La clavicola è un osso piatto, con forma a “S” e due estremità articolari distinte. La clavicola presenta una doppia curvatura lungo il suo asse ed è un osso sottocutaneo per tutta la sua estensione. Il terzo laterale, più piatto, funge dapunto di ancoraggio per muscoli e legamenti, mentre il terzo mediale, di forma più tubulare, accetta il carico assiale. Il terzo medio è una zona di transizioneed è la porzione più sottile della clavicola; è quindi un’area molto debole dalpunto di vista meccanico, il che può essere una ragione della preponderanza della fratture in questa zona [7].La clavicola svolge funzione di inserzione per i muscoli, di barriera di protezione per le strutture neurovascolari sottostanti, ed è una struttura che stabilizza il complesso della spalla e previene una sua dislocazione mediale durante l’attività di contrazione dei pettorali. Inoltre la clavicola previene lo spostamento inferiore del cingolo scapolare attraverso l’azione del forte legamento coracoclavicolare.ARTICOLAZIONIGlenomeraleLa maggior parte del movimento dell’omero avviene a livello della articolazioneglenomerale. Essa è un’enartrosi in cui la congruenza e la stabilità sono statesacrificate per ottenere la massima mobilità. È capace di un’estrema mobilità per la notevole differenza che abbiamo tra la grande superficie della testa omerale e la piccola superficie articolare della fossa glenoidea. In ogni momento, solamente il 25 - 30% della testa omerale è in contatto con la fossa glenoidea [8]. A dispetto di questa mancanza di copertura da parte della superficie articolare, in una spalla normale la testa è mantenuta tra 1 mm e 2 mm di distanza dal centro della cavità glenoidea per la maggior parte dell’arco di movimento [9]. Ilmantenimento costante del centro di rotazione in un arco di movimento notevole come quello della spalla è il risultato di un insieme di forze statiche (ovvero senza richiesta di energia; per esempio la capsula, il cercine glenoideo, i legamenti) e di forze dinamiche (muscoli). L’effetto stabilizzante tra superfici articolari, complesso glenoideo e legamenti, è amplificato dalle forze muscolari, che con la loro azione vanno a creare una forza compressiva verso il centro glenoideo [10]. Una disfunzione biomeccanica dovuta a un danno dell’anatomia ossea, delle strutture statiche capsulo-legamentose, o delle strutture muscolari, in seguito a un singolo evento traumatico o a una serie di microtraumi ripetuti risulta in una perdita di questo preciso rapporto del centro di rotazione, ovvero in una instabilità della spalla. In base alla strutture coinvolte, la direzione dell’instabilità potrà essere principalmente anteriore, inferiore, o posteriore, oppure una combinazione di queste. Il grado di instabilità potrà variare da una sublussazione fino ad una perdita totale dei rapporti fra le due superfici articolari (lussazione completa), con associate lesioni a carico delle strutture ossee,legamentose, o muscolari.Meccanismi PassiviSuperfici Articolari. La testa omerale, assimilabile ad una porzione di sfera, alloggia nella cavità glenoidea della scapola, che è concava sui due piani, ma con un raggio di curvatura molto maggiore. Sia le superfici articolari dell’omeroche quella della glenoide sono rivestite di cartilagine articolare. La cartilagine della glenoide è più spessa alla periferia, in modo da dare maggiore congruenza fra le superfici articolari [11]. La risultante conformazione articolare è poi alla base per il crearsi di quell’effetto compressivo dato dai muscoli dellacuffia dei rotatori e dagli altri muscoli. L’articolazione glenomerale è totalmente sigillata dalla capsula articolare e normalmente contiene meno di 1 mL di liquido sinoviale, sottoposto ad una leggera pressione negativa intra-articolare,la quale crea un effetto ventosa che dà resistenza allo spostamento della testa,e in tal modo aumenta anche la stabilità articolare. Inoltre, forze di adesionee coesione si vengono a creare quando un fluido separa due superfici opposte molto vicine tra loro e, in questo modo, le due superfici non possono essere allon