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INQUADRAMENTO NORMATIVO
L’art. 7 della L.R. 17 agosto 2004, n. 23, che detta norme in materia di programmazionesanitaria, sociale e sociosanitaria, in attuazione dei principi contenuti nel D.Lgs.502/1992, così come modificato dal decreto legislativo 229/1999, nella legge 328/2000 enella legislazione regionale di settore, individua il Piano sanitario e sociosanitarioregionale quale fondamentale strumento della programmazione sanitaria, sociale esociosanitaria. Ai sensi dell’art. 8 della medesima legge, esso “definisce, in coerenza conle indicazioni del Piano sanitario nazionale, le strategie regionali in materia di sanità e diintegrazione sociosanitaria” e, inoltre, “ha durata triennale ed è adottato condeliberazione della Giunta regionale, sentite la competente Commissione consiliare e laConferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitariaregionale”(art. 8).La normativa prevede inoltre che il PSSR sia obbligatoriamente sottoposto a parerepreventivo delle Università di Trieste e Udine (Protocolli d’intesa), oltrechéall’acquisizione del parere del Ministero della salute per quanto attiene alla coerenza delpiano regionale con gli indirizzi
del Piano sanitario nazionale.
In merito ad altri pareri, non obbligatori, si richiama l’avvenuta ampia azione diconsultazione sulle criticità del Servizio Sanitario Regionale e su possibili argomentioggetto del PSSR tenuto nella primavera 2009 attraverso il Libro Verde, i cui risultatihanno costituito motivo di analisi e riflessione ai fini della definizione del presente Pianoed in particolare dell’individuazione delle progettualità che lo caratterizzano.Successivamente, il progetto di Piano sanitario e sociosanitario regionale per il triennio2010-2 approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione n. 2460 dd.5.11.2009, è stato oggetto di un vasto dibattito orientato ad ulteriormente promuovere ilcoinvolgimento e la partecipazione del più ampio numero di soggetti istituzionali, socialie professionali e che ha trovato il proprio momento culminante nelle audizioni tenutepresso la Terza Commissione Consiliare permanente nel corso del mese di febbraio. Irisultati dell’intenso confronto così realizzato ed i notevoli contributi in tal modoacquisiti hanno consentito la rielaborazione dell’originaria proposta nella presente sua versione definitiva.