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Il Corriere della Sera intervista Boris Nemtsov

Il Corriere della Sera intervista Boris Nemtsov

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Il Corriere della Sera intervista uno dei leader dell'opposizione, nella persona di Boris Nemtsov, che sottolinea come il regime userà questo pretesto per un ulterirore giro di vite, anche alla luce delle risposte precedenti: dopo l'attacco al teatro Dubrovka ci fu lo smantellamento di una tv indipendente, dopo la strage di Beslan sono state abolite le elezioni dei governatori locali, ora nominati dal Cremlino: ora ci diranno che non si possono tenere comizi e manifestazioni contro Putin. Va sottolineato che sono state attaccate le stazioni vicine alla sede del Kgb. E lo stesso Nemtsov dice che “i soldi dati ai servizi segreti sono cresciuti di 14 volte da quando c'è Putin”, solo che si occupano delle cose sbagliate.
La strage è occasione per una riflessione sul ruolo del premier Putin, la cui figura è strettamente legata alle questioni della sicurezza, e il presidente Medvedev, descritto da taluni come un liberale. Tale lettura è evidente su Il Foglio, che sottolinea come la guerra non sia finita, e sottolinea che il periodo di pace recente ha convinto Putin e Medvedev a sospendere una parte delle operazioni militari nel Caucaso per aiutare l'economia della regione, ma il ritorno dei kamikaze mette in dubbio questo cambiamento di strategia: una svolta di strategia “attribuita soprattutto al presidente Medvedev: un anno fa, sulla base di rapporti delle autorità locali, ha decis si ritirare 20 mila uomini dalla Cecenia. Da allora gli attacchi contro gli obiettivi russi sono letteralmente raddoppiati”.
Fonte http://www.caffeeuropa.it/?id=17,226
Il Corriere della Sera intervista uno dei leader dell'opposizione, nella persona di Boris Nemtsov, che sottolinea come il regime userà questo pretesto per un ulterirore giro di vite, anche alla luce delle risposte precedenti: dopo l'attacco al teatro Dubrovka ci fu lo smantellamento di una tv indipendente, dopo la strage di Beslan sono state abolite le elezioni dei governatori locali, ora nominati dal Cremlino: ora ci diranno che non si possono tenere comizi e manifestazioni contro Putin. Va sottolineato che sono state attaccate le stazioni vicine alla sede del Kgb. E lo stesso Nemtsov dice che “i soldi dati ai servizi segreti sono cresciuti di 14 volte da quando c'è Putin”, solo che si occupano delle cose sbagliate.
La strage è occasione per una riflessione sul ruolo del premier Putin, la cui figura è strettamente legata alle questioni della sicurezza, e il presidente Medvedev, descritto da taluni come un liberale. Tale lettura è evidente su Il Foglio, che sottolinea come la guerra non sia finita, e sottolinea che il periodo di pace recente ha convinto Putin e Medvedev a sospendere una parte delle operazioni militari nel Caucaso per aiutare l'economia della regione, ma il ritorno dei kamikaze mette in dubbio questo cambiamento di strategia: una svolta di strategia “attribuita soprattutto al presidente Medvedev: un anno fa, sulla base di rapporti delle autorità locali, ha decis si ritirare 20 mila uomini dalla Cecenia. Da allora gli attacchi contro gli obiettivi russi sono letteralmente raddoppiati”.
Fonte http://www.caffeeuropa.it/?id=17,226

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Published by: Associazione ANNAVIVA on Mar 30, 2010
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03/30/2010

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