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In questo editoriale dell’ottobre 2009, Didier Pittet, ideatoredella Campagna dell’OMS
Clean Care is Safer Care
(vedi lanewsletter CORIST n. 5) fa il punto sull’avanzamento delle co-noscenze sul tema, specie su: principali agenti patogeni respon-sabili di infezioni nosocomiali, meccanismi di resistenza, strate-gie per la prevenzione e il controllo.Negli ultimi anni l’argomentoha suscitato un crescente interesse da parte del pubblico e dei me-dia, tanto da conquistare i titoli di molti giornali.Due sono i punti su cui Pittet si esprime: la necessità di scelteforti, da parte del sistema sanitario, nel realizzare interventi diprevenzione e l’opportunità,ma anche i possibili pericoli,di ren-dere pubblici i dati sulle infezioni.Le migliori strategie di prevenzione e controllo si basano su unapproccio di sistema e su interventi integrati,multimodali e mul-tifattoriali:un buon controllo delle infezioni nosocomiali può es-sere infatti considerato un indicatore
proxy
di buon
management
.Quanto alla diffusione pubblica dei dati sulle infezioni,Pittet dà voce al giornalista televisivo Martin Fletcher (ex direttore delquotidiano inglese
TheTimes
) che invita
manager
e
leader
ad azio-ni decise per il miglioramento della cultura della sicurezza e sug-gerisce la promozione dell’igiene delle mani come modello esem-plare, sostenendo l’importanza di una partecipazione diretta deipazienti a questa sfida continua e complessa. Bravo Pittet, cheancora una volta, instancabile, lancia il suo richiamo alla comu-nità internazionale.
J. Hosp. Infection 2009: 73; (4): 293-5
Quale esito va misurato per valutare il successo di interventi sul-la VAP? In questo articolo Micheal Klompas illustra un para-dosso esistente in letteratura: nonostante la provata efficacia diparticolari interventi nella diminuzione dell’incidenza dellaVAP,raramente questi migliorano altri esiti importanti,come la dura-ta della ventilazione meccanica, della degenza o la mortalità.Klompas sostiene che alla base di questo paradosso ci sia unadiagnosi poco accurata.I criteri clinici e microbiologici che por-tano alla diagnosi di VAP colgono infatti un ampio ventaglio dicondizioni, da molto serie a sostanzialmente benigne. In casicon edema polmonare o altre patologie non infettive,può acca-dere che vengano osservate colonie batteriche e venga sospetta-ta una VAP, sebbene questi casi poi si risolvano senza terapiespecifiche. Gli interventi mirati a neutralizzare le colonie bat-teriche quindi, riducono la frequenza dei casi benigni misclas-sificati come VAP e non quella delle infezioni. Questo effettospiegherebbe la non significativa riduzione degli esiti diversidall’incidenza.Inoltre è necessario considerare che una diagno-si di VAP viene erroneamente posta con una certa frequenza inpazienti con altre patologie.L’autore conclude osservando come la riduzione di incidenza diVAP a seguito di particolari interventi non sia sufficiente a di-mostrarne l’efficacia, ma sia necessario misurarne l’impatto an-che sugli altri esiti.
Critical Care 2009: 13; 315
Uno studio australiano condotto in 6 ospedali dello stato diVictoria ha indagato sensibilità, specificità, valore predittivo econcordanza interosservatore dei dati prodotti nell’ambito di unsistema di sorveglianza statale delle infezioni associate a CVC.Quale standard di riferimento per il calcolo di questi indicato-ri è stata adottata la presenza o assenza di infezione correlata aCVC in un campione di cartelle cliniche, in accordo ai criteristabiliti dal
Victorian Hospital Acquired Infection Surveillance System
(VICNISS). I risultati sono stati deludenti; in partico-lare, il numero di falsi negativi (cioè di infezioni CVC-correla-te non registrate dal sistema di sorveglianza) è stato stimato es-sere vicino al 50%. Questa osservazione è di non poca rilevan-za in un contesto in cui si prevede l’obbligatorietà e la pubbli-cazione dei dati di sorveglianza sulle infezioni. Gli autori sug-geriscono interventi di rinforzo formativo e ulteriori studi di validazione che possano migliorare l’insoddisfacente affidabili-tà delle informazioni fino ad oggi raccolte.
Infection Control and Hospital Epidemiology 2009: 30(11)
Il richiamo di Pittet sulle infezioni ospedaliere:dai giornali alle soluzioni cliniche
Corist_
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- n. 7/2010
DALLA LETTERATURA
A cura di Maria Rita Maffei, ARS Toscana
La riduzione della VAP non è il vero obiettivo clinicoQuanto sbaglia la sorveglianza delle infezioni?
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