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Sharing Ideas - I principi della Wikinomics applicati ai casi di Qoob, SciVee e Zooppa

Sharing Ideas - I principi della Wikinomics applicati ai casi di Qoob, SciVee e Zooppa

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Paper presentato presso il Corso di Dottorato internazionale in Società dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca http://www.quasi.unimib.it/

La recente pubblicazione in italiano del testo di Don Tapscott ed Anthony D. Williams,
“Wikinomics”, ha aperto negli ultimi mesi un acceso dibattito sia in ambito accademico che nel web
e, in modo particolare, all’interno della blogosfera. Quella proposta da Wikinomics è l’analisi delle
nuove forme di collaborazione di massa che stanno sempre più velocemente rivoluzionando tanto la
società quanto l’economia. Il successo di una piattaforma collaborativa come Wikipedia viene
infatti eletto a metafora di un nuovo modo di concepire la produzione e la distribuzione di
conoscenza, ma rappresenta anche un inedito approccio a forme di business capaci di trarre
vantaggi economici dalla partecipazione attiva degli utenti.
Paper presentato presso il Corso di Dottorato internazionale in Società dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca http://www.quasi.unimib.it/

La recente pubblicazione in italiano del testo di Don Tapscott ed Anthony D. Williams,
“Wikinomics”, ha aperto negli ultimi mesi un acceso dibattito sia in ambito accademico che nel web
e, in modo particolare, all’interno della blogosfera. Quella proposta da Wikinomics è l’analisi delle
nuove forme di collaborazione di massa che stanno sempre più velocemente rivoluzionando tanto la
società quanto l’economia. Il successo di una piattaforma collaborativa come Wikipedia viene
infatti eletto a metafora di un nuovo modo di concepire la produzione e la distribuzione di
conoscenza, ma rappresenta anche un inedito approccio a forme di business capaci di trarre
vantaggi economici dalla partecipazione attiva degli utenti.

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Stefano Mizzella – stefano.mizzella@unimib.it; stefano.mizzella@gmail.com
1
Sharing Ideas
I principi della Wikinomics applicati ai casi di
Qoob
,
SciVee
e
 Zooppa
 
STEFANO MIZZELLADottorato “Società dell’Informazione”
 
 Abstract 
La recente pubblicazione in italiano del testo di Don Tapscott ed Anthony D. Williams,“Wikinomics”, ha aperto negli ultimi mesi un acceso dibattito sia in ambito accademico che nel webe, in modo particolare, all’interno della blogosfera. Quella proposta da Wikinomics è l’analisi dellenuove forme di collaborazione di massa che stanno sempre più velocemente rivoluzionando tanto lasocietà quanto l’economia. Il successo di una piattaforma collaborativa come Wikipedia vieneinfatti eletto a metafora di un nuovo modo di concepire la produzione e la distribuzione diconoscenza, ma rappresenta anche un inedito approccio a forme di business capaci di trarrevantaggi economici dalla partecipazione attiva degli utenti.Il pensiero portante alla base del concetto di wikinomics può essere riassunto come “arte escienza della
 peer production
”. Con quest’ultimo termine i due autori intendono l’affermarsi di unaproduzione orizzontale e democratica di informazione e conoscenza in qualsiasi ambito dellasocietà contemporanea. Tale modello di sviluppo ha radice, sia in termini tecnologici che teorici,all’interno delle dinamiche di condivisione del file-sharing e delle reti peer-to-peer.Si è scelto, pertanto, di dedicare la trattazione del primo capitolo ai risultati di alcune ricercheche hanno provato a fotografare, a livello nazionale ed internazionale, l’andamento deicomportamenti di produzione, consumo e condivisione di contenuti digitali. Il secondo capitolo èincentrato invece sull’analisi specifica dei quattro principi che costituiscono le fondamenta dell’ideadi wikinomics: l’
apertura
, il
 peering
, la
condivisione
e l’
azione globale
. Nel terzo e conclusivocapitolo, gli stessi principi sono stati messi alla prova attraverso il confronto con tre
case histories
 che riguardano particolari piattaforme collaborative di nuova generazione. Si è scelto, nello
 
 
Stefano Mizzella – stefano.mizzella@unimib.it; stefano.mizzella@gmail.com
2specifico, di analizzare gli inediti modelli di business di
Qoob
, piattaforma italiana dedicata allamusica e alla cultura underground,
SciVee
, piattaforma scientifica americana di condivisionemultimediale e
 Zooppa
, start-up italoamericana interamente dedicata al social advertising. Seppurpresentando caratteristiche differenti, tutte e tre le piattaforme, caratterizzate dalla predominanzadel video come elemento costitutivo, sembrano dimostrare l’efficacia di approcci apertiall’innovazione in cui le imprese che attirano e ricompensano i partecipanti più capaci hannol’opportunità di creare nuove e reali fonti di vantaggio competitivo.
 Indice
1. Il paradigma dell’
economia collaborativa
………………………………………………….….p. 32. I quattro principi della wikinomics…………………………………………………………….p. 113.
Peer Production e User Generated Content 
……………………….........................................p. 153.1
Qoob
 Broadcasting Ideas
.................................................................................................p. 173.2
SciVee
The free and widespread dissemination and comprehension of science
..............p. 213.3
 Zooppa –
 
 Advertising goes social
........................................................................................p. 26Conclusioni…………………………………………………………………………………….…p. 30Riferimenti bibliografici………………………………………………………………………….p. 32
 
 
Stefano Mizzella – stefano.mizzella@unimib.it; stefano.mizzella@gmail.com
3
1. Il paradigma dell’economia collaborativa
Quando una rete ha lo scopo di diffondere qualcosa che ha un valore per le persone come nel caso di una rete televisiva, il valore dei servizi è lineare. Se larete consente transazioni tra nodi individuali, il valore aumenta al quadrato.Quando la stessa rete include la possibilità che gli individui formino gruppi, ilvalore è invece esponenziale.
Donald Reed
È possibile definire nei termini di “economia collaborativa” il consolidarsi di un inedito modelloeconomico in cui le aziende entrano in contatto con milioni di produttori autonomi, al fine di co-creare valore all’interno di reti a maglie larghe. Tale affermazione costituisce uno dei passaggi piùsignificativi del recente studio di Don Tapscott ed Anthony D. Williams dedicato alla“wikinomics”. Il concetto di wikinomics rappresenta, nelle parole dei due autori, l’insieme di“profondi cambiamenti strutturali e operativi che la grande impresa e la nostra economia stannovivendo, cambiamenti basati su nuovi principi competitivi come l’apertura, il
 peering
, lacondivisione e l’azione su scala globale” (Tapscott, Williams, 2006, p. XI).Dovendo scegliere uno slogan capace di racchiudere in una singola frase il senso complessivodel lavoro di Tapscott e Williams, potremmo provare a definire il concetto di Wikinomics come“l’arte e la scienza della peer production”, intesa nei termini di una produzione orizzontale edemocratica di informazione e conoscenza. Esiste un nesso sempre più stringente che tiene legate ledinamiche di condivisione del file-sharing e delle reti peer-to-peer con questo nuovo modello diproduzione di informazione e conoscenza. È possibile ritrovare tracce di questo legame all’internodi alcune ricerche che hanno provato a fotografare, a livello nazionale ed internazionale,l’andamento dei comportamenti di produzione, consumo e condivisione di contenuti digitali.Henry Jenkins è Direttore del
Comparative Media Studies Program
presso il MassachusettsInstitute of Technology
1
. All’interno della ricerca “Confronting the Challenges of PartecipatoryCulture: Media Education for the 21st Century”
2
, Jenkins definisce come “participatory culture”:
a culture with relatively low barriers to artistic expression and civic engagement, strong support forcreating and sharing one’s creations, and some type of informal mentorship whereby what is known bythe most experienced is passed along to novices. A participatory culture is also one in which membersbelieve their contributions matter, and feel some degree of social connection with one another (p. 4).
1
 http://cms.mit.edu/  
2
Henry Jenkins (con Ravi Purushotma, Katherine Clinton, Margaret Weigel, Alice J. Robison),
Confronting theChallenges of Participatory Culture: Media Education for the 21st Century
, inhttp://www.projectnml.org/files/working/NMLWhitePaper.pdf  

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