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sguardi48

sguardi48

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   S   G   U   A   R   D   I   N .   4   8  -   D   i  c  e  m   b  r  e   2   0   0   6  -   P  a  g .   1
Sommario
ReutersTina ModottiPhotofusion
La necessitàdi fotografareSguardiincrociati
IncontroSteve McCurry
Passaggio inItalia
3
Iàvàivòi
Calendari
Epson & Gian PaoloBarbieri
7
InviatiFranco Carlisi
9
InviatiManuelaDe Leonardis
13
VetrinaAlfredo Bini
16
Mediterraneo
18
PremioChatwin
20
News
21
Cina,i giardini diSuzhouViaggi in5 scatti
 
   S   G   U   A   R   D   I   N .   4   8  -   D   i  c  e  m   b  r  e   2   0   0   6  -   P  a  g .   2
Editoriale
di Antonio Politano
L’incontro con
Steve McCurry
apre Sguardi di dicembre.Il fotografo della
Magnum
, conosciuto per i suoireportage sul
National Geographic
, è stato di recentein
Italia
, ospite del
 Lucca Digital Photo Festival
, dove hatenuto un
workshop
, e della
Galleria MOdenArte 
di
 Modena
,per l’inaugurazione della sua personale
Sojourn:narratives of Asia
.
Edoardo Agresti
, animatore della
Nikon School Travel
ha partecipato al workshop e ciracconta l’emozionante
esperienza
 a contatto con un
maestro
 del colore e dell’equilibrio della composizione.
Gian Paolo Barbieri
porta avanti da anni, accanto allasua carriera di
fotografo di moda
, una sua personalericerca sulle
foto di
 
natura
: un bianco e nero rigoroso neivolumi, reinventato con raffinati
inserti
 di colore. Una
selezione
 delle immagini prodotte in questi anni anima lepagine del
calendario
 
Epson
e usufruisce delle stampanti,degli inchiostri e delle carte speciali che la
tecnologia
Epson è in grado di restituire.Gli
inviati
di questo numero sono andati vicino e lontano.
Franco Carlisi
ha esplorato un dintorno accanto,nell’ 
entroterra agrigentino
, la micro-comunità (quattropersone) di
Grancifuni
, attraverso immagini piene di
fremiti
di luce e forme,
frammenti
 di colore e vita quotidiana,
bagliori
nel buio,
presenze
 evocate ed esplicite, immagini chesuperano la necessità di
descrivere
 e si fanno, come scrive
Gigliola Foschi
, strumento del
sentire
 oltre i limiti dello
sguardo cosciente
.
Manuela De Leonardis
ha viaggiatolontano e narra del fascino di un brano antico di
Cina
che continua a sopravvivere, tra sviluppo industriale eturismo di massa: l’universo armonico dei
giardini
 di
Suzhou
, non lontano da
Shanghai
, trasposizionearchitettonica e naturalistica della
grazia
 calligrafica.A proposito di
Asia
, la
vetrina
 presenta il lavoro di
AlfredoBini
, appassionato di
Oriente
, ma anche di Africa eAmerica. Il
Mediterraneo
, invece, è al centro del concorso,presentato a
Roma
 per la prima volta, dedicato a
fotografiunder 30
provenienti dai
17 paesi
 che vi si affacciano,finanziato dalla
Unione Europea
 per promuovere una
cultura
 della conoscenza e del rispetto reciproci.Da un
concorso
 all’altro. Dal 2001 è nato in Italia un
Premio
intitolato a
Bruce Chatwin
, lo scrittore inglese scomparsonel 1989, mito e simbolo di molti viaggiatori contemporanei.Quest’anno, accanto alle
sezioni narrativa 
e
 video
, è sta-ta creata anche una
sezione fotografica
 chiamata “un viaggioin 5 scatti”;
Sguardi
 presenta il lavoro dei
primi tre
classificati, con immagini da Bosnia, Tibet e India.Infine, le
news
 segnalano le foto vintage di
Tina Modotti
in mostra alla Galleria
Carla Sozzani
di Milano, la collezione
Ken Damy
 ospitata nella galleria
Photofusion
 di Londra eil
ritratto del pianeta
nelle migliori fotografie di
inizioXXI secolo
dei
 fotografi
 della
Reuters
.Buon
passaggio di anno
da
Sguardi
.
 
   S   G   U   A   R   D   I   N .   4   8  -   D   i  c  e  m   b  r  e   2   0   0   6  -   P  a  g .   3
PassaggioinItalia
Steve McCurryIncontri
Steve McCurry, fotografo della Magnum conosciuto peri suoi reportage sul
National Geographic
, è stato direcente in
Italia
, ospite del
 Lucca Digital Photo Festival
,dove ha tenuto un
workshop
, e della
GalleriaMOdenArte 
di
 Modena
, per l’inaugurazione della suapersonale
Sojourn: narratives of Asia
, in mostra finoal
27 gennaio
.
Quaranta immagini
 originali, tra cui quellaceleberrima della bambina afghana con gli occhi verdiimmortalata negli anni Ottanta in un campo profughipakistano, per raccontare la storia di un
fotoreporter
che ha iniziato la sua carriera
nascondendosi
 sotto gli
abiti
 della gente del posto, per attraversare il
confine
del
Pakistan
 ed entrare in
Afghanistan
 prima dell’ 
invasionerussa
, e che da allora ha sempre cercato di esserein
prima linea
.«Era il
1978
 quando, per la prima volta, sono partito perl’ 
India
», dice McCurry parlando degli inizi del suo lavoroin Asia. «Avevo già
girato il mondo
in lungo e in largo, esono partito con quel
senso di eternità
che accompagnaun giovane che se ne va sbattendo la porta. Ma inquell’occasione non sarebbe stata la stessa cosa. Quellavolta mi sono buttato sulle spalle la
macchina fotografica
certo che in qualche modo avrebbe ripagato le spesedella mia grande
voglia di viaggiare
 ... Passano gli annied è sempre il
 colore
 a spingermi
verso Sud
, lungo la
direttrice Sud-Est
 sino all’ 
Asia
, il
colore
, la
vita
 e la
luce
.La luce dei
templi millenari
 satura di Buddha, Shiva,Allah, la luce che
come una pioggia
 bagna la
Birmania
 ela
Cambogia
, e le distese di polvere risultato dei bombardamentiin
Afghanistan
 dove continua a imperversare la furiadelle
guerre tribali
. Dovunque si vada in quella partedel mondo, la vita è un
tumulto
 che agita le
strade
 e i
bazar
.Come gli incontrollabili eventi climatici e metereologici,la
religione
 governa la vita con una
forza
 che per l’ 
Occidente
è un ricordo lontano che risale al
Rinascimento
». «Nei ritratti ricerco il
momento di vulnerabilità
 in cui l’ 
anima
,pura, si
svela
 e le
esperienze di vita
 appaiono incise nel
volto
», continua McCurry, «per me i ritratti
trasmettono
il desiderio di rapporti umani, un desiderio talmente forteche le
persone
, consapevoli del fatto che non mi vedrannopiù, si
aprono
 all’obiettivo nella
speranza
 che qualcuno,dall’altra parte, li veda; qualcuno che riderà o soffriràcon loro».Molti dei
ritratti
 che hanno reso famoso McCurry sonoin mostra a
Modena
, a fianco degli altrettanto famosi suoi
scatti
 sui pozzi di petrolio in fiamme in
Kuwait
, durantel’invasione irachena, e a immagini scattate in
Kashmir
,in
India
e in
 Afghanistan
. La mostra italiana proponeanche il
documentario
 in cui McCurry e un team delNational Geographic sono tornati a cercare la
bambina
© Steve Mc Curry - Golden Rock,Kyaiktiko, Burma, 1994© Steve Mc Curry - Red boy,Bombay, India, 1996

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