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Note Bando Tritovagliatura

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Published by: rifiutizero_palermo6457 on Mar 28, 2010
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05/01/2010

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 Note tecniche pretrattamento discarica
 NOTE TECNICHE SUI BANDI DI PRETRATTAMENTO IN DISCARICA
 Elementi di carattere prettamente tecnico e non solo, per il ricorso alla delibera sul sistema di tritovagliatura e sul sistema di pretrattamento dei rifiuti primadella collocazione in discarica.
PREMESSA – La vigente normativa europea (Direttiva 2008/98/CE) impone, per quanto riguarda losmaltimento dei rifiuti, l’implementazione rigorosa della seguente gerarchia:Recupero della materiaRecupero di energiaSmaltimentoLa normativa impone chiaramente come priorità nel trattamento dei rifiuti il massimo recuperodi materia che si ottiene in buona parte con la raccolta differenziata ma per la restante partecon la selezione ed il recupero dei materiali contenuti all’interno dei rifiuti indifferenziati.Con le comuni metodologie di recupero di materia (differenziata e selezione della materiadall’indifferenziato) si riesce agevolmente a recuperare materia da un minimo dell’80 % a piùdel 95% dei rifiuti, in base alla metodologia impiegata.Dalla rimanente percentuale di Rifiuti Urbani Residui (RUR), cioè quella al netto delladifferenziata, si recuperano agevolmente ulteriori materiali con la metodologia della selezionee del recupero.Allo stato dell’arte la migliore tecnologia applicabile per quanto riguarda la frazione residuale(RUR) a valle della raccolta differenziata è la metodologia di selezione e di recupero di tuttoil materiale riciclabile compresi i cartacei contaminati dall’umido organico (destinabili alladigestione anaerobica) e per la percentuale rimanente di materiale non riciclabile (polimaterialiaccoppiati prevalentemente di natura plastica) viene messa in atto la tecnologia sperimentatadal “Centro di riciclo Vedelago” per l’ottenimento di materiali plastici estrusi a bassetemperature. Tale tecnologia consente percentuali di recupero di materia dai rifiuti prossime al99 %.Tutto ciò consente di minimizzare il rifiuto conferito in discarica soprattutto in presenza di percentuali di raccolta differenziata molto bassi come quelli siciliani.L’evidenza del buon funzionamento della differenziata spinta, accoppiata al successivorecupero di materia, che dimostra peraltro l’inutilità delle soluzioni che recuperano energia, èampiamente dimostrabile attraverso le realtà già esistenti. Esempi di buone pratiche (BAT),implementate con successo anche in alcune zone italiane ed europee, sono da diverso tempo
 
diffuse in paesi quali la California. Recentemente anche il governo americano sotto la presidenza di Barak Obama e la Cina – sebbene fino a ieri contraria - hanno deciso diintraprendere questo percorso virtuoso. Non bisogna inoltre dimenticare che con il recupero spinto di materia le discariche vengonoobsoletate1.
Pretrattamentodei Rifiuti Urbani Residui (RUR)
Si premette che il sistema di tritovaglaitura come pretrattamento per le discariche è consideratouna soluzione temporanea e sconsigliabile da parte del Dottor Marco Lupo, direttore generalef.f. del Ministero Dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Con nota del 26 giugno 2009 protocollo n. 13516/QDV/DI/V, infatti, in calce alla proroga sino al 31 dicembre 2009 (giàscaduta) relativa al differimento dell’entrata in vigore dei criteri che regolano l’ammissibilità’in discarica delle tipologie e delle quantità dei rifiuti di cui al DM 3 agosto 2005, egli dichiara:
Si sottolinea, tuttavia, la necessità che codesta Regione acceleri le procedure necessarie per dare attuazione al Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili in discarica ein particolare le iniziative relative alla raccolta differenziata, considerato che il ricorso allatritovagliatura non può che essere un’opzione transitoria
”.Allo stato dei fatti la proroga è scaduta e quindi bisogna procedere alla preselezione dei rifiutida conferire in discarica essendovi l’obbligo di conferimento in discarica di ben determinatetipologie di rifiuti (DM 3 agosto 2005) tra cui una percentuale di sostanza secca non inferioreal 25 % ed una percentuale di Carbonio Organico Totale (TOC) non superiore al 5%.Per attuare ciò necessitano gli impianti di selezione dei rifiuti, con i quali si possa separarela componente organica ed anche tutte quelle componenti come materiali cartacei, ferrosi,vetrosi, plastici, etc. avviabili al recupero.Tale soluzione impiantistica consente di soddisfare il DM 3 agosto 2005, oltre che sottarreuna grossa percentuale di rifiuti alla discarica.Tale processo, che consentirebbe il raggiungimento di enormi benefici relativiall’allungamento della vita della discarica, può essere migliorato, con l’avvio dei materiali poliaccoppiati plastici al processo di estrusione (modello Vedelago) e la trasformazione inmateriali inerti ed isolanti per l’edilizia o per la produzione di oggetti plastici pesanti.Per contro la tritovagliatura non attua alcuna selezione del materiale come prescritto dalDM 3 agosto 2005 e non sottrae alcuna componente del Rifiuto Urbano Residuo (RUR)all’abbancamento in discarica.2.
Stabilizzazione chimico-fisica dellafrazione umida dei RUR 
Lo stato dell’arte sui trattamenti di stabilizzazione della parte organica attraverso digestioneanaerobica è indiscussa. Grazie ad essa si ottiene oltre a dell’ottimo compost (parte organicastabilizzata biologicamente in via definitiva), anche metano (incentivabile con i CIP6) eacqua, il tutto senza l’aggiunta di altri componenti ma esclusivamente con un processo difermentazione naturale.Con tale processo si evita lo smaltimento in discarica della frazione umida, la quale viene anzila valorizzata.
 
Tale trattamento ha bisogno di apposita impiantistica e di tempi di lavorazione di circa 15-30giorni.Un altro trattamento di stabilizzazione della parte organica è la digestione aerobica piùcomunemente detta compostaggio. Con essa non si recupera metano e acqua, ma solo compost(parte organica stabilizzata biologicamente in via definitiva).Anche questo processo permette di evitare lo smaltimento in discarica della frazione umida, laquale viene valorizzata.Tale trattamento ha bisogno di un’impiantistica abbastanza semplice e di tempi di lavorazionedi circa 15-30 giorni.Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione edell'umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scartidi cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da partedi macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra glielementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.Il compost così ottenuto derivando da rifiuti non selezionati può essere contaminato, quindiimpiegabile per recuperi ambientali, ma non in agricoltura.Un terzo trattamento di stabilizzazione della parte organica è quello con aggiunta di Ossidodi Calcio e di complessi idrosilicati di Alluminio, Ferro, Magnesio ed alcali o semplicementecalce viva (CaO)Tale trattamento non opera alcuna separazione della parte organica dei rifiuti da quellainerte, ma “mummifica” (congela) temporaneamente la parte organica innalzandone il Ph(parte organica stabilizzata chimicamente-fisicamente in via temporanea), impedendonemomentaneamente i processi di putrefazione che in un secondo tempo (finito l’effettotemporaneo della mummificazione della parte organica) prendono luogo normalmente.Tale trattamento nella prima fase blocca la fermentazione, nella seconda fase provoca unessiccamento della parte organica e l’eliminazione della flora batterica e nella terza ed ultimafase avviene lo stoccaggio ed omogeneizzazione del prodotto.Il prodotto finale di tale trattamento è del rifiuto indifferenziato, triturato e temporaneamentestabilizzato che può essere esclusivamente conferito in discarica o bruciato in opportuni forni(inceneritori) con scadente potere calorifico ed alto potere inquinante.Tale prodotto abbancato in discarica o su terrapieni viene in breve tempo inumidito dagliagenti atmosferici e quindi aggredito dalla flora batterica che riprende il processo difermentazione congelato e la produzione di percolato e metano, quest’ultimo rilasciatodirettamente in atmosfera (il metano rilasciato in atmosfera è 20 volte più inquinante rispettoalla CO2 rilasciata in atmosfera e quindi preferibile ricavare energia dal metano e rilasciare laCO2 in atmosfera).In pratica, gli impatti legati alla collocazione in discarica della sostanza organica trattata concalce viva non vengono scongiurati ma al contrario prolungati nel tempo.Tale trattamento, stabilizzando solo temporaneamente la componente organica, non è inlinea con le indicazioni della Commissione Cancellieri.Con tale trattamento non si ottiene alcun prodotto di recupero quali compost o metano o acqua.Tale trattamento, sebbene non abbia bisogno di impiantistica complessa e lunghi tempi dilavorazione (circa 10 giorni), comporta in ogni caso un impatto ambientale nefasto, dovutosoprattutto all’inquinamento tale processo comporta.La procedura della tritovagliatura e susseguente trattamento con calce viva è stata impiegatanel pretrattamento dei rifiuti in Campania per prepararli alla termovalorizzazione(incenerimento): “
Tra i poteri esercitati dalla struttura commissariale, vi è anche quello diautorizzare impianti di tritovagliatura, biostabilizzazione ed eco-imballaggio dei rifiuti solidi

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