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Letteratura Giapponese

Letteratura Giapponese

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12/05/2012

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Periodo Nara 718/794
KOGIKI
(Cronaca di antichi avvenimenti,712)Scritto in ibrido cinese che includeva anche elementi giapp.Ha inizio con il racconto della creazione del cielo e della terra, della nascita degli dei, dellaformazione dell’arcipelago giapp.Prosegue con gli avvenimenti
 
relativi agli imperatori semi leggendari a partire da jnmu e siconclude con l’elencazione dei regnanti storici fino all’imperatrice suiko.Quest’opera cominciò ad essere letta solo con lo sviluppo del kokugaku (scuola nazionale)in periodo Tokugawa.
NIHONSHOKI
(Annali del Giappone, 720)Stilato in puro cinese su modello delle storie dinastiche cinesi.Ha inizio con il resoconto della creazione e dei vari dei, quindi annota in ordine cronologicoi regni degli imperatori da jinmu all’imperatrice jito; non ha prefazione, fu sempreconsiderato la prima autentica storia del Giappone.
KOGIKI e NIHONSHOKI
I compilatori usarono ciò che riuscirono a recuperare di miti frammentari e di storietrasmesse oralmente nelle varie province. Sia la scelta delle fonti del materiale indigeno,sia la trattazione delle due opere, non furono imitazioni di modelli continentali.Dal contenuto si deduce che nel tempo che precedette la loro compilazione, esistevanodue stirpi principali di divinità che si identificavano nella tradizione di due regioni: quella diizumo (che si identificava in susanoo) e quella di yamato (si identificava in amaterasu). Ledue famiglie regnanti si proclamavano dirette discendenti da queste due divinità.Susanoo fratello di amaterasu è una diviniviolenta che sale alla piana celeste acompiere delle malefatte per cui viene cacciato via. Ritornato sulla terra si manifesta comeun dio che combatte il male (orochi =drago) e aiuta i buoni. Non viene data spiegazioneper questo brusco cambiamento di carattere: si può supporre che susanoo all’iniziosimboleggiasse due divinità diverse: il dio violento cacciato dalla piana celeste e il diobenevolo abitante della terra.Le due opere incorporarono tutte le divinità del paese in un unico sistema per la necessitàdi legittimare il potere imperiale di yamato riconoscendone la discendenza diretta dagli dei.Nelle opere non compare altro principio per il diritto al trono se non quello dei legami disangue: questo è in contrasto con la tradizione cinese che poneva enfasi sul mandato delcielo per giustificare il possesso del potere imperiale. Aver cercato di giustificare i legamidi sangue delle varie divinità e le leggende ad essa collegate, è indicativo di un notevoletalento da parte del compilatore.
 
La visione del mondo che ricaviamo è triplice: cielo-terra-mare o cielo-terra-oltretomba. Lavita in superficie è paragonata alla luminosità del paese, quella al di sotto all’oscurità e alletenebre.Un punto in comune tra i due mondi era la possibilità per un mortale di andare e venire dauno all’altro. Il cielo non era considerato il luogo il luogo di nascita degli dei, ma un posto diriunione dove tutte le divinità sparse per la terra si ritrovavano.I miti che compaiono non erano quelli nel cuore della gente, ma costituivano unaletteratura mitologica creata dalla classe dominante; essa è riuscita a esprimere anche lospirito del popolo attraverso il racconto della storia. Gli dei non sono rappresentati comeentità trascendentali, non erano la incarnazione della giustizia, della bellezza, della verità.Molte ballate (tramandate dalla gente nei campi) vennero incorporate nelle due cronachecome opera degli dei, degli imperatori e della famiglia imperiale. Queste ballate nonavevano mai per argomento nobili imprese, il mondo dell’aldilà o idee astratte, ma eranol’espressione diretta dell’amore per la propria terra e dell’amore tra uomo e donna.Le parti più belle e liriche del Kogiki hanno sempre a che vedere con storie d’amore e inparticolare con la fuga di amanti.L’idea che l’amore trovi il suo appagamento completo nella morte è molto diffusa nellaletteratura giapp. : può essere interpretato come un tentativo di conferire eternità alle fortiemozioni dell’animo umano.
I FUDOKI
(Note sulla terra e sui costumi, 713)Li usiamo per sapere qualcosa delle credenze e dei sentimenti della gente comune. Sonoscritti in prevalenza in cinese e furono compilati su ordine dell’autorità centrale.Sono la documentazione delle singole province del paese, con i nomi delle località, la loroorigine e caratteristiche. Gli unici giunti fino a noi in forma quasi completa sono: hitachifudoki, harima fudoki, izumo fudoki.Alcune credenze locali non trovano una sistematizzazione nei fudoki come dimostra il fattoche racconti in contraddizione tra loro sono registrati nella stessa regione.L’hitachi fudoki fu compilato circa 10 anni dopo il completamento del kogiki, quindi sonopresenti degli influssi di ques’ultimo.Contiene molte leggende e racconti popolari che non hanno niente a che fare con ledivinità e che compaiono anche negli altri due fudoki.In questi racconti non c’è traccia di Buddismo o Confucianesimo; il mondo delle leggendee dei racconti popolari è pieno di racconti dove si narra di liti e di riconciliazioni tra esseriumani che non hanno niente a che fare con gli dei. Spesso in queste storie sono presentianimali: un serpente nato da una donna si trasforma in un fulmine, un cigno in unaragazza e viceversa. I vari fudoki ci presentano anche delicate leggende popolari(utagaki).Esistevano anche le antiche ballate incluse nel K. e nel N.S. : ballate musicate e cantatedegli spettacoli (kagura), canti conviviali (saibara) e antiche canzoni popolari. La maggior parte delle antiche ballate erano cantate per accompagnare le danze in occasione di festea corte.
 
Erano a verso libero, ma la maggior parte si indirizzava verso l’alternanza di 5 e 7 sillabe etra queste il più rinomato era il tanka. La rima non era usata in modo sistematico; questodistingueva le ballate dai versi rimati delle antiche collezioni cinesi come lo shijing.Una caratteristica saliente delle antiche ballate che trattavano di divinità, re e contadini, èche nella maggior parte dei casi esse erano poemi d’amore; inoltre non trattavano mai dipolitica e di rado di guerra.Uno dei generi più remoti deriva dalle cerimonie in occasione degli utagaki durante i qualiuomini e donne del villaggio si incontravano, si scambiavano poesie e si divertivanoinsieme.Il tanka era di consenso popolare, mentre gli intellettuali optavano per il choka (poesielunghe), pur conservando delle cadenze ritmiche proprie delle ballate.Gli argomenti delle canzoni di provincia sono le divinità, il lavoro nei campi, la natura e icostumi locali, ma il ruolo principale è quello delle relazioni uomo-donna. Diversamentedalle poesie degli utagaki, qui l’emotività è più personale e si esprime con parole d’amoreverso uno specifico individuo. Il fulcro del processo emotivo rientra nella sfera dell’umano,non nel rapporto con le divinità o con la natura.
MAN’YOSHU
(Raccolta di diecimila foglie o diecimila generazioni, 759)E’ la più vasta e antica collezione di liriche giapp. Giunta fino a noi. Non si conoscono inomi dei compilatori, ma è certo che almeno
otomo no yakamochi
e
kakinomoto nohitomaro
ebbero una parte di rilievo.Si compone di circa 4500 poesie; esse rientravano in tre categorie:
zoka
( miscellanee che trattavano di ceriminie, viaggi, banchetti e leggende),
somonka
( poesie d’amore dove si parla dell’amore tra uomo e donna), e
banka
( elegie). Icomponomenti sono scritti in giapp. usando gli ideogrammi cinesi.Molte delle più antiche poesie del man’yoshu furono scritte da imperatori, principi eprincipesse imperiali; tra queste, alcune per il metro e per il contenuto sono simili alleantiche ballate. Queste poesie erano l’espressione di una emotività tutta personale, stesesecondo uno schema prefissato.In questo periodo, oltre ai poeti che appartenevano alla cerchia della famiglia imperiale, siformò una classe di cortigiani che faceva del poetarre una professsione.
Kakinomoto nohitomaro
ne è il massimo rappresentante: quest’opera contiene più di 450 tanka e 20choka scritti da lui, divisi in poemi ufficiali scritti nella sua funzione di poeta di corte e quelliche sono l’intima espressione dei suoi sentimenti.Hitomaro ha portato il choka a livelli insuperati. Altri poeti di corte tentarono di imitarlo, manon raggiunsero i suoi vertici. Ciò significa che il choka non era una forma poetica che siadattasse alla lingua giapp. e ai giapponesi: non possedeva una sistematizzazione della

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