mercoledì 3 marzo 2010 - pagina web
Pubblicato dall’Ufficio Stampa – Università Mediterranea
Reggio, Mediterranea: Di Landro, Pignatone e Ayala incontrano glistudenti dell'ateneo
Ci sarà il “gotha” dei Rettori degli atenei del Mezzogiorno per accogliere oggi all’aula magna “Quistelli”della Mediterranea il procuratore della Corte d’appello e del tribunale di Reggio, rispettivamente SalvatoreDi Landro e Giuseppe Pignatone, e Giuseppe Ayala che molti ricorderanno per essere stato nel poolantimafia voluto da Antonino Caponnetto, insieme a Falcone e Borsellino. Assenti sia Giovanni Latorredell’Unical perché impegnato negli U.S.A. sia Francesco Costanzo della Magna Graecia, Cosenza eCatanzaro, all’iniziativa voluta dal Rettore della Mediterranea di Reggio, Massimo Giovannini, sarannocomunque rappresentate dai delegati dei magnifici, i professori Fantozzi e Viscomi. «Abbiamo volutoricordare l’attentato dello scorso 3 gennaio alla Procura Generale – ha chiarito Giovannini in conferenzastampa – con un’iniziativa che ribadisse il ruolo di baluardo della legalità rappresentato dagli atenei.Soprattutto quelli del Sud, dove il fenomeno della criminalità organizzata è più radicato».Le università invitate sono quelle che fanno parte delle Regioni Obiettivo Convergenza e Competitivitàchiamate dal Magnifico di Reggio a costituire, già dal 2009, una Rete di Atenei del Meridione che possacontribuire allo sviluppo socio economico dei territori in cui le università operano.Modererà l’incontro Felice Cavallaro che ha già all’attivo una collaborazione editoriale con Ayala,
“Laguerra dei giusti: i giudici, la mafia e la politica”
e che oggi farà intervenire dalla sala i vertici dei tribunalie i capi procura di Reggio, Palmi e Locri invitati tra il pubblico alla “Quistelli”, insieme al Prefetto Varrattae agli esponenti delle forze dell’ordine.Una manifestazione che è rivolta alla città e a tutto l’ateneo. «Aspettiamo soprattutto gli studenti – hachiarito il Direttore Amministrativo Antonio Romeo – e i loro organi di rappresentanza in ateneo».Emanuela Martino
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