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LA SPINTA! Nasce Dall’esigenza Di Un Gruppo

LA SPINTA! Nasce Dall’esigenza Di Un Gruppo

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LA SPINTA! foglio di controinfo
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05/11/2014

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 Tra lavoratori,precari e studenti del nord-ovest milaneseFoglio di controinformazione e collegamento
LA SPINTA! nasce dall’esigenza di un gruppo di lavoratori e lavoratrici del territorio come strumento dicontro-informazione e collegamento tra lavoratori,precari e studenti.
Il ferimento a colpi di fucile di due loro compagni è stato l’apice che ha portato alla rivolta a Rosarno daparte delle centinaia di lavoratori migranti che, dal 1990, lavorano stagionalmente alla raccoltadegli agrumi nei campi della piana di Gioia Tauro.Migranti che, da anni subiscono aggressioni e umiliazioni.Migranti che sono sfruttati sul lavoro da padroni e mafia: ricevono retribuzioni giornaliere di 15-20 euro,per le interminabili giornate lavorative dalla durata di 14-16 ore.Migranti che dopo essere stati spremuticome gli agrumi che raccolgono, vengono cacciati, perché, in tempi di crisi, il loro lavoro non serve più.Migranti obbligati a scappare dai loro paesi d’origine perché martoriati da fame e guerre causate dai go-verni dei paesi occidentali, Italia compresa. Italia che per giunta offre ai migranti condizioni di oppressioneda parte dello Stato, dal padronato e dalla mafia che li utilizzano per abbassare i salari allo scopo di fareingenti profitti e di creare la famosa guerra tra poveri che consente di governare/ci con più facilità.I LAVORATORI MIGRANTI QUESTA VOLTA HANNO DETTO NO!SI SONO PRESI LE STRADE, LA PAROLA E LA DIGNITA’!HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI RIBELLARSI AL SISTEMA MAFIOSO-PADRONALE CHE DA ANNI LITIENE IN UNA SITUAZIONE SCHIAVISTICA!in questi giorni si sono sentite tante parole da parte di politici, giornalisti e sociologi. Parole che possonoessere ridotte in due orientamenti: da una parte l’ipocrisia di chi usa il pietismo verso gli immigrati e dall’al-tra chi col razzismo cerca di rinvigorire la guerra tra poveri e guadagnarsi qualche voto.
Lavoratori migranti e italiani uniti nella lotta!Come sta avvenendo nelle cooperative della logistica della Lombardiauniti contro un unico nemico governo e padronato
 
 
Pagina 2 LOTTA DELLE COOPERATIVE GENNAIO 2010 13
Riportiamo la cronistoria della lotta dei lavoratori edelle lavoratrici delle cooperative inappalto alla Fiege Borruso di Brem-bio in provincia di Lodi,questa azien-da gestisce la logistica alimentare pervari supermercati. Questa vertenzarientra in un processo di lotta più ge-nerale che sta avvenendo all’internodelle cooperative della logistica nellaprovincia di Milano,Varese,Lodi e Pa-via, questo processo è stato innesca-to dalla lotta vincente dei lavoratori delle cooperati-ve della logistica alla Bennet di Origgio (VA),chechiedevano maggiori diritti e aumenti salariali.L’esempio della lotta di Origgio ha sviluppato tuttauna serie di condizioni affinché,anche in altrecooperative i lavoratori hanno trovato la forza e ilcoraggio di organizzarsi e aprire ver-tenze attraverso la lotta,infatti, dopoOriggio è arrivata la vittoria di un’altracooperativa a Turate e adesso aBrembio,mentre sono molte altre lesituazioni nella quale i lavoratori stan-no cercando di organizzarsi per lapropria difesa.In questa fase in cui il capitalismo hainiziato il suo declino nel quale la ri-cerca di maggiore profitto lo porta a ridurre sempredi più salari e diritti, diventa per noi importante allar-gare questa esperienza in più posti di lavoro possi-bile per creare le condizioni per una difesa reale ditutti i lavoratori e le lavoratrici.
Vince la lotta degli operai della Fiege Borruso di Brembio
15 Dicembre 2009
La cooperativa ucsa subentra alla cooperativa RZS New projet per il cambio d’appalto, essa prevedeva l’applicazio-ne del contratto multi servizi che riduceva i salari,l’assunzione di 33 operai su 68 e lo spostamento degli altri a 50 kmdi distanza. I lavoratori rispondono con due giorni di sciopero e picchetto.
30 Dicembre
In questo giorno era previsto il tavolo di trattativa con la nuova cooperativa che non si presenta e per i 35 operai chenon avevano accettato il peggioramento delle proprie condizioni imposto dalla nuova cooperativa scatta il licenzia-mento.Dalle 13 parte la protesta e i 35 lavoratori tutti immigrati iscritti allo Slai-cobas bloccano i camion in entrata e in usci-ta, la reazione dell’azienda è immediata e dopo aver minacciato i lavoratori chiama un’ingente schieramento di forzedi polizia e carabinieri.
 
Polizia e carabinieri guidati da agenti della DIGOS arrivano immediatamente sul posto, prima minacciano i lavoratoridicendogli che gli avrebbero tolto il permesso di soggiorno,poi li identificano e infine con manganelli,calci,pugni espintoni cercano di spostare il picchetto,la resistenza dei lavoratori è determinata e riesce a tenere saldo il picchetto.Intorno alle 18 la polizia parte con un’altra carica più violenta contro il picchetto nel quale vengono arrestati un lavo-ratore e il coordinatore dello Slai cobas di Cremona,mentre due operaie vengono ammanettate ai cancelli e altri 7vengono feriti.(è tutto documentato da filmati fatti girare alla stampa e visionabili su you tube).
 
La notizia delle cariche e degli arresti inizia a diffondersi tanto che intorno alle 21 arrivano una cinquantina di lavora-tori e compagni a rinvigorire il picchetto e chiedere la liberazione degli arrestati.
 
31 Dicembre
Alle ore 6.00 ancora picchetto e blocco,mentre alle 10.30 un centinaio tra lavoratori e compagni di comitati,centrisociali e associazioni vanno prima in tribunale a chiedere la liberazione degli arrestati che vengono scarcerati in atte-sa di processo, infine si spostano in corteo per le vie di Lodi sotto la prefettura dove era in corso un tavolo straordi-nario tra azienda,prefetto e sindacati. La trattativa si concludeva con un accordo fra CGIL-CISL e cooperativa allapresenza del prefetto, non sottoscritto dallo Slai Cobas, perché non garantiva il posto di lavoro e il salario alle prece-denti condizioni.Per 4 giorni la lotta prosegue con un picchetto sostenuto da decine di lavoratori e compagni che ha raggiunto la pre-senza di 150-200 persone.
4 Gennaio 2010
Alle 16.30 viene convocata una nuova trattativa tra Fiege,cooperativaucsa, CGIL-CISL, il sindaco di Brembio e lo Slai-cobas che rappre-sentava i 35 lavoratori.In questa giornata i padroni della cooperativa cedono e viene sotto-scritto un accordo che prevede la riassunzione di tutti i 68 lavoratorialle condizioni precedenti. CGIL e CISL dopo avere fatto i cani daguardia del padrone sono stati costretti ad accodarsi all’esito dellalotta.
 
 Numero 13 Dicembre influenza “suina”- pensioni Pagina 3
La riforma sulle pensioni varata nell’ultimo governo Prodi è stata l’ultima delle tante riforme che hanno innalzato l’età pensionabile e ridotto l’assegno pensionistico.L’introduzione del meccanismo delle quote, ha innalzato l’età pensionabile. Quella utile per andare in pensione attualmente è 95, data dalla somma tra un minimo di età anagrafica di 59 anni + 36 di contributi versati oppure 60 + 35. Nel 2011 la quota salirà a 96 quindi 60 anni di età e 36 di contributi oppure 61 + 35. Dal 2013 la quota sarà 97 risultante da 61 + 36 oppure 62 + 35.Inoltre la riforma Prodi del 2007 ha introdotto una vec- chia norma contenuta nella riforma Dini e fino ad oggi mai applicata che farà in modo che dal 1°gennaio 2010 e con cadenza triennale partirà un adeguamento al ri- basso dei cosiddetti coefficienti di trasformazione, che ridurranno nettamente il valore dei futuri importi pensio- nistici.La perdita per gli attuali quarantenni è al'incirca di un 3- 4.000 euro annui e per i nuovi assunti di oltre 5.000 eu- ro. Con il passar degli anni, le perdite saranno ancora più consistenti. Tali coefficienti sono legati all'età ana- grafica: ora a 57 anni il coefficiente di trasformazione è 4,720 e nel 2010 sarà 4,419 con un calo del 6,38%; a 65 anni si passa dall'attuale 6,136 al prossimo 5,620 con un calo dell'8,41%) ed in percentuale la perdita è maggiore se si resta più anni al lavoro.L’ultima novità del 2010 è invece opera del ministro del lavoro Sacconi che ha inserito una clausola in cui si sta- bilisce che dal 2015 scatterà un incremento automatico dell'età pensionabile collegato all'aumento delle aspetta- tive di vita, le statistiche dicono che nei prossimi 40 anni ci sarà un incremento di 6 anni dell’età minima per anda- re in pensione. E’ chiaro ancora una volta come il sistema pensionistico fatto di soldi che i lavoratori accumulano attraverso il salario e il lavoro sia usato dai governi di centro-destra e centrosinistra per finanziare la spesa pubblica, la finanza e la confindu- stria, soprattutto in un momento di forte crisi come quello attuale. Questo ci viene confermato dal fatto che da una parte il governo preleve- rà ingenti somme di TFR per finanziare delle spese con- tenute nell’ultima Finanziaria di Tremonti, mentre dall’al- tra è chiaro l’intento delle ultime modifiche in campo pensionistico: aumentare l’età pensionabile per rispar- miare sulla spesa pubblica e abbassare le pensioni per incentivare l’adesione ai fondi pensione privati. Fondi pensione sponsorizzati da CGIL-CISL-UIL-UGL, che hanno dimostrato la loro poca affidabilità negli ultimi 2 anni, perché a causa della caduta delle borse il TFR in- vestito nei fondi pensione che si valuta o svaluta a se- conda dell’andamento della finanza si è svalutato netta- mente rispetto al TFR lasciato in azienda.
A Settembre giornali e televisioni terrorizzavanol’Europa raccontandoci storie di epidemie terribili,un influenza mai vista che avrebbe fatto una stragetra anziani e bambini, ma non solo.Secondo i mezzi di informazione chi non si fossevaccinato era un irresponsabile, un untore ( comeal tempo della peste), che avrebbe trasmesso virusdevastanti a tutta la collettività.Stiamo parlando ovviamente del virus a/h1n1 dettocomunemente influenza suina.Noi avevamo scritto su questo foglio che era tuttauna bufala, che i vaccini non erano sicuri, anzi cheerano stati scarsamente testati sull’uomo, che con-tenevano degli stabilizzanti che erano nocivi allanostra salute; ma non solo, avevamo detto che eratutta una manovra per arricchire le case farmaceuti-che che li producevano, colossi della chimica comeNovartis, Glaxo e così via. I soliti comunisti, avreb-be detto Berlusconi,i soliti comunisti hanno pensatotanti altri,ma a vaccinarsi non sono poi stati in molti,si vede che noi e chi come noi qualche dubbio l’hacreato.E questa volta è l’evidenza a darci ragione:“milioni di vaccini contro l’influenza A sono sul mer-cato, in cerca di acquirenti, la buona notizia è chela pandemia del secolo non si è rivelata tale.Quella cattiva è che i governi europei si ritrovanocon i magazzini pieni di una merce per la quale ladomanda è crollata” Repubblica 4 gennaio 2010.La domanda è crollata; ecco il crucio dei nostri gior-nalisti, degli esperti e degli economisti:la domanda.Tutto un meccanismo per succhiare i soldi alla gen-te dicevamo, e la frase in questione ci da ragione.Domanda-offerta, leggi di mercato. E noi come sia-mo considerati? Consumatori di medicine per di piùpotenzialmente pericolose, clienti che devono riem-pire le già pesanti tasche dei padroni della farma-ceutica? Si , non c’è nessun dubbio , è così che ciconsiderano.Ma buona parte di noi ha dimostrato che proprioscemi non siamo, chi non si è fatto vaccinare nonha creduto alla propaganda terroristica di quei gior-ni, e questo nonostante l’aria che tira è un buonsegno.Se ora i governi dell’Europa cercano di vendere ivaccini sotto prezzo in giro per il mondo, se questainfluenza ha fatto meno morti di quella nemmenopresa in considerazione del’anno passato non puòche voler dire che:questa volta non hanno potuto far finta di niente, ilnaso di Pinocchio si è allungato sotto gli occhi ditutti, e che i soliti comunisti avevano ragione non lodice nessuno?Allora lo ripetia-mo noi , aggiun-gendo alle istru-zioni per l’usoquando si sorbi-scono notizie dal-la propagandaufficiale: favori-scono i guadagni
Peste e corna
Ancora attacchi alla pensione,ci vogliono fare morire sul lavoro —

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