test pre-natalisem-bra-noaver preso una dimensioneiperbolica, se si considerano lebasi scientifiche incerte su cui sifondano. Emerge un commerciodei rischi che produce angoscia eansia». A lanciare l’allarme è ilprofessor Roland Gori, il notopsicopatologo e saggista franceseall’origine di un recente appello,sottoscritto da numerosi edeminenti specialisti di ginecologiaed ostetricia, sulle derivetecnocratiche legateall’accompagnamento dellaprocreazione. L’appello, inFrancia, ha rotto il ghiaccio su unautentico tabù. E allargando lapropria riflessione, lo studiosonon esita a parlare di minaccefuture di «distruzionedell’umanità nell’uomo a favoredi una riproduzione tecnica dellaspecie».
Professore, cosa l’ha spinta alanciare l’allarme?
Da anni lavoro sulle deriveideologiche e psicopatologichelegate alla medicalizzazionedell’esistenza. Viviamo in una
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Avvenire
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Giovedì, 28 gennaio 2010
Diagnosi prenatali, l’eugenetica di massa
di
Daniele Zappalà
società che attraversa una crisietica e in cui i politici tendono arivolgersi alle scienze della vita,come la medicina, per costruireun sistema di disposizioni sullecondotte individuali. Diventaevidente più che mai il pericolo diuna gestione pseudoscientifica etecnica del vivente, capace diripetere persino certi orrori delrecente passato. Sul pianopsicopatologico, ciò conduce auna dispersione negli individui diun’etica della critica e dellaresponsabilità. Nello specifico,l’incontro di diversi specialisti nelcampo dell’ostetricia mi ha fattoprendere coscienza dellageneralizzazione delle diagnosiprenatali. In certi reparti, mi èstato spiegato con inquietudine, ledonne incinte vengono ormaiquasi braccate. A giustificarequest’atteggiamento è la pretesa dianticipare i rischi per i nascituri.Ma diversi test paiono abusivi econfigurano anzi una specie di"commercio del rischio". Ledonne incinte vengono invitate asottoporsi a numerosi test anchesu patologie eventuali su cui nonesistono cure. Si spalanca dunqueuna questione etica enorme. Tantopiù se si considerano leconseguenze psicologichedisastrose sulle donne. Qualcosadi naturale come la gravidanza neicasi peggiori può ridursi a unaprova costante inflitta alla loropsicologia. Eppure,scientificamente, la definizione dimolti di tali rischi restacontroversa.
Si può parlare di una colonizza-zione dei progetti d’avvenire del-le famiglie?
È così. È qualcosa di simile allerecenti pretese di predire ladelinquenza a partire da certidisturbi del comportamento neibambini di neppure 3 anni. Inquel caso, si partiva da studi suitopi mutanti e da articoli moltocontroversi. Si arriva in entrambi icasi ad aberrazioni checonfondono predizione eprevenzione.
Queste forme di determinismoapplicate all’uomo paiono rima-re con scientismo...
In proposito, emerge un pericoloche in certi casi si potrebbedefinire totalitario. Oggi, in nomedi una certa concezione dellascienza, del principio diprecauzione, della prevenzionedei rischi, l’individuo può finiresotto osservazione fino alle pieghepiù intime della sua esistenza. C’èil rischio, insomma, di calibraregli individui così come si fa giàoggi in Europa con i pomodori,cioè a partire da considerazionitecnocratiche. È un approcciopolitico fideistico verso la scienzache tende a escludere il sensoindividuale della responsabilità edella solidarietà.
A livello clinico, che conseguen-ze può avere questa pressionesulle persone che comincia an-cor prima della culla?
Da tempo m’interesso allapossibilità di veder emergere ciòche chiamo "patologie delnichilismo". I sintomi che vediamo oggi moltiplicarsi, dallepiù diverse dipendenze allastrumentalizzazione dell’altro, misembrano sempre più il rovesciodella medaglia di questa nuovaciviltà contabile, normativa,pseudoscientifica.
La gravidanza è il momento per eccellenza di contatto col miste-ro della vita. L’offensiva tecno-cratica che lei denuncia produceuna perdita di senso?
Credo di sì. Diversi filosofiavevano visto in passato la scienzanon certo come un mezzo per chiudere i conti col mistero. Ma alcontrario, come una via che apre,attraverso la conoscenza, spazi per nuovi misteri ed enigmi. Oggi,spesso, la concezione dellascienza applicata al vivente tendeinvece pericolosamente adavvicinarsi al produttivismo e auna visione fino a ieri riservataall’industria.
Ciò è legato direttamente agli in-teressi economici in gioco dietroil "commercio dei rischi"?
Nel caso dei test prenatali, cosìcome in altri ambiti dello stessogenere, esiste una porosità ormaiestrema fra gli interessicommerciali e industriali, da unaparte, e le politiche sanitarie. Unaminima variazione nei valorigiudicati dai poteri pubblici comeuna norma sanitaria possonotradursi per l’industria in notevolioscillazioni del proprio girod’affari.
In Europa si allarga il dibattitosui rischi di derive eugeniste. InFrancia, a gettare il sasso è statoil professor Didier Sicard, ex pre-sidente del Consiglio consultivod’etica. Che ne pensa?
Sono d’accordo col professor Sicard, anche se abbiamo approccial problema diversi.Personalmente, parlerei di unrischio di eugenismo neoliberale.Sulle questioni legate al vivente,gli esperti tendono oggi aprendere il posto di figure guidacapaci di richiamare la coscienzamorale. Il regno degli espertitende a dirci in modo sempre piùchiaro che la verità è la norma. Sitratta di una follia.
E ciò giunge proprio quando, incampi come la ricerca in biolo-gia, emergono più che mai certilimiti conoscitivi della scienza.Un paradosso?
Proprio così. L’onore della scienzasta nel riconoscere che non harisposte a tutto, in particolare nelcaso dell’umano. Oggi in Europastiamo vivendo una vera ondatadi morale utilitarista senza ancorapossedere gli antidoti. Ma restoconvinto che potremo trovarli intre modi: tornando all’etica deinostri mestieri scientifici, grazie auna riflessione epistemologicasulla scienza e infine attraverso unimpegno pubblico disensibilizzazione.
Parla Roland Gori,lo psicopatologo e scrittorelaico francese che halanciato l’appellodi intellettuali e medicipubblicato da «Le Monde»contro la derivatecnocratica dellaprocreazione. «Donneincinte braccate negliospedali per esami abusivi einutili. L’individuo finisce sotto osservazione fino allepieghe più intime della suaesistenza. È un approccio fideistico verso la scienza»
Battaglie «cattoliche»? C’è di mezzo l’uomo
rendersi cura della personafino alla fine. È un servizio,questo, che compete almedico, ma è anche uncompito della società. Lohanno ribadito, ieri allaCattolica, Paola Binetti, deputata delPd, Rodolfo Proietti, professore ordinario di anestesia erianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, Adriana Turriziani, responsabile medico dell’hospice Villa Speranzadell’Università Cattolica di Roma e Carlo Casini, presidentedel Movimento per la vita italiano. L’occasione: l’incontropromosso dal Movimento per la Vita Italiano, a quasi unanno dalla morte di Eluana Englaro, sulle problematiche del"fine vita".
l senso del dolore
. «Non vinceremo mai queste nostrebattaglie sulla vita se non ribaltiamo il senso del dolore edella sofferenza». Per Paola Binetti, infatti, «il doloreirrompe nella storia insieme alla morte come un frutto delpeccato originale». La sofferenza, dunque, fa parte della vita,ma «l’intelligenza non riesce a coglierne il senso. «Molti – haproseguito – sentono questa del "fine vita" come unabattaglia dei cattolici», non riuscendo appunto a dare unsenso alla sofferenza. In realtà, ha spiegato, «non possiamopretendere di eliminare il dolore, eliminando colui che soffree pensando di essere soggetti di pietà». «È l’incomprensionedegli amici, è la solitudine, che rendono per ognuno di noiinsostenibile la sofferenza. Laddove c’è una rete di sostegnoumano ai pazienti e alle famiglie, non c’è questa richiesta dimorte. L’etica del fine vita – ha aggiunto la Binetti – è l’eticadella condivisione, dell’accompagnamento. La nostracapacità di relazionarci e di amare il malato, è un buonmodo di dare senso al dolore».
giusti significati
. Quando si parla di temi così delicati «èdi fondamentale importanza dare ai termini i giustisignificati», ha sottolineato Rodolfo Proietti. Spesso, infatti,utilizziamo espressioni come «vita artificiale» o «staccare laspina». Ma sono modi di dire errati, «che possono portare agravi decisioni». Invece, ha sottolineato, «sarebbe opportunopiuttosto parlare della cosiddetta terapia «sproporzionata per eccesso» e di «terapie ritenute insopportabili» dalla personamalata».
e cure
. Nel percorso di intervento, ha spiegato Adriana Turriziani, è fondamentale il concettodell’accompagnamento. «Noi diamo supporto grazie adun’equipe di medici, infermieri, psicologi, assistenti spirituali,per ridare giusta dignità al "fine vita"». Di qui, l’importanza ela responsabilità «nel costruire il percorso giusto. Bisognaguidare il paziente – ha aggiunto Turriziani –. Prendersi curadi lui significa anche avere la capacità di ascoltare. Capirequali sono i valori della sua vita. Il percorso del malato puòessere condiviso».
a legge.
La Camera sta discutendo il disegno di legge sultestamento biologico. Ma «c’è la pauradell’insabbiamento, di un rinvio senza tempo – hasottolineato Carlo Casini –. Il nostro compito è di modificaree di farla approvare prima possibile. Dopo la morte di Eluanasi promise che in tre giorni sarebbe stata fatta la legge. Poidue settimane. Poi tre mesi». E intanto è passato un anno. «Cisono molti cattolici – ha rimarcato Casini – che sostengonoche non si dovrebbe fare nessuna legge, perché la decisione difronte alla malattia è così diversa da caso a caso, che non sipossono stabilire regole generali. Rispondo che purtroppo lanorma giuridica vigente è quella stabilita dalla Corte diCassazione, la quale consente che vi siano di nuovo tanteEluane, fatte morire di fame e di sete. Solo una legge puòimpedire che questo accada».
LLII
P
lle cliniche del RegnoUnito non servirà piùun permesso specialeper distruggere gliembrioni cheriportano difettigenetici anche minori. LaHuman Fertilisation and Embryology Authority,l’ente che regola il settore della fecondazioneartificiale ed embriologia, ha pubblicato qualchegiorno fa una lista di 116 malattie geneticheereditarie che se diagnosticate durante lafecondazione artificiale possono dare il via alladistruzione dell’embrione. La notizia hasollevato critiche e preoccupazione perché traqueste condizioni ereditarie ce nesono molte che garantiscono a unessere umano una qualità di vitadecorosa e in alcuni casi, comedimostrato in passato, ancheeccezionale. Domenica scorsa il
Sunday Times
sottolineava comealcuni grandi personaggi dellanostra storia, per esempio Abramo Lincoln oCharles De Gaulle, siano riusciti a condurre una vita esemplare nonostante avessero una malattiaoggi inclusa nella lista della HFEA, la sindromeMarfan, o come altri, per esempio Pete Sampras,sia riuscito ad eccellere nel tennis anche semalato di talassemia, sempre nell’elenco. «Lanotizia è terrificante – ci spiega JosephineQuintavalle di Core, Comment on ReproductiveEthics – e ancora di più se si considera che moltiembrioni vengono scartati anche prima di esserediagnosticati difettosi. Se per esempio nellafamiglia di una coppia che cerca di concepireattraverso la fecondazione artificiale c’è unnonno che ha avuto una malattia grave, gliembrioni che riportano i geni del nonno vengono eliminati automaticamente ancoraprima di essere sicuri che questi contengano lastessa malattia. In poche parole è moltoprobabile che saranno distrutti embrioniassolutamente sani».er David King, direttore del gruppo HumanGenetic Alert, l’iniziativa della HFEA «èun’ulteriore conferma dell’ossessioneesistente in questo Paese di cercare la perfezionea tutti i costi quando sappiamo bene che laperfezione non esiste e che è sbagliatosbarazzarci di una vita perché questa non èperfetta. E contribuisce alla creazione di un climasociale in cui anche le più piccoledeviazioni da quella che èconsiderata la normalità vengonoconsiderate inaccettabili».La procedura per identificareanormalità genetiche ereditarieconosciuta con il nome di Pdg (Pre-implantation genetic diagnosis)consiste nel rimuovere alcune cellule da unembrione tre giorni dopo la fecondazione. Gliembrioni che presentano cellule con geni arischio vengono scartati mentre quelli consideratisani vengono impiantati nell’utero della madre.«Purtroppo siamo solo all’inizio di questa follecorsa verso ciò che non si può altro che chiamareeugenetica», conclude la Quintavalle. L’autoritàsta infatti valutando in questi giorni la possibilitàdi aggiungere alla lista altre 24 malattieereditarie. Tra queste c’è anche la porfiria, unamalattia genetica del sangue che provocasquilibri mentali e che negli ultimi anni del suoregno fu responsabile della "pazzia" di GiorgioIII. Il sovrano morì nel 1820, a 82 anni d’età.
P
A
Embrioni, la lista degli scarti
INSINTESI
1
Il saggista RolandGori, autore di unappello-choc contro lederive tecnocratichedella procreazione, inquesta intervista parladella «dimensioneiperbolica» assunta dai test prenatali.
2
C’è il rischio, affermail professore, di un«eugenismo liberale»,per contrastare il qualebisogna ritornare«all’etica dei nostrimestieri scientifici».
q u i L o n d r a
d i
E l i s a b e t t a D e l S o l d a t o
Riflessione ieri all’Università Cattolica di Romapromossa dal Movimento per la Vita a quasiun anno dalla morte di Eluana Englaroper fare il punto sul bio-testamento e sui tanticondizionamenti a un dibattito che stentaa essere lucido e obiettivo. Gli interventidi Binetti, Casini, Proietti e Turriziani
Francia
«Ritocchi»pesantialla legge
pochesettimane daidibattitiparlamentarichechiuderanno illungo processo direvisione dell’attualelegge quadro francesesulla bioetica, esistonoancora margini per blitz dell’ultima ora,capaci di sconvolgeregli attuali riferimentinormativi? Tra leassociazioni di difesadella vita il timore nonsi spegne, in particolarenell’ambito dellaricerca sugli embrioni.L’introduzionesurrettizia diemendamenti quasiinvisibili ma dai grandieffetti concreti non èuna novità in Francia,dove il mondoparlamentare è espostoai gruppi di pressione.Per il momento,comunque, un pienostravolgimento dellalegge pare escluso. Laconferma è giunta lasettimana scorsa, conle conclusioni dellaCommissioneparlamentarepresieduta daldeputato neogollistaJean Leonetti. Per ilgruppo di lavorobipartisan, laprocreazione assistitadovrà restareprerogativa dellecoppie sterili. Dunque,inaccessibile per singleo persone omosessuali.Inoltre, la porta paresbarrata a ogniintroduzione ancheparziale dell’"utero inaffitto". Un’altracontroversarivendicazione chepare destinata a nonessere accolta èl’utilizzo di gametimaschili dopo ildecesso dell’aspirantepadre.a ricerca sugli em-brioni è invece ilprincipale ambitoin cui il progetto di li-beralizzare continua asedurre i parlamentari.Nonostante la Com-missione Leonetti si siaespressa per il mante-nimento dell’attualedivieto formale accom-pagnato da deroghe,l’incertezza rimane, an-che perché pesa il pare-re opposto del Consi-glio di Stato, che racco-manda «un regime per-manente di autorizza-zioni sottomesse a con-dizioni». L’alto foro,spesso seguito dal Par-lamento, ritiene chel’assetto attuale rappre-senta «un ostacolo sulpiano scientifico, poi-ché non offre alle équi-pe di ricerca la visibi-lità necessaria». La stes-sa Commissione Leo-netti, peraltro, auspicaun’estensione delle de-roghe: dall’attuale fina-lità "terapeutica", sipasserebbe a una quasionnicomprensiva "fi-nalità medica".
(D.Zap.)
L
A
c o n t r o m a n o
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G r a z i e l l a M e l i n a
Roland Gori
Anche malattie"lievi" nell’elencodelle disfunzioniche autorizzanola selezione preimpianto
I relatori al convegno organizzato ieri dal Movimento per la vita
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