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Capitolo 1
ORIGINI DELLO STATUTO E DEL REGOLAMENTO INTERNO
Le Assemblee di Dio in Italia, che sono la denominazione pentecostale più grande in Italia, hannouno Statuto (come peraltro altre denominazioni evangeliche), che è entrato in vigore allaapprovazione governativa dell’Ente, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica, in data5 Dicembre 1959, n. 1349.Ma qual è l’origine di questo Statuto? E’ quello che vi spiegherò in questa prima parte, e perspiegarvelo nella maniera migliore dovrò partire da lontano, e precisamente dalle origini delMovimento Pentecostale in Italia.
Le prime Chiese Pentecostali in Italia
Nell’Aprile del 1908 quattro fratelli Pentecostali italiani provenienti dall’America vennero in Italia perevangelizzare. Ma la loro missione non ebbe il successo da loro sperato, in quanto 3 di loro dopoavere evangelizzato i loro parenti e conoscenti non poterono vedere persone convertite, mentre ilquarto, di nome Demetrio Cristiani, vide i suoi parenti convertiti, ma non lasciò dietro a sé nessungruppo di credenti in quanto i suoi parenti ritornarono con lui in America.Chi invece, venuto in Italia in quello stesso anno, dopo aver evangelizzato, lasciò dei gruppi dicredenti, fu il fratello
Giacomo Lombardi
(1862-1934). Il primo nucleo di credenti Pentecostalisorse a Roma, che con il tempo andò sempre più aumentando di numero (Lombardi fece altriviaggi in Italia: nel 1912, nel 1914, nel 1917, nel 1919, ed infine nel 1923).Oltre a Lombardi vennero in Italia altri credenti Pentecostali di cui Dio si usò per fondare altreChiese, e furono
Lucia Menna
(1875-1961) che nel 1910, dopo aver lavorato fra gli italiani inArgentina, venne in Italia per portare la testimonianza del Vangelo ai suoi amici e conoscenti, etramite di lei il Signore salvò delle anime a Gissi. Poi ci fu
Pietro Ottolini
(1870-1962) che nel1910 venne a Milano, dove si formò la piccola comunità; poi nel 1911 Ottolini lasciò Milano allavolta delle Valli Valdesi. La prima località dove si recò fu la città di Pinerolo, dove ebbel’opportunità di evangelizzare in varie località ed infine di fondare una comunità a Luserna SanGiovanni (Torino). Abbiamo poi
Vincenzo Castelli
, che nel 1910 lasciò St. Louis e raggiunse il suopaese natio Casalcermelli (Alessandria) per testimoniare del Signore; “alcuni suoi parentiaccettarono il Signore, e tra loro Francesco Testa” (1899-1988), il quale sarà fino al 1935 uno deipredicatori più noti del Movimento Pentecostale in Italia. Il Castelli poi invitò il fratello Ottolini aprendersi cura della piccola comunità nascente. Segue la sorella
Giuseppina Zollo
(1875-?) chenel 1913 tornò al suo paese di Ginosa, in provincia di Taranto, e tramite la sua testimonianzadiverse anime si convertirono a Cristo, non solo a Ginosa, ma anche a Palagianello e Matera.Allo scoppio della prima guerra mondiale esistevano in Italia una decina di comunità pentecostali,che incontravano la forte opposizione dei cattolici romani a tutti i livelli, e quindi erano perseguitate.A queste si andarono via via aggiungendo altre Chiese pentecostali in altre località dell’Italia sortein seguito alla testimonianza di altri fratelli che rientravano in Italia dall’estero proprio perannunciare il messaggio pentecostale ai loro familiari, parenti, conoscenti e amici.Tutte quelle Chiese erano autonome e indipendenti l’una dall’altra, e non possedevano nessunasovrastruttura sopra di esse a cui dovevano ubbidire. Gli unici statuti e le uniche regole a cui sisottoponevano e a cui ubbidivano erano nella Bibbia.