disperatamente, senzapossibilità di essere altro da sé)*.
La disperazione è il rapporto falso
(dentro il rapporto reale di sintesi; ilrapporto falso è un'illusione dell'Io)
 , ma il rapporto falso non è unasintesi.
Il rapporto falso è una relazione unilaterale:IO
a)
IO
b)
2
 
SE' ALTROSE'ALTRO
 
Il rapporto falso è solo la possibilità (
libertà
) di scegliere tra me e l'altroper la maturazione dell'Io. La sintesi, la struttura stessa dell'Io implica lapossibilità del rapporto falso. Se la sintesi fosse essa stessa il rapportofalso la disperazione come possibilità, come modalità non esisterebbe,ma sarebbe uno stato di natura. Quando il rapporto falso si è instauratonon segue che debba necessariamente persistere; se il rapporto falsopersiste, questo non deriva dal rapporto falso, ma dal rapporto che simette in rapporto con se stesso e mentre si rapporta a se stesso sirapporta all'altro (ovvero dall'io e dalla possibilità di autodeterminarsisecondo
volontà
).Il tempo della disperazione e non disperazione è sempre al presenteperché esse sono modalità dello Spirito, il quale è in rapporto conl'eterno, il cui tempo è sempre presente.Da ciò segue che la disperazione, il morire eternamente, è la
malattiamortale
. Allora, per converso, il giusto rapporto di sintesi, l'equilibrio, èla vita eterna.La contraddizione non superata nella sintesi dell'Io è la disperazione.Questa è la forma corretta della sintesi, dove l'Io relazionandosi a sestesso si fonda nell'Altro da sé:
IOSE'ALTRO
3

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