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Divagazioni sul sisma - Colloquio col dott. Warner Marzocchi (INGV)

Divagazioni sul sisma - Colloquio col dott. Warner Marzocchi (INGV)

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Sulmona, 6 febbraio 2010
- Divagazioni sul sisma: a colloquio col dott. Warner Marzocchi
(di Giuseppe Consorte)
PremessaIl
Dipartimento della Protezione Civile(DPC) e l'Istituto Nazionale di Geofisica eVulcanologia (INGV) da
poco più di due annistanno conducendo, a scala nazionale, unostudio -denominato
Progetto S2-
che ha comeobiettivo la
Realizzazione di un modellodinamico sperimentale di valutazione della pericolosità sismica a scala nazionale.
 Coordinatori di questo progetto sono ilprof. Ezio Faccioli
1
-professore ordinario pressoil Politecnico di Milano- ed il dottor WarneMarzocchi
2
-dirigente scientifico dell'INGV-.La nostra città, forse anche all'insaputadei suoi abitanti, in qualche misura contribuisceallo studio, in quanto "oggetto" delle attenzionidei sismologi e degli specialisti del settore dell'ingegneria sismica. Una parte consistente del Progetto S2 èdedicata, infatti, alla valutazione della “
Pericolosità sismica del Bacino di Sulmona
” ed alla simulazione degliscenari di danno conseguenti ad un evento sismico.Sulmona, ancora una volta, adottata a "caso di studio"; va detto che questa non è l'unica indaginedisponibile sulla nostra città, ma, in ordine di tempo, è quella più recente (ancora in corso).Da noi il tema "terremoto" è sempre scottante e delicato, tanto più di questi tempi: parlarne ora, però,non significa voler ingenerare allarme sociale; al contrario: quando ci sono analisi del nostro territorioaggiornate, non si può non tenerne conto. La tristemente attuale esperienza aquilana ce lo insegna.Quest'ulteriore indagine scientifica puòcostituire un'occasione a beneficio di tutti: infavore di chi gestisce il territorio ed è chiamatoad operare delle scelte (amministratori), di chiopera le sue trasformazioni (tecnici ed imprese)e di tutti i cittadini, che non debbono maiperdere la consapevolezza di vivere in unazona ad alto rischio sismico.In particolare per i primi (amministratori etecnici), in vista del recepimento del “PianoCasa(L.R. 16/2009) e delle sue possibiliindicazioni e limitazioni all'attività edificatoria,può rappresentare uno strumento utile per adottare tutte le precauzioni suggerite dalla"qualità" sismica del nostro territorio.Fare prevenzione contro il rischiosismico vuol dire anche (e soprattutto) non trascurare i contributi scientifici disponibili (L'Aquila
docet 
).Per tutti, in definitiva, lo stimolo è a non abbassare mai la guardia, perché la prevenzione è fatta, oltreche dall'applicazione rigorosa e responsabile delle norme del buon costruire, anche da elementaricomportamenti quotidiani.Trattiamo quindi l'argomento con la dovuta attenzione, con termini non strettamente tecnici (fin dovepossibile) e sottolineando la necessità che nessuno tragga dal contenuto delle risposte delle conclusioniavventate.Un'ultima avvertenza, a scanso di equivoci: qui si parla di "eventi probabili" e non "certi".
1Professore ordinario presso il Politecnico di Milano. Docente di
Rischio Sismico del Territorio
ed
Ingegneria Sismica
2Dirigente scientifico dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)pag. 1 di 4
 
Sulmona, 6 febbraio 2010
- Divagazioni sul sisma: a colloquio col dott. Warner Marzocchi
(di Giuseppe Consorte)
Prima parte: colloquio col dottor Marzocchi1.
C.
Innanzi tutto la domanda più banale: come mai, su tutto il territorio nazionale, avete sceltoSulmona? Forse l'orizzonte temporale dei 30 anni ci indica come l'area a più alto rischio sismico?
M.
 
La scelta è stata fatta tenendo conto di alcuni aspetti importanti. La scelta di un'area con una probabilità di occorrenza dei terremoti relativamente alta (confrontata al resto di Italia), una buonaconoscenza della geologia e delle faglie, e una buona informazione sulla tipologia degli edifici.
2.
C.
Quando sarà ultimato lo studio? E quando ne saranno pubblicate le risultanze?
M.
 
Lo studio sarà ultimato con la conclusione del progetto di cui il prof. Faccioli ed io siamo i coordinatori, cioè verso la fine di maggio.
3.
C.
Le mappe di "probabilidioccorrenza di un evento sismico conmagnitudo superiore a 5.5"
indicano l'area di Assergi(AQ) come quella in cui sonomaggiori le possibilità di un eventosismico significativo per i prossimi10 anni.Un evento del genere potrebbeaumentare le probabilità per ilBacino di Sulmona?
M.
 
Le mappe riportano le probabilitàdi occorrenza dei terremoti nei  prossimi 10 anni.Esistono altri modelli analoghi, ma in buona sintesi si può dire che la zona dell'appennino centralerimane una delle più "calde". É ormai accettato il fatto che l'occorrenza di un terremoto forte comequello del 6 aprile crea una perturbazione nelle aree limitrofe aumentando la probabilità di altri eventi simili. Il problema è che non possiamo determinare a priori, se sarà Sulmona, i Reatini, o altre zonedel centro Italia.Questo aumento di probabilità rispetto al valore normale (che comunque è già relativamente alto)durerà per una decina di anni. (vedi anche risposta al punto 5).
4.
C.
Il modello che voi adottate ha avuto riscontri positivi nel recente passato? Ad esempio l'ultimoevento del 12 gennaio scorso (Haiti) era in qualche misura prevedibile con i modelli probabilisticiadottati per questo studio? In ogni caso, quali sono state le previsioni che si sono dimostrate sino adoggi più affidabili?
M.
 
Uno dei modelli utilizzato in Italia (e abbastanza simile a quello delle mappe del sito web da lei citato) è il modello che per ora funziona meglio per prevedere i terremoti di magnitudo 6 o superiori  per l'intero globo.Tale valutazione viene fatta da un progetto internazionale denominato CSEP 
 
dove molti modelli di previsione (probabilistica) vengono confrontati in diverse aree del pianeta.
 
Per quanto riguarda Haiti, la probabilità annuale di un terremoto del genere (magnitudo 7 o superiore) per il 2010 era intorno a 0.7%. Questo valore è tutt'altro che piccolo se lo si confronta con altri tipi di rischio annuali. Tenga comunque conto che la sismologia è MOLTO lontana dalle previsionDETERMINISTICHE (cioè certe). Per ora possiamo solo stimare delle probabilità, e queste sonosolitamente basse, soprattutto se riportate ad intervalli di tempo di pochi giorni o anche un anno.Diventano alte solo per intervalli di tempo più estesi.
pag. 2 di 4
 
Sulmona, 6 febbraio 2010
- Divagazioni sul sisma: a colloquio col dott. Warner Marzocchi
(di Giuseppe Consorte)
Tenga anche conto che il concetto di "alto" e "basso" è molto relativo e dipende dall'evento di cui mi sto interessando. Le faccio un esempio: se la probabilità di un incidente aereo fosse del 1%, io nonvolerei mai. In questo caso l'1% è per me altissimo. Per altri tipi di evento, l'1% può essere una probabilità molto bassa.
5.
C.
Quali gli aspetti tranquillizzanti e quali quelli meno "positivi" che emergono dallo studio?
M.
 
L'occorrenza del terremoto del 6 aprile ha creato un aumento di probabilità in tutta la zonadell'appennino centrale. L'aspetto "positivo" per Sulmona (se vogliamo chiamarlo così) è che questoaumento è stato più forte a Nord di L'Aquila piuttosto che a sud. Ciò però non vuol dire che la parte di Sulmona sia "tranquilla", ma comunque meno perturbata della parte nord (dove tra l'altro abbiamoregistrato dopo il 6 aprile un aumento di sismicità diffusa, dai Reatini alla zona marchigiana).
6.
C.
Sono già disponibili dati che possano essere integrati nella zonizzazione del
Piano Casa
(daadottare con Deliberazione del Consiglio Comunale entro il 30.04.2010)?In altri termini: dalla vostra ricerca S2 è scaturita una zonizzazione del nostro territorio che mette inrelazione il sisma "atteso" con gli effetti "di sito" e la risposta strutturale degli edifici? In casoaffermativo, possono costituire una microzonazione sismica sul modello di quella appena redatta per L'Aquila, ovvero, possono essere considerati come analisi particolareggiata ad integrazione dellazonizzazione sismica esistente?
M.
 
Penso che il prof. Faccioli possa essere molto più adatto di me a rispondere su questi punti.
7.
C.
Emergono criticità evidenti nella vulnerabilità sismica di singoli edifici, infrastrutture o zone delterritorio?
M.
 
Penso che il prof. Faccioli possa essere molto più adatto di me a rispondere su questi punti.
8.Come convivere col sisma in un territorio ad alto rischio? La prevenzione sul patrimonio ediliziopubblico e privato è pressoché impossibile (a causa delle risorse finanziarie). Per il patrimonio storico-artistico esistono altri mezzi per evitare che si ripeta un'altra L'Aquila?
M.
 
Questo è un punto che copre diversi aspetti importanti. Le rispondo some sismologo. Forse il prof.Faccioli aggiungerà altre considerazioni. A mio modo di vedere, convivere con i terremoti significainnanzitutto costruire bene, e verificare la stabilità di edifici chiave come scuole, ospedali, palazzetti dello sport, ecc..., già esistenti.Bisogna che la gente sia consapevole di vivere in una zona sismica dove prima o poi avverrannoterremoti. L'occorrenza di sciami come quello che ha preceduto il terremoto di L'Aquila sono moltocomuni, ma è anche vero che ogni sciame aumenta la probabilità di avere un terremoto grande. Tali  probabilità rimangono praticamente sempre al di sotto di 1% per un intervallo di un giorno o di pochi giorni. Ciò significa che la maggior parte delle volte non succede nulla, e poche volte lo sciame si conclude con un evento importante. Dopo il 6 aprile, abbiamo registrato circa una decina di crisi sismiche analoghe sul territorio italiano e non è successo nulla. Di queste nessuno ha la percezione perché si parla solo delle crisi sismiche quando avviene un grande terremoto.In sintesi, la possibilità che avvenga un grande terremoto non è sempre uguale. Durante uno sciamediventa maggiore senza mai raggiungere "certezze". Penso che la cosa migliore sia che le personesiano consce di ciò. Per me l'educazione e la comunicazione hanno un ruolo fondamentale in questesituazioni. A scanso di equivoci vorrei anche ribadire che in Italia siamo ai vertici della ricerca nell'ambito delle previsioni probabilistiche dei terremoti. Giapponesi e americani guardano con molta attenzione ciòche abbiamo e stiamo facendo.Ultima considerazione dovuta: nessuno al mondo è in grado di prevedere i terremoti con certezza.Forse in futuro sarà possibile, ma non di certo adesso.
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dallepiane added this note
Egregio Professore, ancora oggi ho letto, dauno studioso che il terremoto di Avezzano del 1915 non venne preceduto da foreshocks:Ma possibile che nessuno sappia che vi fu una sequenzasismica avvertita dalla popolazione e quindi apprezzabile nei quattro cinque mesi antecedenti al sismo?Viene da chiedersi, mi scusi, in manoa quali studiosi siamo?Massimo Lucci
Marialuce Latini liked this

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