l a L o c o m o t i v a
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S p e c i a l e O p e n D a y 2 0 1 0
Storie diuniversitaria follia
di Rosibetti Rubino
Avete presente quando vostra madre siarrabbia per cose che la fanno sembrarecompletamente psicolabile? Bene, non è nésindrome pre mestruale, né menopausaquella che la attanaglia. Ci sono giorni cheguardi verso quel maledetto lavandino esperi che arrivi Mastro Lindo a darti unamano. Ci sono momenti in cui capisciquanto sia difficile decidere cosa mangiare apranzo, a cena, persino a colazione.Sembrerebbe marginale ma ho passatobrutti periodi, per la disperazione minutrivo esclusivamente di sofficini. E viassicuro che non è un granchè come dieta.Per non parlare di quella lavatrice. Dio, lalavatrice. E’ sempre piena quando ti serve.Ed è in quei momenti che capisci anchequanto sia essenziale avere della biancheriache non avresti mai messo. E da donna,posso assicurarvi che a volte si mette arischio la propria reputazione. E avetepresente quei giorni in cui vostra madreaveva gridato alla lotta armata per quei vestiti sulla sedia? Capirete a quel punto chequella era una guerra preventiva, perquanto discutibile il concetto sia. In unattimo, tenendo presente la concezione deltempo che un universitario possa avere, viritroverete ad aver affittato non una camera,ma un armadio. Non temete, tornerà adessere un luogo abitabile alla prima visitadel proprietario/genitore/parente/amicoschizzinoso. Un capitolo a parte andrebbefatto per gli elettrodomestici. Siete abituati auna cucina componibile super accessoriatache alla Meliconi le fa una “pippa”? Bene,scordatevela. Le case degli studenti sonodotate infatti di un pratico piano cotturache farebbe una “pippa” solo a unfornelletto da campeggio. E capirete anchequanto sia facile far cadere il caffè ovunquequando lo preparate. Le madri devono averseguito un corso apposito, probabilmente.Per la televisione, non vi preoccupate, puòessere un 10 come un 32 pollici, non nesentirete la mancanza. Anche perchéInternet regna sovrano e lo streaming più dilui. Vedrete tanti di quei film da potercondurre voi “Do, Re, Ciak, Gulp”, nonche ve lo auguri, ma insomma perintenderci. Io, personalmente, ho sviluppatouna dipendenza dalle serie tv, ad esempio.Sì, lo so che sembra una tragedia, ma inrealtà questo lato tragicomico della vita visalverà dall’angoscia della routine, dalladipendenza nei confronti del grembomaterno, e perché no, anche da qualchestrana situazione in cui nella vita vi puòcapitare di trovarvi. E poi, guardateviintorno, Perugia è così carina.
Zapping PG:la voce fuorisede
di Pierpaolo Filomeno
Se non sei di Perugia e rimani stupitoda quello che stai per leggere, è normale. Sesei un perugino, male. Che diavolo hai fattoin questi anni? Al di là della scelta del corso di laurea,la scelta di Perugia come tua cittàuniversitaria si rivela straordinaria.Sicuramente da fuorisede, la prima cosa acui si pensa è l’autonomia. Gestire da soli lapropria vita, svegliarsi all’ora che pare,mangiare quando si ha fame, andare aballare fino alla mattina nei tanti locali ediscoteche che ci sono qua intorno.
Perugiaè una città molto vivace dal punto di vistadella mondanità. Il centro è pieno di pub,
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