LA «CARITAS IN VERITATE»,MAGNA CARTA PER UN NUOVO IMPEGNO DEL LAICATO CATTOLICOMario Toso, sdb
Premessa: il significato epocale
La
Caritas in veritate
(=CIV),
enciclica tanto attesa – significativamenteindirizzata non solo ai vescovi, ai presbiteri, ai diaconi, alle persone consacrate maanche ai fedeli laici –, apre nuove prospettive sul piano ecclesiale e civile. Può essereconsiderata la
magna
carta
dell’evangelizzazione del sociale di questo inizio di TerzoMillennio e della nuova presenza dei cattolici nella società civile, nelle istituzioni,nell’economia, nella politica, in una parola, nella famiglia umana, nell’attualecontesto di globalizzazione.Il suo impianto teologico ed etico-culturale di ampio respiro la candida adessere la
Rerum novarum
dei nostri tempi.1.
Il tema centrale
La CIV affronta le molteplici problematiche che oggi attanagliano tutti ipopoli: da quelle che denunciano una profonda crisi di senso, con relativa carenza diprospettive di futuro e di speranza, a quelle legate alla recente crisi finanziaria e alleperduranti crisi alimentare, energetica ed ambientale.L’impegno di riflessione dell’enciclica le riconduce entro l’
unico alveo dellosviluppo integrale dell’umanità
, facendone il tema centrale. Le grandi questionietiche, biologiche, economiche, tecnologiche, ecologiche sono lette come momenti diun’unica grande
questione sociale
che, come sottolinea il pontefice,
«è divenutaradicalmente questione antropologica»
(CIV n. 75).
Secondo la CIV, in ognuna diesse è in gioco l’identità dell’uomo o, meglio, della persona e delle comunità chesono costituite da persone. Tali questioni sono, dunque, considerate attinenti allosviluppo integrale dell’umanità, uno sviluppo che non può essere soltanto economico
1
Cf B
ENEDETTO
XVI,
Caritas in veritate
, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2009. Si vedano anche:l’edizione LAS (Roma 2009), dal titolo
La speranza dei popoli
,
con lettura e commento da parte di Mario Toso;l’edizione Cantagalli (2009) con introduzione di S. Ecc. Mons. Giampaolo Crepaldi; l’edizione Libreria EditriceVaticana-Ave (Pomezia, Roma 2009) con corredata dal commento di vari Autori (Franco Giulio Brambilla, LuigiCampiglio, Mario Toso, Francesco Viola, Vera Zamagni); e inoltre: A
A
.V
V
.,
Amore e Verità. Commento e guida allalettura dell’Enciclica «Caritas in veritate» di Benedetto XVI
, Paoline, Milano 2009. Benedetto XVI ricava l’
incipit
della CIV dalla
Lettera agli
Efesini,
capovolgendone la formulazione – san Paolo invitava ad «agire secondo
veritànella carità
» di Cristo (cf
Ef
4,15) – evitando un’interpretazione platonica ed intellettualistica dell’esistenza, eassegnando
alla carità
,
al bene
, il
primato
sul vero e sul giusto, nel senso che il vero e il giusto non sono qualcosa diarbitrario, di producibile dal nulla, di meramente pattuibile a prescindere dall’essere ontologico e morale delle persone:essi hanno il loro fondamento nella realtà delle cose, nelle relazioni interpersonali di soggetti intrinsecamente etici.
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La questione sociale che è stata al centro delle varie encicliche secondo diverse prospettive – ossia dal punto di vistaoperaio, politico, degli squilibri settoriali, dei rapporti mondiali, dello sviluppo integrale – ora diviene primariamenteantropologica, ossia questione che riguarda direttamente l’uomo, tutti gli uomini, il loro bene universale, in quantosingoli e in quanto famiglia umana. Nel contesto della globalizzazione il problema centrale è la crescita dell’uomo, ilprimo principio morale.
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