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Weber - Etica protestante e spirito del capitalismo

Weber - Etica protestante e spirito del capitalismo

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L
ʼ
etica protestante e lo spirito del capitalismo
Max Weber, 1905
Appunti Liberi e Integrazioni
Sintesi :
http://scienzesociologiche.blogspot.com/2009/02/letica-protestante-e-lo-spirito-del.html
Nota Preliminare
«L'avidità di lucro», «la ricerca di guadagno», del denaro, di un guadagno pecuniario quanto piùalto possibile, in sé e per sé non ha nulla a che fare col capitalismo. Il capitalismo può addiritturaidentificarsi con l'inibizione di questo impulso irrazionale, o almeno con la sua attenuazionerazionale. Peraltro il capitalismo si identifica con la ricerca del guadagno: nell'impresa capitalisticacontinua, razionale; ma di un guadagno sempre rinnovato: ossia della «redditività». Il profittoviolento segue le sue leggi particolari, e non e' opportuno situarlo sotto la stessa categoria a cuisussumiamo l'attività orientata secondo il criterio dielle probabilità di guadagnare con lo scambio.Ove si tenda razionalmente al profitto capitalistico, l'attività corrispondente è orientata secondo ilcalcolo del capitale.Straordinario sviluppo -> contesto socio economico e culturale tale da permettere che solo inoccidente si potesse sviluppare un sistema capitalistico evoluto proprio dello stato moderno....In tutti i paesi ci sono forme che si sono avvicinate al modello occidentale ma mai abbastanzacomplete. L'occidente grazie alla sua storia, alla sua completezza, sebbene relativa, in tutti i campidella scianza, delle arti, del diritto è riuscita facendo tesoro di tutto questo a condensare le arti e asfociare in un sistema complesso mai esistito fino ad allora.-
capitalismo 
- ricerca di guadagno rinnovato->confronto tra il risultato stimato in denaro e denaroinvestito corrispondente
*
-
burocrazia 
- impiegati specializzati-
musica 
- armonica razionale-
diritto 
- diritto romano-
organizzaziione della società 
- stati, ordini e ceti-
arte 
- uso delle tcniche (es: la volta)->
uso della ragione
-
razionalità 
*
--> organizzazione capitalistica razionale del lavoro ( formalmente) libero. Possibile perchè visono 2 fattori:- separazione dell'amministrazione domestica dall'azienda-> i luoghi di lavoro e di vendita sono localmente staccati dall'abitazione.- contabilità o tenuta razionale dei libri-> separazione giuridica del capitale aziendale (d'esercizio) dal patrimonio.-->Organizzazione capitalistica del lavoro, sviluppo della carta valore, della borsa.Importante è: - la struttura razionale del diritto e dell'amministrazione-> perfezione tecnica eformalistica.L'occidente imbocca in tutte le sfere (dall'arte all'economia, ...) le vie della razionalizzazione.
Quali sfere sono state razionalizzate e in quale direzione? 
Questo fa la differenza con le altre civiltà.In passato tra i principali elementi che davano forma alla condotta della vita c'erano ovunque leforze magiche e religiose e le idee etiche del dovere legate a tale fede.«Come lagenesi di una mentalità economica, l'ethos di una forma economica, è condizionato dadeterminati contesti della fede religiosa;
il procedimento qui adottato consiste in un esame deinessi che sussistono fra l'ethos dell'economia moderna e l'etica razionale delprotestantesimo ascetico
. Dunque qui si seguirà solo un lato della connessione causale. Gliulteriori saggi sull' «etica economica delle religioni mondiali».
Relazione causale
-> Responsabilità causale di quegli elementi dell'etica religiosa occidentale chesono propri e peculiari.
Altieri Gianmarco - Sociologia - Prof. Riva Claudio
 
I - IL PROBLEMA
1- CONFESSIONE E STRATIFICAZIONE SOCIALE(Germania) ma vale anche per tutto l'occidente più avanzato.Diversa percentuale di cattolici e di protestanti rispetto al totale degli studenti (protestanti>cattolici).I cattolici prediligono la preparazione culturale che offrono i licei classici.I protestanti prediligono gli istituti moderni destinati alla preparazione per gli studi tecnici e per leprofessioni industriali e commerciali => per un lacvoro borghese in generale - licei scientifici,scuole tecniche, scuole cittadine superiori, etc...=> per spiegare la scarsa partecipazione dei cattolici all'attività economica capitalistica (+ forte èinvece la partecipazione dei protestanti): la fabbrica recluta in forte misura le sue forze lavorativeistruite nell'artigianato, ma mentre i giovani cattolici tendono a restare artigiani (padroni di bottega),i garzoni protestanti affluiscono in maniera superiore nelle fabbriche per occuparvi le professionisuperiori delle maestranze specializzate e del ceto impiegatizio industriale.Rapporto causale: Il peculiare carattere spiritule indotto dall'educazione, nella fattispecel'orientamento dell'educazione condizionato dall'atmosfera religiosa del luogo natio e della famiglia,ha determinato la scelta della professione e le ulteriori vicende professionali. Ma la minorepartecipazione dei cattolici all'attività economica moderna colpisce tanto più, in quanto contrastacon l'esperienza fatta dai tempi più remoti e anche attualmente: come le minoranze nazionali oreligiose che, «dominate», si contrappongono in quanto tali a un altro gruppo, «dominante», acausa della loro esclusione spontanea o involontaria dalle posizioni politicamente influenti usinoproprio spingersi in misura particolarmente forte sulla via dell'attività lucrativa, come i loro membriparticolarmente dotati cerchino di soddifare qui l'ambizione che non può essere affatto valorizzatasul piano del servizio statale. Invece sta di fatto che i protestanti, come ceto sia dominante chedominato, sia come maggioranza che come minoranza, hanno mostrato un tendenza specifica alrazionalismo economico, che i cattolici non hanno permesso né permettono di osservare nellastessa guisa né in una situazione né nell'altra. La ragione fondamentale della diversità dicomportamento deve dovunque essere cercata nel carattere interno, spirituale costante, e nonsolo nelle particolari situazioni esterne, storico-politiche, delle varie confessioni.
Quali sono gli elementi, di quel carattere peculiare delle confessioni, che agiscono o hanno agito in questa direzione? 
Ora, un'osservazione superficiale e certe impressioni moderne potrebbero indurre a formularel'antitesi in questa maniera errata: la maggiore «esternalità al mondo» del cattolicesimo, i trattiascetici che ne rivelano gli ideali supremi devono educare chi lo confessa a una maggioreindifferenza nei confronti dei beni materiali di questo mondo. Ai protestanti si rimprovera alcontrario un eccessivo materialismo che sarebbe poi la conseguenza della secolarizzazione. Sevolessimo pensarla a questo modo, alloro, l'antitesi tra estraneità al mondo, l'ascesi e la pietàreligiosa da un lato e la partecipazione all'attività capitalistica dall'altro dovrebbe essere addiritturarovesciata in un'affinità interna.Già gli spagnoli sapevano che l'«eresia» (ossia il calvinismo dei Paesi Bassi) «promuoveva ilsenso del commercio», e ciò corrisponde perfettamente alle opinioni che Sir. W. Petty sostenevanella sua discussione dei motivi dello sviluppo capitalistico dei Paesi Bassi. Così giustamenteGothein afferma che la diaspora calvinistica è il «vivaio dell'economia capitalistica».Ma non tutte le denominazioni protestanti sembrano agire con la stessa forza in questa direzione.Es: calvinismo=/ luteranesimo.Il vecchio protestantesimo di Lutero, Calvino, Knox, Voe"t, aveva pochissimo a che fare con quelloche si chiama oggi «progresso». Affinità interna va cercata non nel gusto della vita più o menomaterialistico o antiascetico, ma nei suoi tratti puramente religiosi.
Quali differenze? 
Sono prima necessarie alcune spiegazioni sulla natura dell'oggetto e sul senso in cui è possibiledare una spiegazione...2- LO «SPIRITO» DEL CAPITALISMO
Altieri Gianmarco - Sociologia - Prof. Riva Claudio
 
Questa espressione è egregiamente/essenzialmente riassunta nella citazione (Benjamin Franklin).Non vi è predicata semplicemente una tecnica di vita, ma una peculiare «etica», la cui violazionenon è trattata solo come follia, ma come un specie di negligenza del dovere. Il testo di Franklinassume il carattere di una massima etica a cui uniformare la vita =>
il Capitalismo moderno
.Un capitalismo esistito anche in Cina, India, a Babilonia, nel mondo antico e nel Medioevo. Ma glimancava appunto quel particolare ethos!L'attività lucrativa non è più in funzione dell'uomo quale semplice mezzo per soddisfare i bisognimateriali della sua vita, ma, al contrario, è lo scopo della vita dell'uomo, ed egli è in sua funzione.Nulla a che vedre con «l'auri sacra fames», l'avidità di denaro che è sempre esistita, ma con uncomportamento coscenzioso, non indisciplinato.
L'avversario 
con cui ebbe in primo luogo da lottare lo «spirito» del capitalismo nel senso di unostile di vita ben preciso, vincolato da norme o vestito dei panni di un'«etica», rimase quel modo disentire e di comportarsi che si può chiamare
«tradizionalismo»
:Per spiegare questo termine partiamo dal basso: dagli operai.Quanto mi basta per soddisfare i miei bisogni tradizionali? Questo è un esempio di quelcomportamento chiamato tradizionalismo: l'uomo per natura non vuole guadagnare denaro esempre più denaro ma vivere semplicemente, vivere com'è abituato a vivere, guadagnare quanto ènecessario -> I bassi salari aumentano il rendimento del lavoro -> il popolo lavora solo perchè efinchè è povero.Poichè qui indispensabile non è solo un forte senso di responsabilità, lo è, in genere, una mentalitàche, almeno durante il lavoro, si liberi dalla continua questione: come, con la massima comodità ela prestazione minima, si possa tuttavia ottenere il salario abituale; e che, invece, svolga il lavorocome se fosse assolutamente fine a se stesso:
«vocazione»
[
Beruf 
]. Una mentalità siffatta non èun dato naturale, ma acquista in seguito all'educazione religiosa, la capacità di concentrazione delpensiero, come il contegno assolutamente centrale per cui ci si sente «moralmente obbligati versoil lavoro» => qui si trovano associati con particolare frequenza a uno spirito economico rigorosocapace di superare la routine tradizionalistica. Per chiarire il significato di tradizionalismoconsideriamo ora gli imprenditori. Usando provvisoriamente l'espressione «spirito del capitalismo(moderno)» per indicare quella mentalità che tende a un guadagno che sia frutto di attivitàprofessionalmente seria, sistematico e razionalmente legittimo, nel modo illustrato da BenjaminFranklin: questa mentalità ha trovato la sua forma più adeguata nell'impresa capitalistica moderna,mentre a sua volta l'impresa capitalistica ha avuto in essa la sua forza motrice spirituale piùadeguata.Sulle soglie dell'età moderna, in genere, gli esponenti di questa mentalità indicata come «spiritodel capitalismo», non erano solo o prevalentemente gli imprenditori capitalisti del patriziatocommerciale, ma molto di più gli strati ambiziosi del ceto medio artigianale e industriale. (e i nuoviarrivati: i parvenus).Il commercio (marittimo) di intere epoche ha poggiato sulla base di monopoli e regolamenti dicarattere strettamente tradizionale. Era una forma di organizzazione «capitalistica» in ogni senso,se si considera il carattere puramente affaristico e commerciale degli imprenditori o si guarda allato oggettivo del processo economico. Ma era un'economia «tradizionalistica» se si considera lospirito che animava gli imprenditori.Ora, a un certo punto questo agio veniva turbato, spesso senza che avesse avuto luogo alcuncambiamento nella forma. Si ripeteva dunque quello che è semplicemente e ovunque laconseguenza di un processo di «razionalizzazione»:Chi non saliva, doveva scendere. L'idillio crollava, s'infrangeva sotto l'aspra lotta concorrenzialeincipiente. Il vecchio modo di vivere placido e comodo lasciava il posto a una dura sobrietà in quelliche tenevano il passo e salivano, perchè non volevano consumare, ma acquisire, e in quelli cherestavano fedeli al passato, poichè dovevano limitarsi=> lo «spirito del capitalismo moderno»aveva fatto il proprio ingresso.L'imprenditore di nuovo stile ha un certo carattere straordinariamente saldo e fermo, lucido edenergico.Ma sono soprattutto qualità etiche di genere specificamente diverso da quelle adeguate altradizionalismo del passato. Uomini educati alla dura scuola della vita, riflessivi, ponderati e audacial tempo stesso, ma soprattutto sobri a costanti, acuti e dediti interamente all'oggetto della loroattività con intuizione e «principi» rigorosamente borghesi.
Altieri Gianmarco - Sociologia - Prof. Riva Claudio

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