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Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese

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L’“Osservatorio permanente sulla micro e piccola impresa milanese” - nato nel 2006 dalla
collaborazione tra ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, e la
Fondazione Sviluppo Impresa della Compagnia delle Opere di Milano e Provincia e cofinanziato
dalla Camera di Commercio di Milano - a fine 2008 ha portato a compimento la sua terza
rilevazione. L’edizione 2008 dell’Osservatorio propone alcune novità rispetto al lavoro svolto
nei due anni precedenti. Le più rilevanti riguardano il campione: innanzitutto, esso è stato
ulteriormente ampliato rispetto alle passate rilevazioni (835 imprese nel 2006 e 948 imprese nel
2007) ed è costituito da 1.818 imprese, appartenenti ai settori “Industria” (22%), “Commercio”
(28%) e “Servizi” (50%). Coerentemente con la natura dell’Osservatorio, le micro imprese
(numero di dipendenti inferiore a 9) rappresentano il 73% del campione, le piccole imprese
(numero di dipendenti compreso tra 10 e 49) il 23% e le medie imprese (numero di dipendenti
compreso tra 50 e 249) il 4%. In secondo luogo, il campione è statisticamente rappresentativo
della popolazione di micro e piccole imprese milanesi secondo quanto risulta dai dati ISTAT
2006 (su circa 360.000 imprese, 94% sono micro imprese, 5.1% piccole imprese e 0.9% medie
imprese). Infine, per la definizione del campione sono state utilizzate due diverse banche dati:
l’elenco delle PMI iscritte alla Compagnia delle Opere di Milano (circa 70% del campione) e
l’elenco delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Milano (30% del campione).
L’“Osservatorio permanente sulla micro e piccola impresa milanese” - nato nel 2006 dalla
collaborazione tra ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, e la
Fondazione Sviluppo Impresa della Compagnia delle Opere di Milano e Provincia e cofinanziato
dalla Camera di Commercio di Milano - a fine 2008 ha portato a compimento la sua terza
rilevazione. L’edizione 2008 dell’Osservatorio propone alcune novità rispetto al lavoro svolto
nei due anni precedenti. Le più rilevanti riguardano il campione: innanzitutto, esso è stato
ulteriormente ampliato rispetto alle passate rilevazioni (835 imprese nel 2006 e 948 imprese nel
2007) ed è costituito da 1.818 imprese, appartenenti ai settori “Industria” (22%), “Commercio”
(28%) e “Servizi” (50%). Coerentemente con la natura dell’Osservatorio, le micro imprese
(numero di dipendenti inferiore a 9) rappresentano il 73% del campione, le piccole imprese
(numero di dipendenti compreso tra 10 e 49) il 23% e le medie imprese (numero di dipendenti
compreso tra 50 e 249) il 4%. In secondo luogo, il campione è statisticamente rappresentativo
della popolazione di micro e piccole imprese milanesi secondo quanto risulta dai dati ISTAT
2006 (su circa 360.000 imprese, 94% sono micro imprese, 5.1% piccole imprese e 0.9% medie
imprese). Infine, per la definizione del campione sono state utilizzate due diverse banche dati:
l’elenco delle PMI iscritte alla Compagnia delle Opere di Milano (circa 70% del campione) e
l’elenco delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Milano (30% del campione).

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Osservatorio PermanenteMicro e Piccola Impresa Milanese
Febbraio 2009
 
13Osservatorio Permanente Micro e Piccola Impresa Milanese
1. Executive Summary
L’“Osservatorio permanente sulla micro e piccola impresa milanese” - nato nel 2006 dallacollaborazione tra ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, e laFondazione Sviluppo Impresa della Compagnia delle Opere di Milano e Provincia e cofinanziatodalla Camera di Commercio di Milano - a fine 2008 ha portato a compimento la sua terzarilevazione. L’edizione 2008 dell’Osservatorio propone alcune novità rispetto al lavoro svoltonei due anni precedenti. Le più rilevanti riguardano il campione: innanzitutto, esso è statoulteriormente ampliato rispetto alle passate rilevazioni (835 imprese nel 2006 e 948 imprese nel2007) ed è costituito da 1.818 imprese, appartenenti ai settori “Industria” (22%), “Commercio”(28%) e “Servizi” (50%). Coerentemente con la natura dell’Osservatorio, le micro imprese(numero di dipendenti inferiore a 9) rappresentano il 73% del campione, le piccole imprese(numero di dipendenti compreso tra 10 e 49) il 23% e le medie imprese (numero di dipendenticompreso tra 50 e 249) il 4%. In secondo luogo, il campione è statisticamente rappresentativodella popolazione di micro e piccole imprese milanesi secondo quanto risulta dai dati ISTAT2006 (su circa 360.000 imprese, 94% sono micro imprese, 5.1% piccole imprese e 0.9% medieimprese). Infine, per la definizione del campione sono state utilizzate due diverse banche dati:l’elenco delle PMI iscritte alla Compagnia delle Opere di Milano (circa 70% del campione) el’elenco delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Milano (30% del campione).Come nelle due precedenti rilevazioni, lo strumento per attuare il monitoraggio è un questio-nario, somministrato agli imprenditori da un gruppo di operatori specializzati della FondazioneSviluppo Impresa nel periodo Settembre-Novembre 2008. Alcune novità sono state introdottenella struttura del questionario e nei contenuti: innanzitutto, sulla base dell’esperienza delle dueprecedenti rilevazioni, sono state selezionate le aree di indagine più significative – investimenti einnovazione, finanza, estero, lavoro e formazione, responsabilità sociale di impresa e sviluppo; insecondo luogo, sono state inserite delle domande volte a cogliere l’opinione degli imprenditoririspetto ad alcune delle problematiche più discusse a livello politico ed economico, come lacompetitività internazionale delle imprese italiane, il problema degli immigrati, la minaccia delleeconomie emergenti, le opportunità legate all’Europa e all’Expo 2015. Infine, la disponibilitàsu alcuni indicatori di una serie storica di tre anni, consente di cogliere in chiave dinamica ifenomeni in atto nell’economia delle micro e piccole imprese milanesi.La terza rilevazione dell’Osservatorio è avvenuta in un momento particolarmente critico perl’economia mondiale e la crisi che ha colpito il sistema economico negli ultimi mesi del 2008presumibilmente avrà dei risvolti anche sulle micro e piccole imprese milanesi. Nell’analisi deidati presentati in questo rapporto è opportuno considerare che gli effetti di tali eventi potrannoessere compiutamente valutati solo nei mesi a venire.Di seguito si riportano i principali segnali – alcuni positivi, altri negativi – emersi dalla ricerca. Insintesi, è possibile affermare che, al momento, le PMI milanesi resistono alla crisi. Per fronteggiarel’attuale incertezza di mercato, le micro e piccole imprese milanesi tagliano gli investimenti e
 
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concentrano le proprie forze sui dipendenti, sempre più legati alle imprese da rapporti di lungoperiodo. L’apertura verso i mercati esteri e le opinioni rispetto alla competitività internazionaledimostrano che le micro e piccole imprese milanesi sono ben consapevoli dei propri punti diforza, ma soffrono del difficile rapporto con gli istituti di credito e hanno, quindi, bisognodi sostegno: sarebbe auspicabile in tal senso un intervento da parte delle Istituzioni e delle Associazioni vicine alle imprese.
Segnali positivi
Un primo segnale positivo è legato al mondo del lavoro: nonostante il momento di profondacrisi dell’economia, per il 70% di micro e piccole imprese milanesi il numero dei dipendenti èrimasto stabile rispetto allo scorso anno, per il 17% è aumentato e solo per l’8% è diminuito.Si rileva, inoltre, un significativo aumento rispetto al 2007 del numero di imprese che ricorrein prevalenza a contratti a tempo indeterminato (23% nel 2007, 53% nel 2008).Con riguardo all’
internazionalizzazione 
, i dati fanno emergere una interessante apertura dellemicro e piccole imprese verso i mercati esteri: il 26% delle imprese milanesi intrattiene rapporticon l’estero; nel complesso, il 18% del campione esporta, il 10% importa e solo il 2% detieneattività produttive all’estero. Sono le imprese di piccole dimensioni ad essere maggiormenteorientate all’internazionalizzazione: sono, infatti, presenti all’estero il 39% delle piccole imprese,il 29% delle medie e il 25% delle micro. Le imprese del settore industriale sono le più attivesul fronte export (38% del campione); le imprese commerciali, invece, sono le più legate agliapprovvigionamenti esteri. Tra le imprese del campione non internazionalizzate (1.294 imprese),il 24% dichiara di avere intenzione di attivare relazioni di import, export o di delocalizzare laproduzione in futuro. Le aree più presidiate dalle imprese milanesi sono Europa Occidentaleed Est Europa; seguono USA e America del Nord, Cina, Africa e Medio Oriente.Con riguardo alla
competitività internazionale 
delle imprese milanesi, gli imprenditori ritengonoche ci sia stato un timido miglioramento nel 2008 rispetto all’anno 2007, mentre, riguardo allacompetitività futura, le opinioni degli imprenditori sembrano leggermente più ottimistiche.In tale direzione, grandi aspettative sono riposte sull’EXPO 2015.Il 64% del campione dichiara di avere
occasione per discutere con altri 
(imprenditori, associazioni,ecc.) la linea di sviluppo della propria impresa: questo dato è in aumento rispetto al 2007 (56%).Tra le problematiche indagate ne emergono due prevalenti – in particolare per le imprese dimicro e piccole dimensioni – che sono “fisco e imposte” (24%) e “accesso al credito” (24%),seguite da “capitale umano” (20%), “concorrenza delle economie emergenti” (15%), “necessità diinnovazioni generiche” (14%) e “necessità di innovazioni tecnologiche e di processo” (5%). Alle imprese intervistate è stato chiesto di esprimere una valutazione relativa ad alcune delleproblematiche più discusse a livello politico ed economico: sono emersi segnali interessanti intermini di
 fiducia per il futuro 
. Innanzitutto, per il 77% del campione gli immigrati sono unarisorsa e non un ostacolo allo sviluppo dell’economia milanese. In secondo luogo, per il 77%del campione l’Europa costituisce un’opportunità per la futura crescita dell’economia italiana.
Executive Summary

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