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albergo dei misteri

albergo dei misteri

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01/05/2010

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L’albergo dei misteri
E’ arrivato Maggio in quel piccolo villaggio di montagna. Strade strette, aria pulita, gente tranquilla.Il tutto nel cuore di una vallata di montagna.
Alleghe
, nel bellunese, è un luogo incantevole. AdAlleghe non succede mai niente. Fino a quel Maggio 1933. Fino a che il cadavere di Emma DeVentura non viene ritrovato nella camera numero 6 dell’Albergo Centrale, di proprietà dellafamiglia
da Tos
. Emma è una giovane cameriera. Una lavoratrice onesta. Una brava ragazza. Atrovarla è la figlia del padrone, Adelina da Tos, che verso le undici e trenta scende le scaledell’albergo ed esce in strada. Per dare l’allarme. Per avvertire tutti che c’è bisogno d’aiuto, che èsuccesso qualcosa di terribile. E se non proprio tutti, sul posto arrivano almeno le autorità piùimportanti del villaggio: gli ufficiali di polizia, il medico condotto, il segretario politico del Fascio.E poi, non possono certo mancare i proprietari dell’albergo, i da Tos al gran completo: il patriarcaFiore con la moglie Elvira, la figlia Adelina col marito Pietro De Biasi, il figlio minore Aldo.Accanto al cadavere, c’è una bottiglietta di tintura di iodio. Macchie di iodio si notano anche sulviso della morta che poi, ha anche la gola tagliata da parte a parte. Suicidio, sì. Non c’è dubbio.Prima una sorsata di veleno e poi, per accelelare la propria fine, un unico, terribile fendente. Così hadeciso d’andarsene, la giovane Emma. Suicidio, sì. Però è strano. Il coltello è sul comodino, ad una certa distanza dal cadavere. Ci si puòtagliare la gola , allontanarsi per posare ordinatamente il proprio pugnale per poi tornare al centrodella stanza? Quantomeno strano. Ma poi, perchè uccidersi? Vent’anni, un bel viso, un fidanzatoaffettuoso, un carattere allegro. L’ipotesi del suicidio per amore vacilla, e non poco. Ma nessunosembra aver voglia di approfondire, di andare oltre le apparenze. Suicidio. Emma, la cameriera ai piani dell’Albergo Centrale, s’è uccisa. Caso chiuso. Passano i giorni, i mesi. Ad Alleghe arriva Dicembre e con lui il freddo pungente, che ghiaccia illago. Due ragazzini ne approfittano, per andare a pattinare su quelle acque che ormai sono una patina gelida. È il 4 Dicembre 1933. I bambini sono tranquilli, finché uno dei due non notaqualcosa. Qualcosa che sporge, dalle acque ghiacciate. Incuriosito, il bambino s’avvicina. Pochisecondi: il tempo d’uno sguardo veloce. E poi, sono urla di terrore, una corsa a perdifiato per 
 
avvertire qualcuno. Nell’acqua, nell’acqua ghiacciata, c’è un cadavere. Si tratta di una donna, sitratta di Carolina, la moglie di Aldo da Tos che è il figlio minore dei proprietari dell’AlbergoCentrale. Aldo e Carolina- sposi novelli- sono tornati soltanto il giorno prima dal viaggio di nozze.Suicidio, sì. Non c’è altra spiegazione. Una donna depressa s’allontana da casa nel pieno dellanotte e si getta in un lago. Sucidio, sì. Il secondo in pochi mesi, il secondo collegato in qualchemodo ai da Tos. Ma nessuno sembra aver voglia di approfondire, di andare oltre le apparenze.Carolina Finazzer, coniugata
da Tos
, s’è uccisa. Caso chiuso. Passano i giorni, i mesi, gli anni. Ne passano ben tredici. È il 18 Novembre 1946. Ad Alleghe ènotte fonda. Notte tranquilla, notte di paese. Finchè- a rompere il silenzio- ci pensano due fortispari,quasi simultanei. A farne le spese sono Luigi e Luigia Del Monego, che vengono freddati inuna stradina stretta, senza che nessuno si preoccupi d’andare a controllare. Ma, del resto, la guerra èfinita da poco e di “buontemponi” che ogni tanto imbracciano ancora il fucile, ce n’è tanti. E così, icadaveri del “Gigio” e di sua moglie vengono scoperti solo la mattina. Ed è tutto chiaro: è stata unarapina! I due avevano con sè l’incasso della loro attività, che è sparito. La polizia mette anche lemani su due sospetti rapinatori, che vengono acciuffati e poi rilasciati quasi subito. Gli indizi a lorocarico sono insufficienti. E poi, c’è qualcos’altro che non torna. I due cadaveri sono distanti l’unodall’altra. Piuttosto distanti. Ma gli spari sono stati simultanei. Insomma, più che una rapina coninseguimento…questo sembra un agguato. Un agguato vero e proprio. Ma nessuno sembra aver voglia di approfondire. È una rapina, dicono gli inquirenti. A carico di ignoti ,ma pur sempre una“banale” rapina. Caso chiuso. Ma i del Monego avevano un amico. Un amico che si chiama SergioSaviane e fa il giornalista. Un amico al quale “Gigio” aveva confidato qualche paura, qualchesospetto, passeggiando assieme a lui davanti all’Albergo Centrale durante le vacanze estive delgiovane Sergio. Che ora torna ad Alleghe ma non per campeggiare, no. Torna perchè vuole vedercichiaro sui “suicidi” e sulla “rapina”. Il risultato è un’ inchiesta accurata per il
 Lavoro Illustrato,
un’inchiesta che “insinua” che dietro quelle morti violente ci sia un’unica mano. Ancora libera,libera di colpire di nuovo ed aiutata da un clima di omertà e paura.
 È il 1952, quando i da Tosquerelano Saviane.
I loro nomi non sono mai venuti fuori ma loro, in qualche modo, si son sentitichiamati in causa ed hanno la meglio: il giovane giornalista è infatti condannato, per diffamazione amezzo stampa. Sembra che su Alleghe debba tornare il silenzio. E il mistero. E invece no. Perchè l’articolo di Saviane finisce tra le mani di un giovane e intraprendente brigadiere, Ezio Cesca, che assieme al maresciallo Domenico Uda, decide di vederci chiaro. Matutt’intorno ci sono paura ed omertà. E allora Cesca si finge operaio, lavora in cantiere e si fa amiciin paese. Chiacchiere, bevute, confidenze, una frequentazione femminile che si rivela importante: laragazza che Ezio Cesca corteggia è un’anziana donna che, quella notte del ‘46, ha sentito gli spari.Gli spari che hanno uccisoi due coniugi del Monaco. E lei, dalla finestra, lo ha visto: ha visto uncerto Giuseppe Gasperini. Una fortuna che il Gasperini sia ancora in circolazione e che Cesca-sempre vestendo i panni dell’operaio- possa offrirgli un bicchiere di vino e proporgli un “affare”, incui si potrebbe anche dover metter mano alla pistola. 
 Non c’è problema
, lo rassicura Gasperini. Lui sa spareare e certe cose le ha già fatte. I due simettono d’accordo per vedersi l’indomani. Un cenno, un saluto, poi Cesca rivela la sua identità: nonè un operaio, è un carabiniere. Gasperini dapprima nicchia, fa il vago, cerca di depistare. Alla fine, però, fa i nomi: tutti i nomi. Vengono arrestati per primi Aldo da Tos e Pietro de Biasi. Poi tocca adAdelina,. L’accusa è quella di omicidio. Ma poi, perchè? Cos’è successo veramente? Innanzitutto,ad uccidere Emma è stata Adelina.Adelina ha afferrato Emma da dietro, le ha chiuso la bocca, le ha

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