2del fare dell’uomo nell’orizzonte di senso della persona presa nella globalità del suo essere (n. 70).(La presente sottolineatura e quelle che seguiranno sono mie)Tali affermazioni provocano alcune domande che francamente ritengo prioritarie rispetto alle altre:
•
Siamo consapevoli che il primato è sempre dello Spirito, della grazia, quindi della preghieranel nostro diventare credenti? Cos’è infatti la nostra
azione
se non è preceduta dalla
orazione,
se non
distrazione
e spesso, purtroppo,
distruzione
?
•
Siamo consapevoli, inoltre, che tale dimensione spirituale ci viene offerta sia dalla Parola diDio che dall’Eucaristia? La prima la possiamo considerare una vera e propria
logo-terapia,
che guarisce il nostro modo di pensare e quindi di vedere, che sempre tende a ripiegarsi espesso rifugiarsi in ciò che è materiale. Essa, inoltre, ci toglie dall’imbarazzo di
quell’aureamediocritas,
che spesso ci fa essere “zucche vuote”, (è il senso letterale del greco
αν
ò
ετοι
)
come ci ricorda l’Evangelista Luca nell’episodio dei discepoli di Emmaus (Lc 24, 25). Laseconda, invece, ci dona la possibilità di avere un cuore nuovo non
sclerocardico
.
•
Richiamando alla nostra memoria la provocazione che don Mosconi ci ha rivolto all’iniziodel Convegno di Verona, chiediamoci: che posto occupa la Parola di Dio nella nostraPastorale?
•
Siamo consapevoli con i nostri operatori pastorali, volontari e non, che è proprio l’unicamensa della Parola e della Eucaristia, a renderci capaci di intercettare e quindi saper ascoltare le fragilità; di essere cittadini “che vivono nel mondo ma non sono del mondo”, diessere testimoni autentici di una fede che è anche
traditio
, non opinione personale; discoprire il valore della domenica e «che il lavoro e per l’uomo non l’uomo per il lavoro»(
Laborem exercens
n.6) di essere capaci di scoprire il valore del servizio, del perdono,dell’ascolto, della fraternità perché la nostra vita affettiva sia sempre più autentica ?Come non ricordare a tal proposito le parole della Preghiera Eucaristica V/C che nella sua anamnesici fa chiedere: «
donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli
». Oppure quellemolto incisive dei Vescovi italiani in
Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia
: «l’ascoltodei cristiani è rivolto soprattutto alla Parola fatta carne, a colui che secondo l’evangelista Giovanni èla narrazione, la spiegazione, cioè la rivelazione del Padre (cf. Gv 1,18). Tale ascolto apre a una
conoscenza esperienziale
e amorosa
, capace di incidere profondamente sulle nostre vitetrasmettendoci la vita stessa di Dio». (n. 3). Inoltre, sempre nello stesso documento, «solo chi èassiduo nell’ascolto del Signore si apre all’ascolto dei fratelli» (n. 28).Il Santo Padre nell’Enciclica che stiamo esaminando parla di una continua ricerca della verità e delvero senso della vita. Essere cercatori in tal senso significa porsi sempre dinanzi a tutta la realtàsecondo la prospettiva evangelica che ci aiuta a non fare sconti e ad affrontarla con
parresia
ecoraggio. Proprio la Parola, ci è stato ricordato sempre a Verona, ci apre continuamente allasperanza senza false fughe dalla realtà o penosi ripiegamenti verso i nostri biechi interessi.L’impegno del credente - a maggior ragione di chi a vario titolo è impegnato nel servizio pastorale -«è esercizio spirituale che richiede un costante discernimento delle proprie azioni alla luce dellaParola di Dio, dentro la fraternità sperimentata nella Comunità e nella famiglia umana. Significaquindi essere cristiani con le braccia alzate verso Dio» (
CIV
79), consapevoli che è
l’amore pienoalla verità che innesca e guida un ‘autentico sviluppo
.
La carità come dono, gratuità e fraternità.
A mio avviso una delle peculiarità più originali ed interessanti della
Caritas in veritate
, è quella dinon essere una proposta né ideologica, né primariamente etica, quindi riservata a chi condivide lafede nella rivelazione divina. Piuttosto di fondare le sue basi sulle due realtà antropologichefondamentali che sono, appunto,
la carità
e
la verità
. Tali realtà, come ampiamente dimostrato nei
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