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fertirrigazione

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POM OTRIS - attività di sostegno ai Servizi di Sviluppo per l'Agricoltura - fertirrigazione
 
LA FERTIRRIGAZIONE DELLE COLTURE ORTICOLE
Introduzione
 Per fertirrigazione si intende la distribuzione di concimi con l'acqua di irrigazione. Questa tecnologia si èapprezzata maggiormente con la diffusione della irrigazione a goccia. La fertirrigazione è, infatti,abbinata preferibilmente all'irrigazione localizzata o alla subirrigazione, anche se può adattarsipraticamente a qualsiasi metodo irriguo. Nella pratica della fertirrigazione si realizza un effettosinergico, l'acqua migliora l'assorbimento dei fertilizzanti ed al tempo stesso questi rendono piùefficiente il consumo dell'acqua.Presupposti importanti per un efficiente e razionale impiego della fertirrigazione sono la conoscenzadelle esigenze nutrizionali (minerali ed idriche) della coltura, della fertilità del suolo e dellecaratteristiche dell'acqua di irrigazione, connessi ad una gestione razionale della tecnica irrigua.Nella fertirrigazione occorre aumentare la disponibilità di elementi nutritivi nel volume di terrenoumettatato costituendo una disponibilità di elementi nutritivi proporzionale al grado di assimilazionedella coltura. La quantità di elementi nutritivi da apportare dipende dalle asportazioni della coltura edalla loro disponibilità nel terreno. 
I vantaggi e gli svantaggi della fertirrigazione
 I principali vantaggi della fertirrigazione sono:
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impiego di poca manodopera per le operazioni di applicazione del concime;
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non calpestamento del terreno con le macchine;
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facilità di esatto frazionamento della concimazione azotata;
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l'applicazione dei fertilizzanti interessa lo spessore di terreno effettivamente esplorato dagliapparati radicali delle colture;
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possibilità di intervento anche in momenti in cui il terreno non è praticabile per i mezzimeccanici, per la presenza della coltura.Gli aspetti negativi principali sono collegati a:
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limitazione alle sole coltivazioni irrigue;
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necessità di un impianto di irrigazione più perfezionato e costoso;
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interventi di irrigazione non strettamente necessari ma effettuati a sola funzione concimante;
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perdite per dilavamento e volatilizzazione a causa di impianti irrigui inefficienti o di particolaricondizioni chimiche del terreno che favoriscono la volatilizzazione dell'ammoniaca.Una razionale gestione della fertirrigazione consente, generalmente ma non sempre, di migliorare le reserispetto alla concimazione tradizionale. In una coltivazione di pomodoro da industria la resa è statamaggiore del 17% in fertirrigazione rispetto alla concimazione tradizionale con irrigazione adaspersione. In una prova quadriennale su pesco l'apporto di azoto e potassio in fertirrigazione non hafornito maggiori rese rispetto alla fertilizzazione localizzata sulla fila.In fertirrigazione l'apporto di elementi nutritivi può essere inferiore rispetto alle dosi indicate per il pienocampo perché la distribuzione è mirata alla zona del terreno dove si concentra maggiormente l'apparatoradicale e minori sono le perdite di nutrienti. Nei disciplinari di produzione integrata viene, in effetti,raccomandata una riduzione di circa il 30% degli elementi fertilizzanti rispetto alle quantità indicate peril pieno campo. Diverse sperimentazioni sono state effettuate per valutare le dosi ottimali da adottare infertirrigazione. In una prova di lattuga Iceberg la resa maggiore, pari a 53 t/ha (33 prodottocommerciale), è stata ottenuta con dosi di N pari a 100 kg/ha. In fragola con fertirrigazione settimanalela produzione maggiore è stata ottenuta con dosi di 100 kg/ha. In una coltivazione in serra di peperone
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POM OTRIS - attività di sostegno ai Servizi di Sviluppo per l'Agricoltura - fertirrigazione
con dosi di azoto variabili fra 0 e 350 kg/ha la resa maggiore è stata ottenuta con 150 kg/ha distribuiti infertirrigazione.Per prevenire fenomeni di inquinamento per dilavamento è opportuno che la tecnica irrigua adottataassicuri una elevata efficienza ed uniformità distributiva dell'acqua. Occorre, quindi, distribuire volumidi adacquamento idonei a portare alla capacità idrica di campo il volume di terreno esplorato dalle radici,ciò significa definire correttamente le variabili irrigue (turni e volumi), conoscere le caratteristicheidrologiche del terreno, la profondità delle radici e dell'umidità del terreno al momento dell'irrigazione.Nel caso di irrigazione a goccia è opportuno adottare, nei terreni sabbiosi, turni irrigui giornalieri o agiorni alterni, anche in considerazione delle perdite di acqua per evapotraspirazione (>5-6mm al giorno).Nei terreni argillosi occorre adottare turni irrigui di 3-4gg per evitare fenomeni di asfissia e diformazione di crepacciature.Anche la scelta e la tipologia dell'impianto irriguo è di estrema importanza: la portata e il numero digocciolatoi per m
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devono consentire una erogazione tale da ottenere una continuità di volume di terrenobagnato lungo tutta la linea distributrice, inoltre la superficie di terreno umettata deve essere adeguataalle esigenze della coltura, la distanza tra i gocciolatoi sull'ala disperdente può variare tra 30-40 cm e 60-80 passando da terreni sabbiosi a terreni argillosi. Solo in questo modo sarà possibile ottenere unaelevata uniformità ed efficienza di distribuzione dell'acqua e contemporaneamente una efficacefertirrigazione.In una prova di fragola fertirrigata continuativamente ad ogni intervento irriguo e mantenuta sempre incondizione di elevata umidità del suolo l'azoto nitrico lisciviato è stato pari a 1535 kg/ha e l'efficienzaazotata è stata del 12%. Naturalmente questi elevati valori di perdita dei nutrienti e di inquinamento dellefalde dipendono da una errata gestione dell'irrigazione e della fertirrigazione associata a condizionisfavorevoli idrodinamiche dei suoli, come riscontrato in aree ad alta intensità agricola della Spagna dovei livelli di nitrati nelle falde sono stati superiori a 160 mg/l NO
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. I suoli con caratteristiche piùsfavorevoli, e che quindi sono più soggetti a rischio di inquinamento da nitrati, sono i terreni sabbiosi perla limitata capacità di ritenzione idrica e di scambio cationico, quelli con falda superficiale (< a 2 m), iterreni con uno ridotto strato utile (15-20 cm), i terreni con una pendenza elevata, quelli ricchi insostanza organica.L'aumento del numero di fertirrigazioni, a parità di dose di fertilizzante, determina generalmente unaumento della resa. In una prova di pomodoro la resa è stata maggiore nella tesi con più frequentifertirrigazioni, rispetto a 2 o 4 fertirrigazioni. Nel caso di più frequenti fertirrigazioni il contenuto diazoto nella soluzione del terreno è stato meno fluttuante e comunque superiore a 50 ppm .Una gestione ottimale della fertirrigazione ha naturalmente influenza anche sulla qualità dellaproduzione, anche se le differenze tra fertirrigazione e fertilizzazione tradizionale non sono sempre nette.In una prova di melone, ad esempio, nessun effetto è stato riscontrato sul grado brix fra i diversitrattamenti azotati (urea, solfato ammonico, urea + nitrato di potassio) in fertirrigazione o confertilizzazione tradizionale. In una prova di pomodoro fertirrigato il contenuto minerale dei fruttipresentava valori maggiori del controllo, anche se il diverso grado di maturazione aveva un effetto suqualità e contenuto minerale dei frutti maggiore rispetto alla pratica della fertirrigazione. Il peso medio ela consistenza dei frutti di fragola, in regime di fertirrigazione settimanale con azoto (con dosi variabilida 50 a 250 kg/ha), non hanno avuto variazioni nei due anni di prova. 
L'inquinamento ambientale e la fertirrigazione
 Nel codice di buona pratica agricola (CBPA), relativo alla protezione delle acque dall'inquinamentoprovocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (Direttiva CEE 91/676), vengono incoraggiate quelletecniche con le quali la concimazione azotata viene effettuata con poco anticipo rispetto ai momenti difabbisogno (concimazione in copertura, fertirrigazione). Inoltre viene ribadita l'importanza di praticare lafertirrigazione con metodi irrigui che assicurino una elevata efficienza distributiva dell'acqua; ilfertilizzante non deve essere immesso nell'acqua di irrigazione sin dall'inizio dell'adacquata, mapreferibilmente dopo aver somministrato circa il 20-25% del volume di adacquamento; la fertirrigazionedovrebbe completarsi quando è stato somministrato l'80-90% del volume di adacquamento. Nel caso dicolture a ciclo breve, come la maggior parte delle ortensi da foglia, da frutto o da radice (insalate, cavoli,zucchine, ravanelli, ecc.) il momento di esecuzione della concimazione passa in secondo piano, comemisura di contenimento delle perdite per dilavamento dei nitrati, rispetto al rischio, ben maggiore, di unirrazionale eccesso di concimazione azotata molto ricorrente in questo tipo di colture.
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POM OTRIS - attività di sostegno ai Servizi di Sviluppo per l'Agricoltura - fertirrigazione
La dose di azoto deve assicurare una congrua risposta produttiva: si tratta di stabilire gli obiettivi diproduzione, quelli che conciliano al meglio la remunerazione dei produttori, l'approvvigionamento deiconsumatori e la minimizzazione del rischio ambientale.Nello stimare i fabbisogni di azoto si è seguita la linea di prendere come base i livelli medio-alti diproduttività e i conseguenti prelevamenti di azoto da parte delle colture, quali risultano dallacomposizione chimica delle biomasse prodotte. Le stime del fabbisogno di azoto per le colture orticoleriportate in tabella 1 potrebbero far conseguire con il massimo di semplicità il risultato di evitare eccessiclamorosi di concimazione azotata. Tabella 64.Principali specie orticole e limiti fisiologici del loro fabbisognoazotato per una produzione medio-alta Fabbisogno di Azotokg/haResa ipotizzatat/haAglio12012Carota15040Cipolla12030Rapa12025Asparago1805Bietola da coste13050Carciofo20015Cavolo verza e cappuccio20030Cavolo broccolo15015Cavolfiore20030Finocchio18030Insalata (Lattuga)12025Insalata (Cicoria)18035Spinacio12015Cetriolo15060Cocomero10050Fragola15020Melanzana20040Melone12035Peperone18050Pomodoro16060Zucchina20030 
La metodologia della fertirrigazione
 Una razionale applicazione della fertirrigazione richiede di stabilire diversi parametri (quantità e rapportifra gli elementi nutritivi, composizione chimica della soluzione, frequenza degli interventi difertirrigazione rispetto agli interventi irrigui).Possiamo distinguere, fondamentalmente, due metodologie di fertirrigazione:
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Distribuzione di elementi nutritivi continua e proporzionale all'intervento irriguo. Questo metodoha il vantaggio di essere estremamente semplice e consente di aumentare la distribuzione deifertilizzanti all'aumento della domanda di acqua di irrigazione. E' una metodologia che si avvicinaalla tecnica della fertirrigazione delle colture fuori suolo. Estrema importanza ha la composizionechimica della soluzione, la sua conducibilità elettrica e la reazione del pH. Nella versione estremail terreno costituisce solamente un supporto della coltura.
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Distribuzione di elementi nutritivi definita e suddivisa per ciascuna fase fenologica. Il fabbisognodella coltura viene stimato attraverso un bilancio che considera le asportazioni, le
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