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Neurofisiologia-Giordano Perin

Neurofisiologia-Giordano Perin

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Appunti di neurofisiologia
Appunti di neurofisiologia

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 APPUNTI DI  NEUROFISIOLOGIA
Giordano Perin a.a. 2009/2010
 
Giordano Perin; fisiologia II: neuroscienze 1: introduzione
INTRODUZIONE
Tre sono le domande fondamentali alle quali la biologia non è ancora riuscita a rispondere:
come ha avuto inizio alla vita.
come una singola cellula fecondata si trasformi in un organismo pluricellulare.
come il sistema nervoso centrale elabori le informazioni che riceve per tradurle in azioni.Alla neurofisiologia, trattata nel corso di fisiologia umana II, compete il cercare la risposta a questaultima domanda. Sulla base delle ultime ricerche possiamo dire che fondamentalmente sono due letesi che si propongono come base per la risoluzione di questo problema:la tesi di ANTONIO DAMASIO secondo cui LA DIFFERENZA TRA L'UOMO E TUTTI GLIALTRI ANIMALI È L'AUTOCOSCIENZA e tale autocoscienza prevede la presenza di un concettonella mente umana il cui sviluppo è strettamente legato a:
lo sviluppo dell'ENCEFALO in ogni senso.
lo sviluppo del LINGUAGGIO.il linguaggio soprattutto è essenziale per la rappresentazione dei concetti: ad ogni parolacorrisponde infatti un significato che noi comprendiamo e possiamo comunicare. D'altro canto ègiusto sottolineare come lo sviluppo dell'autocoscienza porta all'uomo anche la capacità diragionare su sé stesso e sull'esistenza in modo a volte DISTRUTTIVO.La tesi di EDELMAN secondo la quale la mente è una struttura che nasce da un rapporto tracorteccia e talamo: si tratterebbe di un rapporto OSCILLATORIO E CIRCOLARE. Un uomoDECEREBRATO che abbia scisso il IL MESENCEFALO dalla CORTECCIA È UN VEGETALE,il corpo vive e il cuore batte, ma l'individuo non è cosciente.A prescindere da quale delle due tesi sia più vicina alla realtà, possiamo oggi dire con discretacertezza DOVE RISIEDE LA COSCIENZA:
nei cento milioni di NEURONI presenti nel cervello.
nei cento miliardi di CELLULE DELLA GLIA presenti nel cervello.le cellule gliali hanno una funzionalità straordinaria rispetto a quanto non si pensasse anni fa: essenon generano impulsi, sono silenti, ma hanno canali al potassio e possono tramite essi generaremodificazioni oscillatorie del potenziale, ma non spikes.Un metodo di indagine che negli ultimi anni ha consentito delle scoperte straordinarie è sicuramenteLA RISONANZA MAGNETICA o MRI: si tratta di una tecnica di analisi che sfrutta il fatto cheOGNI ATOMO immesso in un campo magnetico è CAPACE DI MODIFICARE LO SPIN DEISUOI ELETTRONI e che tale modificazione comporta un assorbimento di ENERGIA che vieneRESTITUITA e REGISTRATA COME UN'ONDA che si presenta, ovviamente, differente per ogniatomo. In un indagine di questo tipo si generano delle immagini per sezioni che dall'apice dellacalotta cranica arrivno fino al midollo spinale. La differente colorazione delle diverse regioni è datadalle diversità strutturali del tessuto:
la SOSTANZA GRIGIA che presenta una quantità di acqua considerevole:
presenta più molecole.
presenta molecole reattive, polari.
SOSTANZA BIANCA che presenta invece una considerevole quantità di lipidi:
presenta meno molecole.
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Giordano Perin; fisiologia II: neuroscienze 1: introduzione
presenta molecole meno polari.
LIQUOR E OCCHIO presentano una grande quantità di sostanze liquido-gellose e quindidanno una immagine scura.LA STORIA DELLA INDAGINE NEUROFISIOLOGICA:
600-400 a.C.: per primi furono i i filosofi greci a ragionare sul concetto di anima, ma non fupossibile per loro individuare il cervello come centro della mente umana.
1543: Vesalio fu il primo a descrivere la anatomia esterna del cervello, in particolare rispettoalle circonvoluzioni e alla loro conformazione.
1798: Galvani fu il fondatore della neurofisiologia grazie alla rilevazione della attivitàelettrica del sistema nervoso della rana.
1891: Cajal individuò il cervello come costituito di cellule interrelazionate a formare dellevie di trasmissione organizzate.
1897: Sherringhton propose che le cellule che compongono il sistema nervoso interagiscanotra loro tramite SINAPSI.
1920s: Langley, Loewi e Dale scoprirono la NEUROCHIMICA cerebrale e tutte leconseguenze ad essa correlate.
Con Shannon, Weaver e Weiner negli anni 40 prende piede il concetto di INTELLIGENZAARTIFICIALE.
Hodking, Huxley, Katz ed Eccels che cominciano a studiare i singoli neuroni.
Si passa ad analisi sempre più precise e minuziose legate ad un IMAGING SEMPRE PIÙEFFICIENTE.Due posizioni si sono sempre scontrate storicamente sulla natura strutturale del sistema nervoso:
NEURONISMO DI CAJAL: Cajal ritiene che i neuroni interagiscano tra loro per contiguitàma che siano sempre entità indipendenti.
RETICOLARISMO DI GOLGI: ritiene che il complesso del cervello sia un'unica retecomplessa.Alcuni oggi ritengono che sia possibile riprendere la teoria di Golgi rileggendola sotto un profilodifferente relativo alla strutturazione reticolare ed estremamente intrecciata delle cellule del sistemanervoso.Concettualmente la neurofisiologia ebbe uno sviluppo molto particolare nel corso dei secoli: già nel1700aC venne per la prima volta utilizzato il termine CERVELLO mentre già con IPPOCRATE,terzo quarto secolo a.C., si comincia a sviluppare l'idea del cervello come il nucleo fondamentaledelle emozioni e dei pensieri nonché il centro delle percezioni; per il medico greco il cervello èinfatti quell'organo che è capace di generare:
emozioni percepite sulla base di uno stimolo esterno.
necessità legate ai bisogni del corpo e che generano dall'interno del corpo stesso.Possiamo addirittura dire che Ippocrate per primo intuisce come I CIRCUITI DELLA MEMORIAsiano STRETTAMENTE ASSOCIATI ALLA PERCEZIONE DELLA EMOZIONE: i concetti digradevole e sgradevole sono essenziali al ricordo. A Ippocrate si deve anche l'intuizione di associareil cervello ai fenomeni di follia e di schizofrenia. JAN FERNELL fu il primo a intuire il concetto difisiologia; subito dopo, nel 1664, entra in gioco il concetto di ATTIVITÀ RIFLESSA associatasoprattutto alla percezione del dolore e alla risposta allo stesso, tuttavia le conoscenze del cervellosono ancora troppo giovani per poter giungere ora ad una conclusione o una risposta. Il contributo
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