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MARZO 2010
TOCSIN: sistema integratodi indicatori per le ICPA
SOMMARIO
1TOCSIN: sistema integrato di indicatoriper le ICPA2Dal web: vapaway3Dalla letteratura4
Focus
: Il
database
che sostiene il petalo toscanodi Margherita6Dal mondo7Dall'Italia8Dalla Toscana8Appuntamenti
Ciò che soprattutto sostiene una rete collaborativa di  professionisti impegnati inunprogettodimiglioramen-to della qualità è la possibi-lità di conoscere, discutere e confrontare i propri dati,nell’ambito di un sistemainformativo che essi stessi contribuiscono ad alimenta-re e sviluppare.Con questo obiettivo nasce il 
 portale CORIST-TI 
per le Terapie Intensive toscane che,insiemeall’AgenziaRe- gionalediSanità,partecipa-noallarete collaborativape il controllo del rischio infet-tivo, in accordo alle indica-zioni del Piano SanitarioRegionale 2008-2010. Gli obiettivi e le caratteristiche del portale CORIST-TI,unvero e proprio strumento di lavoro per una
“comunitàche comunica”,
vengonoil-lustrati nel 
focus
di questonumero.
N
el 2007 il Ministero della Sanità del Quebec e il
Canadian Patient Safety Institute
hanno commis-sionato a un gruppo interdisciplinare di espertiuno studio mirato a predisporre un sistema integrato diindicatori per il monitoraggio delle Infezioni Correlate aPratiche Assistenziali (ICPA).Ne è nato uno studio, TOCSIN (
Tableau Organisationel deContrôle et de Suivi des Infections Nosocomiales
), pubbli-cato nel 2009, che ha cercato di mettere ordine in un am-bito molto ricco e dibattuto anche a livello internazionale.L
obiettivo
è stato quello di sistematizzare in un quadro or-ganico e complessivo tutte le misure disponibili e calcola-bili per il monitoraggio delle infezioni nosocomiali, di pos-sibile riferimento sia per gli amministratori di varie tipolo-gie di strutture sanitarie toccate dal problema delle infe-zioni, sia ad autorità centrali o enti terzi con compiti di sor-veglianza. Il sistema di indicatori proposto è dunque il ri-sultato di un lavoro di sintesi delle letteratura esistente sul-l’argomento e del confronto con le opinioni di clinici e in-
 Editoriale 
Nasce il portaleCORIST-TI
co.r.i.s.t.co.r.i.s.t.
controllo rischio infettivoinsaniin toscana
Newsler 
continua a pagina 2
°
 
Corist_
 Newsletter 
- n. 7/2010
DALLA PRIMA
fermieri coinvolti nel controllodelle infezioni. Inoltre l’utilità e lafattibilità del sistema di indicatoriè stata verificata con gli ammini-stratori di diverse strutture sanita-rie, tra cui un ospedale universita-rio, presidi per acuti, centri socio-sanitari del territorio, RSA e strut-ture di lungo-degenza.Il
sistema di indicatori
comprende 97 misure divise in trecategorie (struttura, processo ed esito) e in 22 grandi temi.Le misure relative alla
struttura
mirano a verificare la com-patibilità tra organizzazione di una struttura e gli stan-dard richiesti dagli organismi di governo. Gli indicatori di
 processo
invece rilevano le attività messe in atto dallastruttura per controllare e prevenire l’insorgenza di infe-zioni. Infine gli indicatori di
esito
consentono di misurarel’entità del fenomeno infezioni e di monitorarne l’anda-mento anche alla luce delle azioni intraprese per preve-nirne l’insorgenza. Il
report 
comprende una definizionedettagliata di ciascun indicatore e indicazioni chiare sullemodalità di calcolo. Gli autori suggeriscono che le struttu-re interessate scelgano quali misure calcolare e monitora-re nel tempo a seconda dell’esistenza di specifici progettiin corso e della disponibilità di dati e informazioni; inol-tre non propongono il calcolo di un indicatore complessi-vo, ma suggeriscono eventualmente una lettura integratadegli indicatori relativi a un ambito prescelto.Uno
studio di fattibilità
che ha coinvolto sei strutture hafatto emergere alcuni problemi, in particolare la dispo-nibilità effettiva di informazioni e il loro potenziale uti-lizzo nella pratica. Infatti la possibilità di avviare un ve-ro e proprio sistema di monito-raggio è compromessa dallamancanza di standard e pratichecondivise per la rilevazione deidati e dall’assenza di sistemi in-formativi integrati dedicati. Que-sto problema risulta particolar-mente rilevante nelle strutture dilungo-degenza, dove l’attività dirilevazione dei dati è poco sviluppata. Inoltre gli ammi-nistratori delle strutture sanitarie, sebbene avvertano larilevanza del problema e siano fortemente motivati amettere in atto un sistema interno per il monitoraggio,si sono mostrati riluttanti a confrontare la propria real-tà con quella rilevata in contesti differenti.I possibili
sviluppi
suggeriti dagli autori vanno essen-zialmente in tre direzioni. Innanzitutto propongono l’al-largamento del sistema di indicatori per il monitoraggiodi queste infezioni in contesti extra-ospedalieri, comel’assistenza domiciliare, la riabilitazione e l’emergenza.Inoltre mettono in evidenza come in alcuni contestimanchino evidenze sulle effettive relazioni tra le di-mensioni di struttura, processo ed esito. Infine gli auto-ri propongono di verificare in che modo gli indicatoriproposti siano di reale supporto a professionisti e am-ministratori al momento di prendere decisioni e in chemodo queste decisioni siano poi efficaci nella riduzionedelle infezioni.
sf 
Blais R, Champagne F, Rousseau L.
TOCSIN: a proposed dashboard of indicators to control healthcare-associated infections.
HealthcareQuarterly 2009; 12 (Sp): 161-7.
Vade retro
VAP
Un luogo virtuale di incontro per la ricerca,la formazione e la libera discussione tra iprofessionisti sanitari europei interessati al-la prevenzione delle VAP: ecco come si pre-senta il sito Vapaway (www.vapaway.eu),realizzato con il sostegno dell’aziendaCovidien.Per introdurre il tema
Vapaway 
sceglie lasensibilizzazione e propone un questionariodi auto-valutazione basato sulle conoscenzemediche più accreditate; quindi offre non so-lo la “classicaselezione di articoli, docu-menti e linee guida e un calendario dei prin-cipali convegni ma anche un elenco di pro-getti e programmi formativi.L’obiettivo è stimolare il confronto e lo scam-bio di esperienze per arrivare ad armonizza-re, dopo averle indicate in una linea guidacondivisa a livello europeo, le azioni più effi-caci per la prevenzione delle VAP.
gc 
Dal WEB
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continua da pagina 1
¯
http://www.vapaway.eu
Proposto un centinaiodi indicatori misurabilidi struttura,processo ed esito
 
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In questo editoriale dell’ottobre 2009, Didier Pittet, ideatoredella Campagna dell’OMS
Clean Care is Safer Care 
(vedi lanewsletter CORIST n. 5) fa il punto sull’avanzamento delle co-noscenze sul tema, specie su: principali agenti patogeni respon-sabili di infezioni nosocomiali, meccanismi di resistenza, strate-gie per la prevenzione e il controllo.Negli ultimi anni l’argomentoha suscitato un crescente interesse da parte del pubblico e dei me-dia, tanto da conquistare i titoli di molti giornali.Due sono i punti su cui Pittet si esprime: la necessità di scelteforti, da parte del sistema sanitario, nel realizzare interventi diprevenzione e l’opportunità,ma anche i possibili pericoli,di ren-dere pubblici i dati sulle infezioni.Le migliori strategie di prevenzione e controllo si basano su unapproccio di sistema e su interventi integrati,multimodali e mul-tifattoriali:un buon controllo delle infezioni nosocomiali può es-sere infatti considerato un indicatore
proxy
di buon
management 
.Quanto alla diffusione pubblica dei dati sulle infezioni,Pittet dà voce al giornalista televisivo Martin Fletcher (ex direttore delquotidiano inglese
TheTimes
) che invita
manager 
e
leader 
ad azio-ni decise per il miglioramento della cultura della sicurezza e sug-gerisce la promozione dell’igiene delle mani come modello esem-plare, sostenendo l’importanza di una partecipazione diretta deipazienti a questa sfida continua e complessa. Bravo Pittet, cheancora una volta, instancabile, lancia il suo richiamo alla comu-nità internazionale.
J. Hosp. Infection 2009: 73; (4): 293-5
Quale esito va misurato per valutare il successo di interventi sul-la VAP? In questo articolo Micheal Klompas illustra un para-dosso esistente in letteratura: nonostante la provata efficacia diparticolari interventi nella diminuzione dell’incidenza dellaVAP,raramente questi migliorano altri esiti importanti,come la dura-ta della ventilazione meccanica, della degenza o la mortalità.Klompas sostiene che alla base di questo paradosso ci sia unadiagnosi poco accurata.I criteri clinici e microbiologici che por-tano alla diagnosi di VAP colgono infatti un ampio ventaglio dicondizioni, da molto serie a sostanzialmente benigne. In casicon edema polmonare o altre patologie non infettive,può acca-dere che vengano osservate colonie batteriche e venga sospetta-ta una VAP, sebbene questi casi poi si risolvano senza terapiespecifiche. Gli interventi mirati a neutralizzare le colonie bat-teriche quindi, riducono la frequenza dei casi benigni misclas-sificati come VAP e non quella delle infezioni. Questo effettospiegherebbe la non significativa riduzione degli esiti diversidall’incidenza.Inoltre è necessario considerare che una diagno-si di VAP viene erroneamente posta con una certa frequenza inpazienti con altre patologie.L’autore conclude osservando come la riduzione di incidenza diVAP a seguito di particolari interventi non sia sufficiente a di-mostrarne l’efficacia, ma sia necessario misurarne l’impatto an-che sugli altri esiti.
Critical Care 2009: 13; 315
Uno studio australiano condotto in 6 ospedali dello stato diVictoria ha indagato sensibilità, specificità, valore predittivo econcordanza interosservatore dei dati prodotti nell’ambito di unsistema di sorveglianza statale delle infezioni associate a CVC.Quale standard di riferimento per il calcolo di questi indicato-ri è stata adottata la presenza o assenza di infezione correlata aCVC in un campione di cartelle cliniche, in accordo ai criteristabiliti dal
Victorian Hospital Acquired Infection Surveillance System
(VICNISS). I risultati sono stati deludenti; in partico-lare, il numero di falsi negativi (cioè di infezioni CVC-correla-te non registrate dal sistema di sorveglianza) è stato stimato es-sere vicino al 50%. Questa osservazione è di non poca rilevan-za in un contesto in cui si prevede l’obbligatorietà e la pubbli-cazione dei dati di sorveglianza sulle infezioni. Gli autori sug-geriscono interventi di rinforzo formativo e ulteriori studi di validazione che possano migliorare l’insoddisfacente affidabili-tà delle informazioni fino ad oggi raccolte.
Infection Control and Hospital Epidemiology 2009: 30(11)
Il richiamo di Pittet sulle infezioni ospedaliere:dai giornali alle soluzioni cliniche
Corist_
 Newsletter 
- n. 7/2010
DALLA LETTERATURA
A cura di Maria Rita Maffei, ARS Toscana
La riduzione della VAP non è il vero obiettivo clinicoQuanto sbaglia la sorveglianza delle infezioni?

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