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Karl Kautsky - La Dittatura Del Proletariato - 1918

Karl Kautsky - La Dittatura Del Proletariato - 1918

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Karl Kautsky - La Dittatura Del Proletariato - 1918
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12/31/2013

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Karl Kautsky,
 La dittatura del proletariato
 
pagina
1
di
2
 
Karl Kautsky,
 La dittatura del proletariato
 
1
 
Si fa spesso distinzione tra democrazia e socialismo, e così fra socializzazione deimezzi di produzione e socializzazione della produzione, nel senso che si dice essere
quest’ultima il nostro scopo finale, la mèta del nostro movimento, mentre la
democrazia è un semplice mezzo per raggiungere tale fine, mezzo che in certecircostanze potrebbe essere non adatto, anzi imbarazzante.Tuttavia il nostro scopo finale, compreso con esattezza, non è il socialismo, maconsiste nella abolizione di ogni forma di sfruttamento e oppressione sia essa direttacontro una classe, un partito, una nazione, una razza (Programma di Erfurt).Noi cerchiamo di raggiungere tale mèta appoggiando la lotta di classe proletaria,perché il proletariato, come classe che sta più in basso, non può liberarsi, senza
eliminare tutte le cause dello sfruttamento e dell’oppressione, e perché il proletariato
industriale è quello fra gli strati sociali sfruttati e oppressi che sempre più cresce diforza, capacità di lotta e volontà di battersi, e del quale è inevitabile la vittoria finale.Quindi oggi ogni sincero avversario dello sfruttamento
e dell’oppressione deve
partecipare alla lotta di classe proletaria da qualunque classe egli provenga.Perciò noi ci proponiamo, come scopo in questa lotta, la forma socialista diproduzione, perché essa, nelle odierne condizioni tecniche ed economiche, sembra
l’unico mezzo per raggiu
ngere la nostra mèta. Se ci si dimostrasse che in ciò sbagliamo,
che la liberazione del proletariato e dell’umanità in genere si può raggiungere
unicamente o nel modo più opportuno sulla base della proprietà privata dei mezzi diproduzione come ancora riteneva Proudhon, dovremmo rifiutare il socialismo, senza
minimamente rinunciare alla nostra mèta finale, ma appunto nell’interesse di quella.
 
Quindi democrazia e socialismo non differiscono in quanto l’una sia mezzo el’altro sia fine: entrambi sono mezzi pe
r un medesimo fine.La differenza tra i due si trova altrove. Non si può pensare al socialismo, comemezzo per la liberazione del proletariato, senza la democrazia.[...]Per noi il socialismo non è pensabile senza la democrazia. Per socialismomoderno no
i intendiamo non soltanto un’organizzazione sociale della produzione, maanche un’organizzazione democratica della società; perciò il socialismo è per noiindissolubilmente legato con la democrazia. Non c’è socialismo senza democrazia.
 Tuttavia la proposizione non si può rovesciare. La democrazia può esistere molto bene senza il socialismo. Anche una democrazia pura è immaginabile senza ilsocialismo, per esempio in una comunità di piccoli agricoltori, in cui esistesse pienaeguaglianza di condizioni economiche per ciascuno, sulla base della proprietà privatadei mezzi di produzione.
1
Milano 1977

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