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Associazione civica
 Porta Nuova
– Vasto
FOLE BIPARTISAN SULLA LATERLITE DI LENTELLA
17 febbraio 2010
1.
 
Gli amici della Laterlite.
Si sono lette sui giornali, da un po’ di tempo a questa parte, alcune generiche dichiarazioni diencomio, rilasciate da politici locali di entrambi gli schieramenti –Eliana Menna (IDV), CamilloD’Amico (PD), Carla Di Biase (PDL)- nei confronti dello stabilimento Laterlite di Lentella. Aqueste per ultimo si è aggiunto lo scorso 21 gennaio persino un comunicato ufficiale, di encomioentusiastico, da parte della Provincia di Chieti: «La Laterlite – così nel comunicato l'assessoreCaporrella (PDL) – si è dimostrata
un'azienda modello
nel rispetto delle normative ambientali edel territorio circostante». Sono dichiarazioni così sorprendenti e singolari che sarebbe un peccatorestassero senza risposta.Prima di occuparcene, però, sarà opportuno ricostruire brevemente il contesto intorno ad esse. Uncontesto che pochi conoscono, per la buona ragione che la stampa locale –salvo sporadicheeccezioni- certe informazioni non le fornisce (e dunque probabilmente non darà conto neppure diquesto comunicato).
2. Il contesto.2. 1. La Laterlite di Lentella
è uno dei 4 impianti del gruppo Laterlite S.p.A., la maggioreazienda italiana per la produzione di argilla espansa, partecipata al 33% dal Gruppo Buzzi Unicem,nota multinazionale del cemento. Nei due impianti maggiori di Solignano (PR) e di Lentella ilprocesso di produzione è alimentato dall’incenerimento di rifiuti speciali pericolosi; fino al 2003 loera anche nello stabilimento di Bojano. L’impianto di Lentella ha una potenzialità di incenerimentoautorizzata di 23.760 tonnellate annue (pari al 17% del totale nazionale
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), il che ne fa, pergrandezza, il secondo in Italia nel suo genere. Con queste cifre, è comprensibile che sia al centrodell’attenzione –almeno della nostra- per almeno due distinte ragioni:-
 
per la
 
potenziale minaccia alla salute pubblica
che esso rappresenta, a causa delle sostanzealtamente cancerogene e mutagene (diossine, furani, IPA, PCB) originate dallla combustione.Vi si bruciano, provenienti da tutta Italia, rifiuti compresi nelle seguenti classi di pericolosità
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:H4: Irritanti; H5: Nocivi; H6: Tossici; H7: Cancerogeni; H8: Corrosivi; H10: Teratogeni; H11:Mutageni; H12, H13, H14
:
Eco-Tossici.
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 -
 
per operare in un settore
, quello dello smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi, estremamentelucroso profitti, ma
da sempre al centro di sporchi traffici
. Ricordiamo che nel marzo 2006 lastessa Laterlite di Lentella è risultata coinvolta nell’inchiesta (per associazione per delinquerefinalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale, falso) condotta dalla Procura dellaRepubblica di Lanciano, che portò all’arresto di 16 persone, tra cui un suo dipendente.
2.2. La natura dell’impianto.
Non è facile reperire informazioni attendibili sulla Laterlite. Sipensi che nel vastese, fino al marzo 2005 quando noi per primi ne parlammo, nessuno aveva maidato notizia dell’impianto di incenerimento, che pure era attivo –con altro proprietario ed altro
1
Dati 2006. Fonte: ISPRA.
2
Fonte: Provincia di Chieti, maggio 2005.
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Nello specifico: r
ifiuti della produzione di plastiche e gomme sintetiche, rifiuti della produzione chimico-farmaceutica,rifiuti della produzione di prodotti chimici organici di base, rifiuti prodotti dal trattamento chimico-fisico di rifiuti edelle acque reflue, oli esausti, solventi organici.
Fonte: ISPRA, Rapporto Rifiuti 2008.
 
nome- sin dal 1978. Anche a Solignano, dov’è la sede centrale, la popolazione non sapeva: l’hannoappreso, via web, da un comunicato della nostra associazione.Una ragione c’è. Sebbene vi si brucino quantità così ingenti di rifiuti in assoluto tra i più tossici, lostabilimento di Lentella (come quello di Solignano) è formalmente classificato come impianto diproduzione di argilla espansa, non come inceneritore.
Ma di un inceneritore, di fatto, si tratta.
 Non lo affermiamo solo noi. Ci ha preceduto la stessa Provincia di Chieti, che in una mozione delConsiglio Provinciale (votata anche dal già allora consigliere D’Amico, maggio 2005) definiva laLaterlite di Lentella un impianto di
termocombustione di rifiuti
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.
 
Ciò dopo che nei medesimi terminisi erano espressi, a proposito dell’impianto di Bojano, la Provincia di Campobasso (settembre 2002)e la Regione Molise (ottobre 2002). Per ultima è giunta la conferma del Tribunale di Campobasso(maggio 2007).A seguito di tutto ciò a Bojano la Laterlite ha riconvertito a metano lo stabilimento. Noi, invece,continuiamo da trent’anni a tenere in casa un inceneritore, per lo più senza neppure saperlo, e senzanemmeno i limiti e le cautele specifiche che la legge impone agli inceneritori.
2.3. Gli effetti sulla salute pubblica.
Pochi sanno
 
che –nella medesima occasione che abbiamodianzi citata- il
 
tribunale di Campobasso ha condannato la Laterlite SpA di Bojano (nella personadel suo direttore) per danno ambientale e lesioni volontarie personali alla salute dei cittadini. E chela stessa Provincia di Chieti, nella mozione di cui sopra, affermava a proposito dell’impianto diLentella che
“non vi sono sufficienti garanzie per la tutela della salute pubblica”.
 Meno noto ancora –ne ha fatto oggetto di un’interrogazione il consigliere regionale emiliano dellaLega Nord, Roberto Corradi- è che l’ARTA di Parma, in due campagne di monitoraggio effettuatetra il maggio 2006 e l’aprile 2007 nel comune di Solignano, ha rilevato in tutti i referti la presenzadi sostanze mutagene nel particolato atmosferico e nel suolo
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.E a Lentella? Quasi nessuno sa che nell’aprile 2006 l’Istituto Mario Negri Sud ha proceduto perconto della Provincia alla raccolta, nei pressi della Laterlite di Lentella, di un singolo campione diterreno, a scopo di analisi. S’è trattato di una rilevazione poco più che simbolica, per l’esiguità delcampione e la sua sporadicità. Ma anche in questo caso è stata rilevata la presenza di
diossine e difurani
(potenti cancerogeni e mutageni), sia pure in quatità “ampiamente al di sotto del limitemassimo accettabile”.Il Mario Negri Sud, nella sua relazione alla Provincia, così conclude: “Tuttavia, l'aver accertato lapresenza di diossine e furani lascia ipotizzare che, vista l'assenza nelle vicinanze di altre possibilifonti di emissione, tali classi di sostanze possano provenire dai fumi di scarico dell'impiantoLaterlite.
Pertanto, si ritiene utile proseguire nella caratterizzazione ambientale
, focalizzandol'attenzione sulla qualità delle emissioni in atmosfera. A tal fine, risulta fondamentalel'interessamento dell'ARTA, l'ente ufficialmente preposto ai controlli, che dovrà effettuare prelievidirettamente sul punto di uscita dei fumi di scarico e, successivamente, analizzare i campioniraccolti, allo scopo di rilevare eventuali superamenti dei limiti di legge.”
Non risulta che la Provincia abbia mai disposto questi controlli.2.4. L’acqua potabile.
Controlli che sarebbero ancora più importanti tenuto conto che nei pressidella Laterlite, in località Pietra Fracida del comune di Lentella, il COASIV ha posto da tempo unpunto di captazione delle acque superficiali del fiume Trigno. Queste, dopo un processo dipotabilizzazione, vengono immesse nell’acquedotto (di Vasto Marina e S. Salvo Marina) nei mesiestivi.
Da notare che
il D.Lgs. 2/2/2001 n. 31, che fissa i criteri di qualità delle acque potabili, nonprende in considerazione le diossine e i furani tra le sostanze da monitorare. Sicché essi, anche se
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La mozione è riportata in:http://www.portanuovavasto.altervista.org/inquinamentoatmosferico/documenti/06_07_21_provincia_osserv.htm 
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Un recente documento (marzo 2008) di
 Doctors for the Environment 
di Parma parla di “forte positività al test di mutagenesidel polverino in uscita dal camino”.
 
fossero presenti, non sarebbero comunque rilevati. Questa circostanza è stata sin’ora ignorata datutti.
3. Una questione di informazione.3.1.
 
Le informazioni dell’assessore Caporrella.
Eppure, secondo l'assessore provincialeall’Ambiente, Caporrella, la Laterlite di Lentella è
“un’azienda modello
 
nel rispetto delle normativeambientali e del territorio circostante”
;
“è monitorata e sicura”;
i controlli, poi,
“sono effettuaticon rigore e precisione”
. Gli hanno fatto eco il consigliere D’Amico (
“rigoroso rispettodell’ambiente e della salute pubblica”
), la consigliera Menna (
“pienamente soddisfatta”
delledichiarazioni dell’assessore), infine la consigliera Di Biase, che ha persino invitato un responsabiledell’azienda a parlare –senza contraddittorio, s’intende- in commissione consiliare.Forse l’assessore provinciale dispone di informazioni personali, precluse a noi comuni cittadini, cheegli in segreto ha rivelato ad alcuni consiglieri. Può essere. Lo informiamo però che, se così fosse,egli si troverebbe in palese violazione della legge
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.Più probabile, invece, che egli intendesse riferirsi, senza citarlo, al rilascio da parte della Regione(settembre 2008) dell’Autorizzazione Integrata Ambientale a favore dell’impianto di Lentella.
3.2. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
L’AIA è l’autorizzazione all’esercizio diun dato impianto avente per oggetto il suo impatto ambientale, ed eventualmente le prescrizionidell’autorità pubblica a proposito delle misure per ridurlo. La procedura è pubblica a tutti gli effetti,sicché la legge regola le modalità per l’accesso e la partecipazione
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. Sta di fatto che, nella gestionedi questa autorizzazione (e purtroppo non solo di questa), la Regione Abruzzo di pubblico halasciato davvero ben poco.Posto che sia stato pubblicato l’avviso di inizio della procedura (ma noi non l’abbiamo trovato); dicerto non lo è stata, com’è invece prescritto dalla legge, la documentazione istruttoria
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; e neppure ilprovvedimento finale di valutazione, né da solo, né –come richiede la legge- insieme delle relativeprescrizioni
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.Tra queste ultime, per grazia dell’assessore Caporrella, siamo stati informati
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figurare una
centralina di monitoraggio per le emissioni dei fumi in atmosfera.
Ebbene, a un anno e mezzo dallaconclusione del procedimento non è dato di sapere entro quale data avrebbe dovuto essere attivata;né dove dovrebbe essere posta; né quali sostanze dovrebbe rilevare.È normale, questo? A Solignano, in occasione dell’analoga procedura di AIA, la Provincia di Parma(in Emilia la competenza spetta alle Provincie) ha prodotto e pubblicato a carico della Laterlite 62pagine di prescrizioni. L’intero iter è stato seguito da un comitato permanente composto dagli entipubblici interessati e dalle associazioni locali, il quale al termine ha portato il risultato finale allavalutazione di una pubblica assemblea. Per noi, cose dell’altro mondo…
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L’Art. 8, 1° comma, del DLgs 195/2005 (“Accesso del pubblico all'informazione ambientale”) così dispone:“L'autorità pubblica rende disponibile l'informazione ambientale detenuta rilevante ai fini delle proprie attivitàistituzionali avvalendosi delle tecnologie di telecomunicazione informatica e delle tecnologie elettroniche disponibili”.È appena il caso di aggiungere che in rete queste informazioni non ci sono.
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Art. 10 DLgs 152/2006, così come modificato dal
 
D.Lgs. n. 4 del 16 gennaio 2008.
 
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“In ogni caso tutta la documentazione istruttoria deve essere pubblica sul sito web dell'autorità competente”: Art. 24, comma10, DLgs 152/2006 (“Codice dell’ambiente”)
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Così il successivo Art. 27, 2° comma: “Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale deve essere pubblicato perintero e su sito web dell'autorità competente”. Sul BURA n° 55 del 24.09.2008 è stata pubblicata in tutto una mezza paginetta,zeppa di
omissis
.
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L'assessore Caporrella, durante il Consiglio Provinciale dello scorso 28 settembre, ha dichiarato che l’AIA “ha previstol'apposizione di una centralina di monitoraggio per le emissioni dei fumi in atmosfera, controllandole 24 ore su 24,trasmettendo tutti i dati direttamente ad un terminale situato negli uffici Arta competenti per i rilievi.”
“Ha previsto”
, si badibene: ma dopo un anno e mezzo la previsione resta ancora inattuata. Entro quale data la centralina dovrebbe essere attivata;dove; e quali sostanze dovrebbe rilevare: sono domande elementari, ma prive di risposta.

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