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100 statistiche per il Paese

100 statistiche per il Paese

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Published by coseinfila
Periodo di riferimento: Anni 2005-2007
Diffuso il: 07 maggio 2008

L’Istat diffonde la prima edizione di “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”, una pubblicazione che offre, in un’ottica di integrazione, un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
Si tratta di un lavoro che arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la selezione di alcuni indicatori, aggiornati e puntuali, raccolti in 103 schede e distribuiti su 17 settori di interesse che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente. Completa il quadro un focus dedicato ad alcuni servizi essenziali, come l’assistenza domiciliare agli anziani, gli asili nido, lo smaltimento dei rifiuti, la distribuzione dell’acqua.
Periodo di riferimento: Anni 2005-2007
Diffuso il: 07 maggio 2008

L’Istat diffonde la prima edizione di “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”, una pubblicazione che offre, in un’ottica di integrazione, un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
Si tratta di un lavoro che arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la selezione di alcuni indicatori, aggiornati e puntuali, raccolti in 103 schede e distribuiti su 17 settori di interesse che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente. Completa il quadro un focus dedicato ad alcuni servizi essenziali, come l’assistenza domiciliare agli anziani, gli asili nido, lo smaltimento dei rifiuti, la distribuzione dell’acqua.

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Published by: coseinfila on May 13, 2008
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statisticheper il Paese
Indicatoriper conoscere e valutare
100
 
   P   e   r   c   h    é   q   u   e   s   t   a   p   u   b   b   l    i   c   a   z    i   o   n   e
100 statistiche per il Paese
N
ella vita di tutti giorni,tanto nelle ore che riser-viamo al lavoro quanto in quelle che dedichiamoal tempo libero,è sempre più frequente la sen-sazione di essere sommersi da troppe informazioni.Siamo cresciuti nella convinzione che conoscere è unbene e che chi ne sa di più fa più strada nella vita.Eppure,quello che sperimentiamo non è la sensazionedi aver accresciuto le nostre conoscenze,ma quella diessere disorientati.Perché? Fondamentalmente per duegruppi di questioni.
1.
Ci possiamo fidare dell’informazione che riceviamo?Quando sullo stesso argomento riceviamo più infor-mazioni e da più fonti,come facciamo a sapere diquale ci possiamo fidare? Qual è il dato giusto,o comunque più attendibile? O quello condiviso dapiù persone? Su quale c’è il consenso degli esperti?
2.
E ancora,l’informazione che riceviamo è utile? Ciaiuta a fare scelte migliori,a prendere decisioni conmaggiore cognizione di causa,a evitare qualcherischio? Oppure è utile soltanto a chi ce la trasmet-te,e cerca più o meno consapevolmente di influen-zarci,di manipolarci,di far pendere a suo favore ilpiatto della bilancia?Quanto al primo blocco di domande,è importante sotto-lineare che l’affidabilità dell’informazione statistica pub-blica è garantita da un sistema di controlli di qualità cheopera a livello mondiale per il rispetto dei principi gene-rali e dell’insieme di regole – nomenclature,definizioni,classificazioni,schemi di elaborazione – stabiliti e rico-nosciuti dai principali organismi internazionali,quali laDivisione statistica delle Nazioni Unite,il FondoMonetario internazionale ed Eurostat.L’osservanza ditali regole e principi nelle diverse fasi di produzione,ela-borazione e diffusione dei dati favorisce la comparabili-tà fra le statistiche dei vari paesi.Si va dunque verso lacreazione e il consolidamento di un linguaggio condivi-so nell’ambito del Sistema statistico europeo attraversola redazione di linee guida,di raccomandazioni e dimanuali sulla raccolta,l’elaborazione e la diffusione deidati.La qualità del processo di produzione e delle formedi diffusione garantita da parte dei diversi soggettigioca,dunque,un ruolo rilevante nel riconoscimentodell’affidabilità delle informazioni statistiche.Il secondo gruppo di quesiti richiede una risposta piùarticolata.Il punto centrale è che sull’utilità dell’informa-zione statistica che utilizziamo la risposta finale dipendeda noi cittadini,da noi utenti.Le istituzioni statistiche e l’Istat tra queste – possono mettere a disposizione uninsieme sempre più vasto e articolato di informazioni,econtribuire così a una duplice consapevolezza:
la prima è che disporre di più informazioni statisticheufficiali,prodotte ad esempio dall’Istat,sullo stessofenomeno non significa che su quel fenomeno esi-stono più “realtà”in competizione a seconda del-l’orientamento politico o ideologico,ma semplice-mente che quando se ne vogliono misurare le diver-se dimensioni è necessario produrre più dati;
la seconda è che non esiste un’unica misura rappre-sentativa dello “stato di salute”di un’economia e diuna società,allo stesso modo in cui nessuno pensapiù che basti misurarsi la febbre per conoscere leproprie condizioni di salute.Occorre una batteria dianalisi cliniche in un caso,e di indicatori statisticinell’altro.Questa nuova pubblicazione dell’Istat tende proprio adoffrire,in un’ottica di integrazione,una visione a tuttotondo dei fenomeni osservati/indagati.Lo fa attraversouna selezione di indicatori di sintesi che consentono dicogliere,sotto diversi profili,la collocazione del nostroPaese nel contesto europeo e le sue differenze regiona-li interne.Si tratta di un lavoro che certo non sostituisce l’ampia earticolata produzione dell’Istat,ma che sicuramentel’arricchisce con alcune statistiche,aggiornate e pun-tuali,raccolte in 103 schede e distribuite su 17 settoridi interesse – che spaziano dall’economia alla cultura,al mercato del lavoro,alla qualità della vita,alle infra-strutture,alla finanza pubblica,all’ambiente – e su unfocus dedicato ad alcuni servizi essenziali,come l’assi-stenza domiciliare agli anziani,gli asili nido,lo smalti-mento dei rifiuti,la distribuzione dell’acqua.Ogni scheda si articola:in una breve introduzione corre-data dalla definizione degli indicatori utilizzati; in uncommento sulla posizione dell’Italia nel contestodell’Unione europea; in una descrizione del fenomeno inItalia e dei più importanti differenziali territoriali; in unalista di fonti e di riferimenti (“per saperne di più”); in gra-fici e tabelle dedicati alla comparazione internazionale eai confronti regionali all’interno del Paese.Ove possibi-le,ogni scheda è corredata da un cartogramma.Tutto ciò rende
100 statistiche per il Paese
un prodot-to non necessariamente destinato a un pubblico specia-listico,ma neanche un mero opuscolo divulgativo.Sitratta,piuttosto,di una pubblicazione rivolta a chiunquesi voglia documentare sulla posizione e sulle condizionidel nostro Paese:cittadini,policy maker,operatori eco-nomici.
Luigi Biggeri
Presidente dell’Istat

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